Natale da Chef e il ritorno del Cinepanettone

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Natale da Chef e il ritorno del Cinepanettone

Era il 1995 quando Neri Parenti diresse il suo primo film di Natale, Vacanze di Natale ’95, con Massimo Boldi e Christian De Sica, poi, dal 2001, ne ha fatti altri 11 fino ad arrivare al tredicesimo, che esce il 14 dicembre in 450 sale, distribuito da Medusa, e si intitola Natale da chef. Iniziato dai Vanzina nel 1983 col primo Vacanze di Natale, negli anni ha cambiato produttori e interpreti, tanto che quest’anno ne esce perfino una compilation targata De Laurentiis e intitolata Super vacanze di Natale. Il nome di cinepanettoni, come ha ricordato Massimo Boldi nella conferenza stampa di presentazione del film, venne affibbiato al genere una ventina di anni fa da un giornalista non nominato, che evidentemente non amava il dolce tipico lombardo, e da allora il termine ha denotato, perdendo nel tempo il significato più dispregiativo, le pellicole delle feste, farse caratterizzate da una comicità di grana grossa a base di equivoci sessuali, gag fisiche, facce buffe, donne oggetto e disavventure fisiologiche da gabinetto.

Rivalutato poi come sempre succede dagli oltranzisti del genere, vituperato o ignorato dai critici “seri”, con gli anni ha comunque conosciuto un’evoluzione, soprattutto per adattarsi ai mutati gusti di un pubblico non più disposto ad accorrere in massa nelle sale dopo il divorzio della storica coppia Boldi-De Sica (il loro record restano i 28 milioni di euro di incasso di Natale sul Nilo). Dopo più di trent'anni i suoi autori, che non l’hanno mai rinnegato, cercano ancora di far ridere gli spettatori rimescolandone gli ingredienti in cerca di sapori inediti, che strappino una risata in più. Detto questo, Natale da Chef, presentato ufficialmente il 5 dicembre, non è dei peggiori ed è sicuramente meno volgare e vietato ai minori dei suoi predecessori, nonostante non manchino le situazioni un po’ osé, qua affidate a una anziana vedova – la grande e spiritosa Milena Vukotic – che si trova suo malgrado e per una serie di equivoci oggetto del desiderio di molti uomini, e al fondoschiena (rigorosamente coperto) della bella Rocio Munoz Morales. Per una volta, dunque, i bambini sono ammessi: del resto chi meglio di loro, che vanno matti per Skifidol e Slime, potrebbe apprezzare gli intrugli dell'ex Cipollino?

C’è perfino una trama, per una volta non spezzettata in inutili episodi, che vede al centro Gualtiero Saporito (Boldi), aspirante chef convinto di essere un genio ma capace solo di produrre intrugli disgustosi, assunto da un imprenditore senza scrupoli e pieno di debiti (Maurizio Casagrande), per perdere l’appalto per il catering del G7, assieme a una pasticcera (Rocio Munoz Morales) che non sa fare le torte (però ne esce durante gli addii al celibato), un sommelier astemio (Dario Bandiera) e un aiuto cuoco che non sente sapori né odori (Biagio Izzo) e ha una maialina (aspettatevi equivoci e giochi di parole) come adorato animale domestico. Sul palco, il nutrito cast – completato da Loredana De Nardis, Francesca Chillemi, Paolo Conticini, Enzo Salvi e la brava Barbara Foria – ha dato prova di grande affiatamento, guidato dallo straripante Dario Bandiera che prima di andarsene ha anche intonato una canzone.

Ci sono intenzioni satiriche nel finale coi potenti della terra in difficoltà? Neri Parenti nega: E' solo uno sberleffo, uno scherzo. Quando si scrive si cerca di metterci dentro qualcosa di grande attualità, c’era stato il G7 a Taormina, Trump entrato nel panorama politico mondiale, la Merkel e i discorsi su di lei, da qui ci è venuta questa idea che è stata anche ripresa da un film che uscirà insieme al nostro. Quanto alla cucina, visto questa onnipresenza di chef che cucinano cose incredibili, un po’ nasce dall’invidia e ci sembrava divertente avere un cuoco che rovina qualsiasi pietanza con ingredienti assurdi, pensando di fare della grande cucina (nel film c’è anche un cammeo di un vero grande chef, ndr) con uno staff di incapaci.

Massimo Boldi è molto contento del risultato: Io sono soddisfatto quando un film è divertente, l'importante è far divertire il pubblico e credo che in questo caso ci siamo riusciti. Il cinepanettone ha 35 anni e ha sempre fatto divertire. Io credo che con questo film siamo in grande salita, grazie anche al melange tra nord e sud del nostro cast.

Munoz Morales è la new entry del genere ed è tra i più entusiasti: Vi confesso che ho approcciato questa esperienza con un po' di perplessità e di paura, è un genere che non avevo mai fatto, mi trovavo con attori che giocavano in casa perché forti nella commedia, mi sono divertita da morire e credo che si veda. Dopo tanti anni che fanno questi film ho trovato in loro anche la voglia di sperimentare, di cercare un modo nuovo e attuale per far ridere. Lo chiamerei un cinepanettone 2.0: ha qualcosa di fresco, io che sono straniera e non conosco il genere andrei a vederlo volentieri.

Quanto al fatto positivo che le donne risultino più protagoniste e meno oggetti, Neri Parenti sostiene che si tratta di una tendenza già in atto da tempo, come si è visto anche nei film di Volfango De Biasi per De Laurentiis. E’ cambiata anche la scelta delle attrici, ragazze carine ma non starlette del momento e bellezze plastificate. Ma del resto, conclude il regista, anche i protagonisti hanno raggiunto un’età in cui non sarebbero più credibili in certe situazioni. Una cosa è certa: gli attori di questi film sono orgogliosi di esserlo, come sintetizza Paolo Conticini: Partecipare al film di Natale significa tante cose, sono i film più importanti del cinema italiano, hanno un incasso e un'esposizione altissima e sono difficili a differenza di quello che dice tanta gente, sono stato felicissimo di fare il deficiente e mettermi i denti finti e gli occhiali spessi per il film. Ancora più sicuro Enzo Salvi: Penso che questi film aiutino a tenere in piedi tutta la macchina del cinema italiano.

E voi che ne pensate? Li amate, li odiate, il cinepanettone è per voi un appuntamento imprescindibile e gustoso, un dovere intellettuale per parlarne male o nutrite per il genere un interesse antropologico e volete capire se fa ancora ridere gli italiani e perché? Vi ricorda le visioni collettive da adolescenti o non ne avete mai visto uno? In modo non dissimile da quello che accade col cinema porno, si può in ogni caso affermare che sono film onesti, nel senso che non pretendono di spacciarsi per quello che sono. Comunque la pensiate in merito, Natale da chef sarà al cinema dal 14 dicembre.


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