Interviste Cinema

"Non amo le eroine, ma do voce alle madri disperate” Micaela Ramazzotti e Una famiglia a Venezia 2017

28

Il secondo film del regista siciliano Sebastiano Riso.

"Non amo le eroine, ma do voce alle madri disperate” Micaela Ramazzotti e Una famiglia a Venezia 2017

Trascorso il primo fine settimana, che si è portato con sé i film (e i giornalisti) americani destinati a migrare verso Toronto, il Festival di Venezia si concentra sul cinema d’autore e su quello italiano. Dopo Paolo Virzì, con la sua accoglienza italiana trionfale e internazionale freddina, spazio al secondo film nazionale del concorso: Una famiglia di Sebastiano Riso, il cui primo film, Più buio di mezzanotte, è stato presentato tre anni fa alla Semaine de la critique di Cannes. Una famiglia è la storia di una coppia, composta da Micaela Ramazzotti (Maria) e il francese Patrick Bruel (Vincenzo). Vivono a Roma, portando avanti gravidanze a pagamento per le coppie che non possono avere figli, muovendosi nell’illegalità. 

Riso rievoca la genesi del progetto, incontrando alcuni giornalisti della stampa italiana, fra cui comingsoon.it. “Volevamo raccontare la storia di una coppia, più che di madri surrogate o uteri in affitto, un uomo e una donna, di come cambia il loro rapporto quando cessa la fiducia, il loro progetto comune crolla con il disobbedire di Micaela. Per farlo abbiamo letto documenti processuali, collaborando con una procuratrice della Repubblica, scoprendo dalle intercettazioni telefoniche figure fredde, interessate solo ai soldi, che abbiamo poi accantonato dando profondità alla coppia poi diventata Maria e Vincenzo. Negli ultimi anni sono stati 56 i casi di violazione dello stato di famiglia solo in Campania. Una dinamica comune a tutti i casi che abbiamo studiato è la presenza di un medico come figura di intermediario, che convince le coppie a non abortire, a fare da 'benefattori' verso chi non può avere figli, magari ottenendo in cambio 'qualche soldo'. Le difficoltà di adottare nel nostro paese spingono alcune coppie a cercare alternative anche illegali; da noi è vietato ai genitori single di adottare, cosa permessa in Francia.”

Micaela Ramazzotti descrive così, con il consueto entusiasmo, l’ennesimo ruolo di donna (e madre) problematica: “Sembra non avere un passato. Vincenzo è il fidanzato, amico, padrone, carceriere. Rimane schiava del progetto che ha condiviso e accettato, non è innocente, ma succube tanto da diventare complice. Le madri che ho scelto di interpretare le ho scelte, volute; più sono disperate e disgraziate, più le voglio fare. Mi sento portavoce di queste donne, le voglio difendere, forse sono un po’ masochista. Questa madre bambina volevo farla a tutti i costi, lei che va in giro con il suo giubottino di lana cotta rosa per proteggersi. Fin dalla prima scena si intuisce come mediti un piano di emancipazione, si vuole ribellare dopo essere stata complice, per scrollarsi di dosso il continuo alternarsi di sesso, gravidanza, vendita dei bambini; verso una rinascita. Sono sempre per queste donne, a me non piacciono le eroine".

“La donna qui non è vittima”, aggiunge Sebastiano Riso, “ma è subordinata all’uomo e complice. Lei è manipolabile, un cuore puro in crisi di coscienza. Volevo raccontare la complessità del rapporto di coppia, lui ha gli occhi buoni, come viene detto più volte, e seduce lo spettatore rendendolo un nuovo potenziale Maria. Volevamo discostarci dalla consueta immagine del cattivo. Maria è un fascio di muscoli e nervi, non ha il corpo tipicamente femminile di chi vive la maternità in pieno. Non so quale reazione aspettarmi dal pubblico, ogni film cambia in base a chi lo vede, non volevo essere rassicurante, ma affrontare il tema di una donna ancora subordinata all’uomo, che si dice, come nel caso della violenza di coppia, ‘cambierà prima o poi, all’inizio non era così.’”

Micaela Ramazzotti sottolinea come Una famiglia non guidichi, ma osservi quello che accade. “Le coppie adattano sempre tardi, perché il percorso è lungo e pieno di ostacoli, fino a che talvolta diventano troppo grandi rispetto alle necessità di legge. Dobbiamo aprirci, siamo l’unica nazione ad avere ancora tutte queste restrizioni alla possibilità di single e omosessuali di adottare. Bisogna analizzare caso per caso, l’umanità è differente ogni volta. Le madri naturale sono tutte diverse una dall’altra.”

Una famiglia di Sebastiano Riso, dopo la presentazione in concorso a Venezia 74, uscirà nelle sale italiane per BIM il 28 settembre 2017.




  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming