Interviste Cinema

Niente può fermarci - attori e registi ci parlano del film

Presentata alla stampa la commedia on the road di Luigi Cecinelli

Niente può fermarci - attori e registi ci parlano del film

Un racconto di formazione, un buddy movie, un film on the road: ambisce a essere tutto questo Niente può fermarci, commedia giovanile diretta da Luigi Cecinelli e interpretata da un ricco cast di giovani emergenti e attori affermati, con una partecipazione molto speciale di Gérard Depardieu. In uscita il 13 giugno in 160 copie, il film è stato presentato alla stampa dal regista e dal cast quasi al completo. E' la storia della fuga alla volta di Ibiza di quattro ragazzi “diversamente normali” (con sindrome di Tourette, fissazione con l'igiene, dipendenza da internet e narcolessia) dalla clinica un po' nazista in cui i bene intenzionati genitori borghesi li hanno rinchiusi.

Il regista Luigi Cecinelli (al suo attivo il thriller Visions) racconta che la storia, scritta con Ivan Silvestrini, nasce da una conversazione avuta: “con un amico che fa il volontario in una di queste cliniche e che ha un amico con la Tourette che fa il fotografo. Ho pensato di mettere in scena quattro di queste persone. Credo che a volte questo tipo di diversità sia più negli occhi di chi la vede che di chi la vive. Nel nostro caso i genitori pensano ovviamente alle difficoltà che i figli dovranno affrontare nella vita e a modo loro cercano di aiutarli, mentre loro la gestiscono molto meglio. Le mie ispirazioni vengono dal cinema con cui sono cresciuto, da film come Stand By Me, bellissima storia di una fuga di 4 ragazzi, e tra quelli recenti mi è piaciuto molto Suxbad, di cui forse nel mio film c'è qualche eco. Abbiamo cercato di affrontare l'argomento senza volgarità e con delicatezza, anche se si tratta comunque di una commedia”.

“Per questo – aggiunge Vincenzo Alfieri, costretto nel film dalla Tourette ad una serie di tic ma soprattutto a un inopportuno turpiloquio – ai fini della storia abbiamo scelto, tra tutte le forme che ne esistono, quella più “divertente”, anche se il mio approccio alla parte è stato molto serio”.

Guglielmo Amendola, che interpreta il ragazzo affetto da narcolessia, si dichiara “contento di aver potuto lavorare con attori che fino ad ora avevo visto solo al cinema e in televisione. A Ibizia ci siamo molto divertiti, soprattutto io che sono nuovo di questo mestiere, visto che gioco a calcio. Non so ancora cosa faccio meglio, per cui vedremo”.

Una scena centrale del film vede come protagonista Gerard Depardieu. “E' stato un regalo della produzione - dice Cecinelli - io avevo pensato a lui ma non avrei mai sperato di poterlo avere, e invece lui ha accettato. E contrariamente a quanto si dice è estremamente professionale, è stato bellissimo averlo sul set. Si metteva sempre al tavolo coi ragazzi, chiacchierava con loro, rispondeva alle loro domande sui film che ha fatto e chiedeva delle loro esperienze”. A questo proposito Emanuele Propizio, che ha una scena con lui in cui viene costretto a bere moltissimi bicchieri di vino, commenta: “E' stato terribile. Lui voleva che bevessi per davvero ma non era vino, era un succo di frutta al mirtillo che faceva davvero schifo. Certo, se ci penso, in due anni ho avuto la fortuna di lavorare con De Niro e con Depardieu”.

Nel cast anche la modella Eva Riccobono: “Ho incontrato Luigi 3 anni fa, quando mi ha parlato del film per la prima volta. Il mio ruolo mi divertiva, poi ci siamo rivisti dopo un sacco di tempo per il provino che io preparavo da un mese, ma quando sono entrata non me lo ricordavo più, cosa che ha dato luogo a continue prese in giro da parte sua. Lo ringrazio per aver creduto in me in tempi non sospetti. Il bello è che quando ci siamo incontrati lui nemmeno sapeva che facevo la modella. E' stato un set molto divertente e giocoso”.

Serena Autieri, che nel film è la mamma di Federico Costantini: “sono stata attratta da questo copione che mi è sembrato molto divertente. Io ho una bimba di 3 mesi, e dunque mi sono allenata con un figlio un po' più grande”. Anna Dalton interpreta la figlia di Depardieu: “Luigi voleva una francese e ha trovato un'irlandese. E' stato un bellissimo set a cui si è aggiunto il dono di poter lavorare con un grande. Il nostro amico Gerard è davvero un professionista pazzesco. A volte mi chiedevo a cosa fosse servito andare a scuola di recitazione, se sarebbe bastato guardare lui e prendere appunti”.

Gian Marco Tognazzi nel film è un genitore serissimo: “mi è piaciuto essere costretto ad avere per l'ennesima volta una capigliatura diversa dalla mia. Mi divertiva molto l'idea di un personaggio così istituzionale con un figlio che potesse creargli qualche imbarazzo. Uno stimolo in più mi è venuto dalla presenza dei giovani attori e nel ragazzo che interpreta mio figlio, Vincenzo, vedo delle grandi doti. Poter partecipare a un film del genere e divertirsi è una cosa rara, e in fondo mi ha insegnato anche a essere meno ansioso nei confronti dei miei figli - che adesso sono ancora piccoli - quando cresceranno”. Massimo Ghini aggiunge: “questo è il mio secondo film con Depardieu. Il primo, CQ, diretto da Roman Coppola, non è mai uscito in Italia. A convincermi è stato Claudio Zamarion (nella doppia veste di direttore della fotografia e di produzione, ndr), che mi ha spesso fotografato malissimo in altri film. Mi piaceva l'idea di questi 4 ragazzi che vanno a Ibiza. Sulla carta sembrava il classico film giovanile estivo, ma le sindromi di cui parliamo sono cose molto serie e mi è piaciuto il modo di affrontare l'argomento. E, tanto perché si sappia, i ragazzi sono stati davvero a Ibiza, ma l'Ibiza dei genitori è in provincia di Ancona”.

Infine, l'ultimo degli adulti, Paolo Calabresi: “Oltre l'indigenza, cosa mi ha fatto scegliere di fare questo film? Di commedie scritte con ritmo e verosimiglianza ce ne sono poche, se poi aggiungiamo Depardieu e gli altri attori che sanno rispettare la credibilità del personaggio, ecco la differenza. E' un film che dice che le problematiche dei figli spesso sono frutto della ansie trasmesse dai genitori. E comunque questa cosa di Depardieu se la sono giocata benissimo. Peccato che di lui ho visto solo la fotografia che si era fatto nell'albergo dove alloggiavamo!”



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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