Interviste Cinema

Nimby - Not in my backyard: Teemu Nikki e la sua Babele in Finlandia. L'intervista al regista

2

Al Noir in Festival abbiamo avuto il piacere di incontrare Teemu Nikki, regista finlandese che ha diretto Nimby - Not in my backyard, che arriva nelle sale il 14 dicembre distribuito da I Wonder Pictures.

Nimby - Not in my backyard: Teemu Nikki e la sua Babele in Finlandia. L'intervista al regista

Uno dei film più interessanti dell’edizione 20121 del Noir in Festival è il finlandese Nimby - Not in my backyard, che arriva in sala e in contemporanea in streaming sulla piattaforma IWONDERFULL.it il 14 dicembre. La regia è di quel Teemu Nikki che alla 78esima Mostra d'Arte cinematografica di Venezia ha conquistato il premio della sezione Orizzonti Extra con Il cieco che non voleva vedere Titanic.

Nimby è una satira e parla di razzismo, intolleranza, xenofobia e incomunicabilità, e ci insegna che gli uomini sarebbero più o meno tutti uguali se non avessero smesso di parlarsi. La storia che viene raccontata, con maestria, intelligenza e attraverso una pluralità di punti di vista, è quella di Marv (finlandese) e Kata (tedesca), che vivono a Helsinki e sono innamorate all'insaputa dei loro cari. Per una strana coincidenza, le loro famiglie si incontrano nel paesino natale di Marv, dove imperversa un movimento neonazista avverso a un centro per rifugiati. Ovviamente sono lontane anni luce e non parlano la stessa lingua, ma si dovranno barricare in casa per evitare un violento attacco.

A presentare Nimby al Noir è arrivato il regista Teemu Nikki, che ci ha spiegato prima di tutto la sua scelta di ricorrere a ben tre idiomi diversi nel film: finlandese, tedesco e inglese:

"Siccome Nimby parla di personaggi che vivono nelle loro bolle e non vogliono cercare di capire gli altri, volevo insistere sul fatto che non soltanto non capiscono le persone che non parlano la loro stessa lingua, ma anche chi si esprime in una lingua diversa, e interpretano male ciò che gli altri dicono anche se capiscono ciò che stanno dicendo, e c’è addirittura una scena in cui i personaggi, pur non parlando la stessa lingua, riescono a capirsi, e questo perché la mia idea di incapacità di comprendersi non ha nulla a che vedere con la lingua che si parla o la cultura di appartenenza. La verità è che gli esseri umani hanno smesso di comunicare, preferendo al dialogo il giudizio. Comunque, in una versione precedente della sceneggiatura, c'era anche un'altra lingua: il farsi, in cui comunicavano Kata e sua madre, ma poi abbiamo deciso di limitarci a tre idiomi".

Eppure nel film ci sono tre cose che permettono una comunicazione fra persone che in principio si detestano: il sesso, l'alcool e l'erba. Siamo arrivati dunque a questo punto?

L'alcool è connaturato alla cultura finlandese, perché è qualcosa che ci permette di scioglierci, e quindi beviamo parecchio. Il sesso è lo strumento attraverso il quale due persone che provano attrazione reciproca capiscono se si piacciono e tentano la strada dell'ascolto reciproco. L'erba, infine, è un elemento che mi permetteva di esplorare un personaggio che non accetta il suo passato da hippy, in cui gli spinelli hanno avuto un ruolo fondamentale.

So che lei ha pensato a lungo a questo progetto e che l'idea è coincisa con la prima ondata di rifugiati in Finlandia e con l'intolleranza che questa ha scatenato. Da allora sono cambiate le cose? La situazione è migliorata o peggiorata?

Al momento non stanno arrivando tante persone per via del Covid, che poi è l'argomento di cui si discute di più, ma non credo ci siano stati miglioramenti. Al contrario, l'atteggiamento delle persone è peggiorato. Anche nel resto dell'Europa mi sembra che la situazione sia la stessa. Tuttavia, la cosa positiva è che al momento molti registi finlandesi che abitano altrove affrontano questo tema nei loro film, il che significa che hanno compreso che si tratta di un problema. C'è stata anche una serie tv che si svolgeva all'interno di un centro per rifugiati.

Forse gli unici personaggi positivi del film sono Kata, Mika e Marvi. Significa forse che lei ripone le speranze nelle nuove generazioni? I giovani possono salvare il mondo o comunque vincere la battaglia contro la xenofobia e il razzismo?

Non ne sono sicuro, ma bisogna pur avere fiducia in qualcuno. Io non ho grande fiducia nelle vecchie generazioni o nella mia generazione, e non credo in Dio, e quindi chi altri se non i giovani possono essere depositari della mia fiducia?

E le donne? Il discorso più bello e significativo del film, che poi coincide con il messaggio di Nimby, lo fa una donna… Insomma, lei crede almeno un po’ nel girl power?

In Finlandia c'è molta uguaglianza fra uomini e donne. Il problema è, e lo dimostra il nostro governo, è che se hai 40 anni o poco meno e sei donna, probabilmente la pensi nello stesso modo di un uomo di 70 anni, quindi mi piacerebbe rispondere di sì alla sua domanda, ma in realtà io credo nel girl power ma non nel woman power. Scherzi a parte, se vogliamo parlare di femminismo, credo che dai nostri film si capisca che c'è uguaglianza sia fra i sessi che fra le varie generazioni. In ogni modo, non sono partito dall'idea di raccontare per forza una donna. Semplicemente avevo una storia che si prestava maggiormente a delle protagoniste femminili, e comunque la fotografia è di mia moglie.

Parliamo di riferimenti cinematografici. Qualcuno vi avrà detto che ci sono somiglianze con Carnage di Roman Polanski e con Indovina chi viene a cena?, ma io ho pensato ai vari film di zombie di George Romero. Ci avete pensato anche voi?

In realtà non ci ho pensato, ma lei non è la prima persona che me lo dice. La più importante fonte di ispirazione è stata Cane di paglia di Sam Peckinpah. Quando abbiamo visto Carnage, avevamo scritto la maggior parte della sceneggiatura, quindi è chiaro che non ci abbiamo pensato, però, una volta finito il copione, ci siamo detti: "Nimby è un po’ Cane di Paglia che incontra Indovina chi viene a cena?".

Quanto è stato importante, fin dal principio, avere un elemento comico nella storia? Si ride anche, guardando il film. E’ stato difficile raggiungere un equilibrio fra i toni?

L'equilibrio fra i toni era il nostro obiettivo. E’ stato facile rendere comica la storia. Tutti i miei film sono commedie che affrontano argomenti seri. La vita, in fondo, è buffa, e le persone sono buffe, ma nello stesso tempo è molto triste e le persone sono molto infelici, e per qualche ragione nei momenti più cupi ho cercato di trovare un elemento di comicità e ho tentato di rendere i personaggi interessanti proprio non dando loro un unico colore. Sono pieni sfumature, proprio come lo siamo tutti noi.

Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
Suggerisci una correzione per l'articolo