Interviste Cinema

Nicole Kidman, che a 14 anni adorava Fellini, a 17 sognava un marito italiano e ora vuole solo essere amata

La star australiana, che vedremo a ottobre ne Il Cardellino, ha tenuto una masterclass al Taormina Film Fest prima di sfilare sul red carpet.

Nicole Kidman, che a 14 anni adorava Fellini, a 17 sognava un marito italiano e ora vuole solo essere amata

La grande sorpresa (annunciata) del Taormina Film Fest 2019 è Nicole Kidman, che, al contrario di una diva capricciosa, si presenta puntualissima all'appuntamento con il pubblico, che affolla una sala del Palazzo dei Congressi pronto a seguire con attenzione la masterclass di una delle attrici più famose di sempre. Nicole arriva sorridente, è incredibilmente longilinea e ha la pelle di porcellana. Indossa un abito a fiori e dei sandali rossi dai tacchi altissimi. Sorride e si siede accanto a Silvia Bizio (direttore artistico della manifestazione) per quasi quaranta minuti di conversazione. Si vede che è una donna felice e realizzata, innamorata del proprio lavoro (di produttrice oltre che di attrice) e della propria famiglia, alla quale ha deciso di dedicarsi per i prossimi mesi, ignorando la montagna di copioni che quasi quotidianamente le vengono proposti. Nicole sarà nelle nostre sale il 10 ottobre ne Il Cardellino e dal 18 giugno è tornata a interpretare una delle protagoniste della serie Big Little Lies, arrivata alla seconda stagione. Dei progetti futuri la Kidman parla poco. Racconta invece di Stanley Kubrick, del suo grande amore per Federico Fellini, delle donne nel cinema e del sogno giovanile di sposare un italiano.

Nicole Kidman produttrice
Sono diventata produttrice perché ho cominciato a voler controllare il mio destino di attrice, prima erano gli altri a controllarlo. E’ un desiderio che nasce dalla frustrazione di non trovare ruoli femminili adatti a me, personaggi che mi si confacessero di più. Inoltre, Big Little Lies mi ha permesso di immergermi in un universo quasi interamente al femminile. 

Big Little Lies: la seconda stagione
La serie descrive un mondo complesso dove la violenza domestica, ahimè, è all'ordine del giorno. La seconda stagione comincia con il mio personaggio ancora sofferente per ciò che ha attraversato. Lo vediamo mentre cerca di crescere i figli piccoli e si rapporta con la suocera, anche lei addolorata e in difficoltà. Quest'ultima è interpretata da Meryl Streep, che ha dato un apporto fondamentale alla serie. 

I personaggi complessi
Mi piacciono i personaggi complessi più che quelli forti, trovo l’aggettivo "forte" un po’ abusato. Più che la forza mi attrae tutto ciò che costituisce una persona: la debolezza, il dolore, la gioia, la sofferenza. Ciò che mi interessa di più, comunque, è la resilienza, adoro esplorarla, l'ho sempre cercata nei miei ruoli. Il personaggio che ho interpretato di recente in Destroyer ne è privo, è una donna senza speranza, che non riesce a fare pace con i propri demoni.

Aquaman
In Aquaman è stato moto divertente fare la sequenza di azione. Il regista mi ha detto: se accetti di fare il film, giuro che ti regalo una sequenza fichissima, e me ne ha promessa una altrettanto divertente per il sequel.

Fellini
Il mio amore per cinema è cominciato da molto giovane, con il cinema europeo, con Stanley Kubrick e soprattutto con Federico Fellini. Non sempre capivo i suoi film, ma mi affascinavano. Per questo ringrazio l'Italia. Il Festival di Venezia mi ha invitato 7 volte, sento che nel vostro paese il mio lavoro viene compreso e apprezzato.

