Ocean's 8: ce ne parlano le protagoniste principali

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Ocean's 8: ce ne parlano le protagoniste principali

Il Metropolitan Museum of Art di New York, dove il film è in gran parte ambientato, è stato il luogo scelto per la presentazione alla stampa di Ocean's 8, in uscita nei cinema italiani il 26 luglio.
Anche noi di Comingsoon.it eravamo presenti all'incontro con il regista Gary Ross e alcune delle protagoniste principali: Sandra Bullock, Cate Blanchett, Anne Hathaway, Sarah Paulson e Mindy Kaling.

Lo spin-off della trilogia di Danny Ocean realizzata da Steven Soderbergh (qui produttore esecutivo) ha già incassato in America più di 135 milioni di dollari, e oltre 260 milioni nel mondo, dimostrando se ce ne fosse ancora bisogno che anche il cinema mainstream "al femminile" può attirare in sala il grande pubblico. E proprio intorno al processo di "empowerment" della donna che sta scuotendo Hollywood in questo periodo ha ruotato molta parte della discussione con i giornalisti. Ecco le dichiarazioni più importanti del cast di Ocean's 8:

L'idea di continuare la saga volgendola al femminile è stata un'idea del regista. Come ha sviluppato il progetto?

Gary Ross - Ho iniziato a pensarci cinque o sei anni fa, avevo appena finito di realizzare il primo Hunger Games ed ero rimasto entusiasta dell'idea che finalmente c'era una protagonista femminile in un film di così grande richiamo. Volevo realizzare un altro progetto con un cast di star tutto al femminile e Steven Soderbergh, che è un mio caro amico, mentre Sandra Bullock e George Clooney stavano girando Gravity mi disse che erano diventati grandi amici, sembrava fossero quasi fratello e sorella. L’ho preso sul serio e ho proposto l'idea di Ocean's 8 alla Warner, che ha accettato.

E invece Sandra Bullock come è arrivata a interpretare Debbie Ocean, la sorella di Danny?

Sandra Bullock - A me il progetto è stato proposto da Jerry Weintraub, un produttore magnifico che conoscevo da anni e purtroppo oggi non è più con noi. All'inizio non ero convinta che l'idea potesse funzionare, anche se ritenevo fosse molto divertente. Pensavo che sarebbe stato meglio riportare indietro i personaggi principali, o almeno molti di essi. Poi un anno e mezzo dopo mi è arrivata la sceneggiatura, e ho cambiato subito idea.

Questo film con un cast (quasi) esclusivamente femminile sembra rappresentare una sfida all'establishment hollywoodiano.

Cate Blanchett - E' elettrizzante pensare che anche solo tre anni fa questo era considerato un prodotto che difficilmente avrebbe potuto essere realizzato, e adesso invece è un progetto di grande prestigio. Molte cose sono cambiate negli ultimi tempi e stanno ancora cambiando.
Anne Hathaway - Il metodo di lavoro è stato diverso: in passato ho avuto l'opportunità di lavorare con grandi attrici, è stato sempre con una o due di loro ogni volta. Con Ocean's 8 invece siamo state messe in grado di condividere le nostre esperienze e le nostre capacità, mescolarle a quelle delle altre per formare un terreno comune. Mi sono sentita protetta, sicura come attrice a lavorare con loro.
Sandra Bullock - Le riprese sono state molto lunghe ed estenuanti, senza il supporto l'una dell'altra non ce l'avremmo fatta a fare un lavoro così buono. Ricordo varie sere, dopo essere state sul set dalle otto del mattino a mezzanotte, in cui ci accasciavamo su un divano appoggiandoci l'una all'altra. Film come questo non capitano tutti i giorni: mi riferisco al fatto che a un gruppo di attrici di talento e fama venga data l'opportunità di realizzare un progetto di solito riservato agli attori. Di ruoli come questi per una donna ne capitano davvero pochi, mentre Ocean's 8 offre a un cast tutto al femminile la possibilità di recitare insieme! Ho avuto una carriera molto fortunata, non sento più il bisogno di mettermi alla prova come interprete, eppure per me girare il film di Gary è stato una novità assoluta, entusiasmante.

