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Nove lune e mezza: "Le donne non si sentono realizzate solo in quanto madri", Michela Andreozzi racconta il suo film

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Al cinema dal 12 ottobre.

Nove lune e mezza: "Le donne non si sentono realizzate solo in quanto madri", Michela Andreozzi racconta il suo film

Cosa c’è di più diverso del carattere di due sorelle? Sembra essere d’accordo con questa massima paradossale l’attrice Michela Andreozzi, che esordisce alla regia con la commedia Nove lune e mezza. Una storia, appunto, di due sorelle diverse in tutto, tranne che nell’amore che nutrono una per l’altra. Claudia Gerini non vuole figli e si gode il rapporto con il salutista e noiosetto Giorgio Pasotti, mentre la stessa Andreozzi vorrebbe a tutti i costi dare un figlio al marito Lillo Petrolo. La terza coppia di questa rocambolesca vicenda è quella omosessuale composta da Stefano Fresi e Massimiliano Valdo, marito nella realtà della regista. Insomma, come avrete capito un incastro variopinto di affetti rigorosamente scelti, che costruisce, seppure in chiave di commedia, un verosimile concetto di famiglia in evoluzione, Anno Domini 2017.

Incontrando la stampa la regista ha molto insistito sulla speranza di aver dimostrato come si possa esordire pur essendo una donna, fotografando semplicemente “una nuova genitorialità. Volevo parlare delle donne di oggi, di cosa desiderano e possono fare. Donne che conosco, realizzate attraverso loro professione, che non hanno necessità di farlo per forza attraverso la maternità. Poi ci sono le madri pentite e quelle in cui l’educazione o l’influenza religiosa le spingono a comportarsi in un certo modo, non sempre seguendo il proprio istinto profondo. Soprattutto volevo raccontare come le donne non debbano essere per forza madri.”

Fra l’ironia e la stilettata, la Andreozzi ha poi citato Claudia Gerini, assente così come Stefano Fresi, impegnata “sul set con Muccino, a cui ho mandato prima un messaggio: te potesse veni’ un singhiozzo per due ore, per non averle permesso di venire in conferenza stampa”. Per parlare di uomini, qui relegati per una volta al ruolo di fidanzati e mariti, non è che facciano proprio una gran figura i “tre sfigati” interpretati da Fresi, Lillo e Giorgio Pasotti. “Non è facile stare con le donne di oggi”, cerca di salvare i virgulti la Andreozzi. “Le donne scelgono al posto degli uomini, vedi il personaggio di Pasottil, un san Giuseppe 2.0, accanto a una donna, Claudi Gerini, che accetta di portare in grembo un figlio non suo, per la sorella che non può averne”.

Sempre la Andreozzi ha evidenziato un paradosso della società in cui viviamo, in cui “tutti dicono che la donna ha una marcia in più, ma se rimani incinta hai meno chance lavorative, per la carriera è meglio non avere figli, quindi, ma se non li hai sei vista come anormale, per cui l’ideale di donna che la società richiede è quella frustrata. Io e il mio compagno non abbiamo voluto figli, ci siamo incontrati tardi e il massimo che potremo condividere è la meraviglia della menopausa. Non voglio parlare di quote rosa, ma ho fatto un film e sono contenta come artista, mi sembra che in Italia si stiano ricominciando a fare film con tematiche moderne”.

Le musiche sono state composte da Niccolò Agliardi fin dalla fase di scrittura, così come la canzone dei titoli di coda cantata da Arisa, che ha anche un piccolo ruolo nel film. “Le canzoni e le immagini sono nate insieme”, aggiunge Michela Andreozzi, che nel film fa dire alle due donne: ‘possibile che si possa donare un rene, ma non dare in prestito l’utero?’. “Ho raccontato di una donna che si spinge fino all’estremo per offrire qualcosa di sé, non amo le strumentalizzazioni del corpo, volevo pormi la domanda: fino a che punto siamo pronti a spingerci per altruismo nei confronti di una donna?”.

Gli attori maschi hanno annuito frequentemente, con battute sull’ossessione per la cucina vegana di Pasotti nel film, ma nella realtà di Lillo Petrolo, “anche se mangio seitan, tofu e zenzero solo dopo una piatto di carbonara. Dovete capire che il mio personaggio ha poche certezze, a parte il fantacalcio”.

Nove lune e mezza, come il tempo per mettere al mondo una creatura, ma appena poco in meno, sarà distribuito da giovedì 12 ottobre dalla nuova nata Vision Distribution, partnership fra Sky e alcune fra le più importanti società dei produzione italiane.


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