Interviste Cinema

Non è un paese per giovani: Giovanni Veronesi e i suoi attori presentano il film

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Tratta dall’omonima trasmissione radiofonica, l’avventura cubana di due amici arriva in sala il 23 marzo.

Non è un paese per giovani: Giovanni Veronesi e i suoi attori presentano il film

Giovanni Veronesi ama raccontare i giovani, gli adolescenti, i figli, e ama ascoltare le loro storie, come fa da qualche anno nella trasmissione radiofonica "Non è un paese per giovani", in cui entra nelle vite di ragazzi che hanno scelto di andare via per trovare quel lavoro che in Italia non c’è o per realizzare sogni che altrove sono più a portata di mano. In tante dirette, il regista ha accumulato innumerevoli brandelli di vita ed esperienze intense, poi ne ha scelte alcune e le ha sviluppate in un film ambientato a Cuba e intitolato, ovviamente, Non è un paese per giovani. Prodotto da Paco Cinematografica insieme a Neo Art Producciones e Rai Cinema, è stato presentato oggi alla stampa e subito definito, dallo stesso regista "romantico".

"Per me Non è un paese per giovani è un film romantico, ho compiuto 50 anni da un po’ e ho capito che ci sono due cose fondamentali che ogni artista dovrebbe fare: andare piano e non girare un film all’anno, ed essere davvero sincero e non fintamente sincero come è capitato di fare a me fino a non troppo tempo fa. C’è molto di me in questo film, non solo dal punto di vista sociologico, ma soprattutto dal punto di vista dell’anima. E’ un film romantico il mio, perché parla dei ragazzi, e i ragazzi sono romantici. La trasmissione radiofonica è stata un’esperienza magnifica, perché alla radio dico veramente quello che penso. Le vocine che ho ascoltato e che venivano da tutte e parti del mondo mi hanno rivelato che sono andate via dall’Italia non per fare esperienze all’estero, ma perché questo paese le ha espulse come delle ernie".

Non è un paese per giovani racconta la fuga a Cuba di Sandro e Luciano. Sull’isola caraibica i due conoscono Nora, una ragazza piena di energia che ha il volto di Sara Serraiocco. Proprio come il personaggio che interpreta, l’attrice ha lasciato l’Italia per cominciare una nuova esistenza in terra straniera: "Io vivo in America, a Los Angeles, dove lavoro per una serie americana, quindi sono una dei tanti giovani che hanno deciso di trasferirsi all’estero. Però il mio paese mi manca. L’Italia non è un posto facile per i ragazzi, ma anche l’America ha i suo pro e i suoi contro".

Gli altri due protagonisti del film - Giovanni Anzaldo e Filippo Scicchitano - hanno scelto invece di rimanere. "Io resto qua perché sono affezionato alle birre chilometro zero" - scherza il primo. "A volte mi viene voglia di andarmene, ma il mio lavoro mi trattiene qui. Il mio personaggio, Luciano, mi piace molto, perché ha delle cose irrisolte, dei vuoti che cerca di colmare. Appartiene a una famiglia di intellettuali che sanno sempre cosa dire, lui invece è spaventato dalla perfezione e allora cerca di annientarsi. Il suo è un percorso difficile, per lui l’allontanamento dall’Italia non coincide con la realizzazione di un sogno".

“Facendo l’attore” - dice Schicchitano - "mi trovo in una situazione diversa rispetto a tanti coetanei. Certo, il mio è un lavoro da privilegiati. Io sono stato fortunato e resto qua perché il lavoro ce l’ho qua. Però ho amici che sono andati all’estero perché l’Italia non offre più alcuna possibilità. Il film mostra una cosa che già esiste, ed esiste da tempo".

Anche se ha un animo giovane, Giovanni Veronesi è lontano, almeno anagraficamente, dai tre personaggi principali del film. Certo anche lui è stato giovane, ma all’epoca in Italia le cose funzionavano diversamente: "Ho 53 anni e quindi è remoto il tempo dei miei 20 anni. Sono stato molto fortunato nella vita, non mi è mai capitato di scricchiolare e di avere voglia di andarmene. Da giovane ho incontrato Francesco Nuti che mi ha preso sotto la sua ala protettrice e mi ha fatto volare. Altri sono rimasti al palo. Al principio degli anni '80 se ne andavano sono quelli con la famiglia ricca, non c’era la necessità di evadere, ci avevano fatto credere che il nostro paese era florido e che lo sarebbe sempre rimasto".

Nei suoi personaggi e nella loro avventura Veronesi ha voluto mettere qualcosa della commedia all’italiana dei vecchi tempi: "Ho fatto appello a ciò che conosco della commedia all’italiana, sono andato a pregare Monicelli e gli altri, ai quali ho detto: aiutatemi voi, fatemi venire delle belle idee. La commedia non esiste più, si fanno film che ruotano solo intorno alle battute dei comici e non esiste più il regista. La commedia viene sempre più equivocata e non ci si rende conto che la commedia è la vita, che si può piangere e ridere e che l’importante è che la cornice sia apocalittica - e penso a Tutti a casa. I produttori italiani devono aprirsi la testa e rendersi conto che i protagonisti delle commedie possono anche morire".

I due adulti del film (che sono il padre di Sandro e un ristoratore che dà temporaneamente lavoro al ragazzo), sono interpretati da Nino Frassica e da Sergio Rubini. Quest’ultimo, che ha lavorato spesso con Veronesi, dice del suo regista: "Ho fatto parecchi film di Giovanni, lo amo tantissimo  e mi sembra che abbia un’idea giusta della commedia, una visione sana, in 3D, con personaggi che vengono dalla realtà. Sui suoi set posso fare qualsiasi cosa. I due protagonisti di Non è un paese per giovani sono le due parti di Giovanni, lui ha fatto un film con un’anima, pieno di coraggio, quel coraggio che manca al nostro paese e al nostro cinema".

Fra i più grandi estimatori del film c’è Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, un artista che da svariati anni vive una grande storia d’amore con il cinema, a cui presta le sue canzoni. Non è un paese per giovani rappresenta la sua prima esperienza da solista. "Il film l’ho visto tante volte e mi è piaciuto moltissimo. Giovanni è stato bravo a farmi acconsentire a occuparmi della colonna sonora. Me l’ha chiesto in radio durante una pausa e sapeva che gli avrei detto di no perché ero impegnato in un tour. Bene, quando è ricominciata la trasmissione, ha annunciato che alle musiche di Non è un paese per giovani avrei pensato io. Nel film si sente anche 'Lo sai da qui', un brano della band che mi è molto caro perché è dedicato a mio padre che non c’è più".



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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