Come vi siete trovate a gestire il genere più leggero della commedia?

Cate Blanchett - Leggendo la sceneggiatura sapevo già quale sarebbe stato il tono, conoscendo bene Steven Soderbergh con cui ho lavorato in precedenza sapevo che avrebbe mantenuto lo stesso approccio al nuovo film. Poi Gary mi ha detto quali sarebbero state le altre attrici nel cast, un team di assoluto prestigio e competenza.
Anne Hathaway - Sono sempre stata una grande fan dei film di Clooney e Soderbergh, mi elettrizzava l'energia che possedevano. Credo di essere stata una delle ultime attrici a salire a bordo, sono molto felice di aver condiviso il set con colleghe che ammiro moltissimo, è un qualcosa di davvero speciale quando a donne come queste viene data l'opportunità di fare al meglio il proprio lavoro.
Mindy Kaling - Vedendo i film di Soderbergh pensavo che si fossero divertiti un mondo, che realizzarli sarebbe stato semplicemente mettere la macchina da presa di fronte a George Clooney che prendeva in giro tutti gli altri. Invece ho dovuto impegnarmi molto per adeguarmi agli standard di una produzione del genere, di solito i film che giro io sono molto più piccoli e indipendenti. Eccetto Nelle pieghe del tempo magari. Mi ha divertito molto l'idea di interpretare una donna che vive ancora con la madre e non riesce a uscire dal guscio familiare, così quando le viene data l’opportunità la coglie al volo nonostante la sua timidezza. Non credo di essere mai stata accusata di essere troppo timida in vita mia, quindi...

Avete seguito la sceneggiatura alla lettera o siete state libere di improvvisare?

Sarah Paulson - Ci siamo divertite molto a improvvisare qualche scena, non tutto poi è finito nel montato finale ma è stato lo stesso spassoso. Sandra Bullock e Cate Blanchett sono sempre pronte a scherzare con i loro personaggi e a tentare alcune variazioni sul tema. La sequenza dentro il garage tra me e Sandra l'abbiamo girata per un giorno intero a forza di cambiare battute.
Cate Blanchett - Ci sono stati de cambiamenti nella sceneggiatura, come accade sempre, abbiamo adattato alcune battute o situazioni ai nostri personaggi. Ho accettato perché immaginavo che lavorare con queste altre donne, conoscendo il tipo di prodotto che saremmo andate a girare, sarebbe stato divertente. E così è stato.

Cosa rende Ocean's 8 diverso dai film di Steven Soderbergh?

Gary Ross - Volevo otto attrici con differenti culture e background alle spalle, in modo che a modo loro rappresentassero un panorama il più possibile vasto di cosa significa oggi essere donna. Ricordiamoci che il film è ambientato interamente a New York: abbiamo girato in tutte le zone possibili della città, un ambiente dove storie, religioni, culture anche opposte tra loro si incontrano, e convivono.
Cate Blanchett - Abbiamo avuto un regista che voleva fare a tutti i costi un film che parlasse di donne, che le ama e vuole vederle all’opera al meglio delle loro potenzialità. Questo ha reso Ocean's 8 un film veramente al femminile. Credo che in futuro debbano esserci sempre più donne dietro la macchina da presa, questo per me è fuori discussione. Ma Gary ha fatto un lavoro incredibile con questo progetto, nel modo esatto in cui andava fatto.
Sandra Bullock - Donne che si prendono cura l'una dell'altra, che lasciano a colleghe più competenti fare il loro lavoro per il fine comune. Guardando Ocean's 8 si può percepire che il film è più su questo gruppo di attrici che vogliono condividere un’esperienza che sul colpo vero e proprio.



Adriano Ercolani
  • Critico cinematografico
  • Corrispondente dagli Stati Uniti
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