Interviste Cinema

Noah Baumbach racconta la Storia di un matrimonio: "tutto era minuziosamente studiato per sembrare vita reale"

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Il regista americano è stato a Roma per raccontare alla stampa (e ai membri italiani dell'Academy) il suo film, uno dei grandi favoriti nella stagione dei premi che si è appena aperta.

Noah Baumbach racconta la Storia di un matrimonio: "tutto era minuziosamente studiato per sembrare vita reale"

Alla Mostra del cinema di Venezia, dove è stato presentato in prima mondiale, è rimasto un inspiegabilmente a mani vuote. Si dice che la presidente di giuria Lucrecia Martel, già protagonista della polemica contro L'ufficiale e la spia di Roman Polanski proprio in apertura di festival, avesse giudicato Storia di un matrimonio - chissà perché - un film "sessista".
Fatto sta che quando venne annunciato il premio alla miglior sceneggiatura, andato a Yonfan per il suo N.7 Cherry Lane, tutti sono rimasti di sasso, convinti com'erano che un copione come quello di Noah Baumbach non poteva non essere l'ovvio vincitore in quella categoria.
In patria, comunque, Baumbach si è ampiamente rifatto: è fresco vincitore di Gotham Awards per il miglior film, il miglior attore e, appunto, la migliore sceneggiatura, compare in praticamente tutte le classifiche dei migliori film dell'anno, ed è uno dei grandi frontrunner per la stagione dei premi che è appena iniziata. Oscar in testa.
A dispetto dei ritardi aerei che ne hanno messo a rischio la presenza, il regista newyorchese ha voluto a tutti i costi incontrare la stampa italiana, prima di prender parte alla proiezione del suo film riservata ai membri dell'Academy del nostro paese. E con lui abbiamo parlato del film concentrandoci in maniera naturale e spontanea proprio sulla scrittura. Anzi, partendo da ciò che c'è stato prima della scrittura stessa.
"Avevo in mente Adam Driver, con cui avevo già lavorato in precedenza per tre volte, ancora prima di iniziare a scrivere il film," ci ha raccontato Baumbach. "E ancora prima di scrivere, ho discusso assieme a lui molti aspetti del film: è stato nel corso di queste conversazioni che mi ha dato l'idea di affiancarlo a Scarlett Johansson. Iniziare a scrivere il film avendo in mente questi due protagonisti, e anche Laura Dern nel ruolo dell'avvocato di Scarlett, mi ha aiutato molto. Sapere quali attori avrebbero interpretato il film, e quindi si sarebbero trovati in certe situazioni, e quali battute avrebbero pronunciato e in quale modo, mi dava idee per le scene, e il coraggio di osare. Non so immaginare cosa sarebbe stato del film se loro poi non ci fossero stati realmente."

Se Storia di un matrimonio è tutto concentrato sulla vicenda dei due protagonisti, sulle loro vite e i loro stati d'animo, è frutto di una precisa scelta del suo autore, che ha raccontato che nella prima stesura della sceneggiatura "c'erano scene che in qualche modo deviavano dalla storia del divorzio in sé. Nella seconda le ho tolte: ho capito che se rimanevo saldamente ancorato alla loro vicenda il film sarebbe stato migliore, e che qualsiasi altra scena, per quanto collegata alle vicende dei due protagonisti, era in fondo inutile, e perfino nociva per l'essenzialità della storia."
Per Baumbach era prima tutto importante mostrare come, in vicende come questa, "l'elemento legale prende in un certo senso pieno possesso della tua vita e la fa entrare in stallo. Allo stesso tempo, però, le persone coinvolte in un divorzio continuano a essere marito e moglie, genitori, professionisti, e la vita reale non smette mai di andare avanti, e quindi c'è sempre una sua controinvasione. Che smuove le cose. La vita, con la sua banalità, con la necessità di ordinare il pranzo, tagliarti i capelli, magari anche di trovarti un avvocato proprio nei giorni in cui devi passare del tempo con tuo figlio, mette in qualche modo un limite al turbine delle emozioni, e rompe lo stallo della vicenda legale."

È da questa attenzione nella scrittura che trova origine la forza emotiva di Storia di un matrimonio, e anche la sua capacità di riportare le cose e le emozioni sotto il livello di guardia ogni volta che sembra che stiano per debordare in maniera tanto incontrollata da provocare danni irreparabili. Ne è prova il fatto, come ha spiegato Baumbach, che "sul set c'è stata qualche piccola modifica, ma tutto sommato la sceneggiatura desunta è praticamente identica a quella che avevo scritto. Perfino il montaggio è stato pianificato sulla carta prima dell'inizio delle riprese, grazie a una serie di riunioni con la montatrice Jennifer Lame. Per me era importante arrivare preparato per sfruttare al meglio il tempo di cui avevo bisogno sul set," ha detto il regista. Che ha sottolineato una cosa tanto ovvia e importante quanto solitamente ignorata o addirittura ribaltata: "Tutto era minuziosamente preparato, e l'effetto è quindi quello della vita reale."

L'esempio principe di tutto il lavoro di scrittura e di preparazione fatto da Baumbach per il suo film è una lunga scena in cui Adam Driver e Scarlett Johansson, da soli in una casa, sono protagonisti di una lite intensa e devastante: "Era lunga undici pagine, l'abbiamo provata a lungo - come altre scene del film - e poi girata in due giorni," ha spiegato il regista. "Adam e Scarlett si dovevano adattare al linguaggio e alla precisione della scrittura, nel copione erano previsti anche i momenti in cui le loro parole si accavallavano e perfino gli stacchi di montaggio. Ho girato con una sola macchina da presa, e quando abbiamo fatto i primi piani io sapevo esattamente in che momento o su quale parola poi avrei tagliato. Era tutto studiato nei minimi dettagli, come per le scene d'azione dei grandi blockbuster. E se c'era spazio per l'improvvisazione, era per un'improvvisazione emotiva, sentimentale, che traspariva nella recitazione più che in quel che veniva detto."
Non è stato facile, per i suoi due protagonisti, affrontare scene di tale intensità emotiva: "Sono stati bravissimi e pazienti, perché ogni volta che spostavamo la macchina da presa dovevamo riprendere la scena dall'inizio. Per loro è stato davvero sfibrante, ed è stato importante prenderci delle lunghe pause di tanto in tanto. E alla fine, era evidente che l'amore tra quelle due persone esisteva indipendentemente da quello che stava accadendo."

Disponibile in streaming dal 6 dicembre su Netflix, Storia di un matrimonio è anche in alcuni cinema italiani, ed è il film che ha in qualche modo contribuito alla riapertura del Paris Theatre, uno degli storici cinema di New York che era stato costretto a chiudere i battenti. "Ero a una cena quando ho letto della chiusura. Ho immediatamente chiamato Reed Hastings e Ted Sarandos di Netflix, chiedendo loro di fare qualcosa," ha raccontato Baumbach. "E loro mi hanno subito promesso se ne sarebbero occupati. Che il Paris Theatre abbia riaperto con la proiezione del mio film è una cosa che mi rende orgoglioso."



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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