La Grande Bellezza
Quando ho visto La Grande Bellezza ero in giuria a Cannes. L'ho visto a mezzanotte ed è stato un momento perfetto. Dopo il cinema italiano, da ragazza, ho cominciato a vedere film russi e francesi e, quando ho iniziato questo mestiere, ho sempre desiderato essere un'attrice globale. Era bello, a 14, 15 anni, saltare la scuola e chiudersi in un cinema al buio. Quei film mi toccavano a livello viscerale più che intellettuale

Un marito romano?
A 17 anni sono stata ad Amsterdam e poi Roma. Ricordo che girovagavo per le strade di Roma sognando di sposare un italiano, ci sono quasi riuscita. Torno spesso in Italia, sento di appartenere un po’ al vostro paese e mi piacerebbe parlare la vostra lingua, Mia figlia di 11 anni mi ha pregata di portarla qui con me, l'abbiamo battezzata in un paese della Toscana, su una montagna. Era seminuda con il pannolino, perché si era strappata i vestiti di dosso. Avevamo pianificato di battezzarla in quel luogo e siamo rimasti in Toscana per un mese.

La relazione fra un attore e un regista
Credo che la relazione più intensa che un attore possa avere sia quella con il regista. Ieri ho chiamato Susanne Bier, con cui ho lavorato per la serie The Undoing e le ho detto: "Mi manchi da morire". Mi sentivo come se avessero tagliato un cordone ombelicale. Quando lavori con un regista, si crea una vicinanza incredibile, poi ti strappano via dal suo grembo. Sono sempre stata fortunatissima nelle mie collaborazioni. Non mi piacciono i registi che dicono: "Ok, va bene così". Preferisco di gran lunga i registi ossessivi, che vogliono sempre di più, che mi costringono a fare ogni volta meglio.

Stanley Kubrick
Tutti vogliono parlare di Stanley, anche i registi con cui ho lavorato mi hanno sempre chiesto di lui. Sono passati 20 anni da Eyes Wide Shut. Dovevamo girare il film in 3 mesi, che poi sono diventati due anni. Ricordo che me ne stavo seduta per terra nell'ufficio di Stanley a fargli domande, a sfogliare i suoi libri e a parlare con lui. Era come vivere in un universo parallelo. Quando vieni diretto da un grande maestro, entri nella sua visione e ti stacchi da terra, mi piace ogni tanto non avere i piedi per terra.

Philip Noyce e Bruce Beresford
Avevo 19 anni quando Phillip Noyce mi prese per Ore 10: calma piatta, fu generosissimo e fin da subito credette in me, e le persone che credono in te quando non hai esperienza ti restano care per tutta la vita. Il mio provino era stato scadente, ma lui si batté perché mi prendessero. Anche Bruce Beresford è un amico, Ladies in Black ha avuto un enorme successo in Australia. Sono contenta che da "piccolo paese", l'Australia sia diventata una fucina di talenti cinematografici che hanno raggiunto visibilità in tutto il mondo. 

Le donne al cinema
Tre anni fa, dopo gli Oscar, Meryl Streep, la mia publicist ed io ci siamo sedute e ci siamo dette: "Qualcosa deve cambiare, dobbiamo lavorare con registe donne ogni 18 mesi". Per me quei 18 mesi sono diventati 6. Ho lavorato con Sofia Coppola, Karyn Kusama, Andrea Arnold. In questo mondo credo sia necessario sentire voci diverse, maschili come femminili. Da donna cerco di sostenere il lavoro di quelle che stanno dietro le quinte. Le statistiche sono ancora spaventose, le cose sono un po’ migliorate, ma abbiamo ancora molta strada da fare. Come produttrice tento invece di sostenere progetti che raccontino un punto di vista femminile. In generale sono aperta alla varietà. Quando ho accettato di lavorare con Yorgos Lanthimos per ll sacrificio del cervo sacro, non era un regista poi così famoso, non era il filmmaker acclamato che è diventato dopo La Favorita, ma io credevo fortemente in lui.

Il futuro
Non ho progetti futuri, ho le mie bambine che stanno crescendo e per un po’ sarò solo mamma e moglie. Ho lavorato instancabilmente per 4 mesi, ora la mia famiglia ha la priorità. Ho girato due film: uno con Margot Robbie e Charlize Theron, l'altro è Il Cardellino. Sono una lettrice accanita, quindi leggerò. Inoltre nuoterò nell'Oceano, mi divertirò a mi lascerò amare



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming