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Natale col boss: il nostro incontro coi protagonisti della scatenata commedia natalizia

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Il film capitanato da Lillo e Greg sfida Star Wars e Vacanze ai Caraibi per il primato al box office di Natale.

Natale col boss: il nostro incontro coi protagonisti della scatenata commedia natalizia

In un box office come quello delle feste, tradizionalmente affollato di proposte e che si rivolge ad un pubblico che non ha necessariamente il budget e il tempo per vedere tutti i concorrenti, arriva a reclamare il suo posto la nuova commedia Filmauro, Natale col boss, dove a dire il vero si respira più aria di cinema tout court che di prodotto stagionale. Questa l'impressione generale che va a merito dei realizzatori, che anno dopo anno aggiustano il tiro cercando di offrire al pubblico un film divertente e onesto, di genere, in grado di piacere sia ai più giovani fan della irresistibile coppia Lillo e Greg, che al pubblico più adulto, che quest'anno troverà in più una doppia (e ottima) performance di un esordiente di lusso come Peppino Di Capri.

Presentato ad una platea di professionisti che non hanno lesinato risate ed applausi ad alcune scene del film, Natale col boss conta anche sulla presenza di Paolo Ruffini e Francesco Mandelli nel ruolo di due poliziotti un po' deficienti, Giulia Bevilacqua che esibisce non solo la sua bellezza ma anche le sue doti atletiche e il Boss, Peppino Di Capri, che merita gran parte degli applausi, contorniato da uno stuolo di ottimi caratteristi. Imperniato sul classico scambio tra due persone identiche e su un parossistico inseguimento pieno di equivoci, il film più che sulla battuta si affida per far ridere alle situazioni paradossali in cui si trovano gli attori, impegnati in una commedia perfettamente corale, dove nessuno domina nettamente sugli altri.

Aurelio De Laurentis, presentando questo ennesimo aggiustamento di tiro, conferma la soddisfazione per le scelte compiute in questi ultimi anni: “In 32 anni abbiamo cambiato spesso registro: già da Colpi di fulmine eravamo andati in un'altra direzione e dall'anno scorso abbiamo deciso di fare un film unico, non a episodi, con una sua coralità, che quest’anno abbiamo raffinato. Già da un po' Lillo e Greg, di cui mi sono letteralmente innamorato quattro anni fa dopo aver visto un loro spettacolo, mi avevano presentato una serie di idee che erano giuste però per delle rappresentazioni teatrali ma poco cinematografiche. A differenza di altri, però, loro si sono messi a disposizione, hanno accettato i suggerimenti e mi hanno chiamato l'anno scorso per propormi quest’idea basata su uno scambio che coinvolgeva per un errore nei nomi Peppino Di Capri, mi sono messo a ridere subito e ho pensato a come avrei fatto a coinvolgere lui".

Di Capri conferma: L'ha presa alla larga e mi ha detto: “Hai qualche pezzo nuovo?” “Certo, ne ho uno per festeggiare il mio cinquecentesimo disco”. “A proposito ti dovevo parlare...”

Il regista e cosceneggiatore del film, Volfango De Biasi, racconta il suo apporto a questo nuovo tipo di film di Natale: “Da sempre mi sarebbe piaciuto fare l’action comedy, ho sempre desiderato fare cose diverse. Continuavamo a proporre soggetti di genere, poi Lillo e Claudio sono arrivati con quest’idea e abbiamo puntato tutto in questa direzione. A me piace avere l'occasione di uscire con una commedia comica a Natale, con un grande cast e con Peppino che si è messo un gioco con un’umiltà enorme e una grandissima voglia di fare il meglio possibile. Con Lillo e Greg ci sono stati degli scambi molto fertili, poi ci siamo divertiti molto con Paolo e Francesco e con Giulia che è stata un’amazzone coraggiosissima (nella mia perversione devo dire che le ho disegnato io il succinto vestitino nero con cui combatte). Ringrazio anche il parterre di splendidi attori tra cui ho potuto scegliere, tra Napoli, la Sicilia e la Calabria, che hanno impreziosito il film. Spero che tutti abbiano la sensazione che avete avuto voi, e cioè che questo è prima di tutto un film, poi un film comico e un film d’attori. Con questo genere di operazioni ci vuole tempo anche per sperare di essere premiati, speriamo al pubblico piaccia, sennò andremo tutti a vendere penne alla Stazione Termini".

Peppino Di Capri scherza sul doppio ruolo e sulle sue difficoltà “Voglio precisare che la paga è stata una sola, ci ho provato quando ho letto il copione ma non c'è stato modo. Ho passato 15 giorni a Capri con un coach che mi ha insegnato il portamento, come dovevo parlare e poi mi ha detto di seguire il copione per capire quando toccava a me, solo che poi sul set alle volte le battute cambiavano e io non mi ci raccapezzavo. Inoltre non mi aveva detto che il regista mi avrebbe chiesto di fare quella cosa e quell'altra mentre andavo da un punto all'altro e dovevo anche parlare. E' stata una faticata ma mi sono divertito molto, penso che questo mio divertimento e il mio mettermi in gioco arrivi al pubblico, ma non è che dopo 57 anni di musica ho intenzione di cambiare mestiere, state tranquilli, continuerò per la mia strada".

Francesco Mandelli definisce il suo personaggio e il lavoro sul set: “avevamo stabilito che era uno che aveva visto un po’ troppe serie televisive e troppi poliziotteschi, un demente che si atteggia e parla come i poliziotti dei serial americani. Mi sono fidato ciecamente della sceneggiatura, in altri film che ho fatto c’è stata più improvvisazione anche perché questo non è un film che si basa sulle battute per far ridere ma sulle situazioni".

Anche Paolino Ruffini, insolitamente contenuto, concorda: “E’ il film dove ho improvvisato di meno in assoluto perché era molto più importante il film di me, ci siamo messi a servizio della storia, che aveva una struttura molto solida”.

L'unica donna del film, Giulia Bevilacqua, scherza sul personaggio e sull'impegno fisico e acrobatico che le è costato interpretarlo: “Ho messo a disposizione tutte le parti del mio corpo per farlo, ma a parte questo nel personaggio c'è poco di me. Indossare quel costume è stata la parte più difficile. Ho lavorato con un team di stuntmen fantastici guidati da Emiliano Novelli, è stato molto divertente fare i salti mortali, le capriole, arrampicarmi sui muri, però alle prove ero in tuta mentre fare quelle scene in quell'abitino e contenere le forme in quei 4 cm di stoffa è stato complicato, ma molto divertente”.

Quando un copione è solido, confermano Lillo e Greg, non c'è bisogno di improvvisazione. “Abbiamo aggiunto poco, a volte è la situazione che ti ispira magari a cambiare qualcosa, ma non tantissimo, e questo è un buon segno, significa che non c’è bisogno di migliorare una cosa che già ti sembra buona".  “Con Lillo siamo abituati col teatro che facciamo da 22 anni e dove non si improvvisa mai, a parte per i vuoti di memoria di Lillo. Siamo molto legati alla scuola di pensiero degli anni sessanta e settanta, dove era tutto vincolato, questo è un film che ha un’ossatura ben rigida e dove si riesce a far ridere mettendosi a servizio della storia. Ad esempio, anche se non hanno portato delle cose molto diverse, Paolo e Francesco fanno molto ridere perché per la loro esperienza pregressa di attori le lororeazioni in alcuni frangenti sono molto divertenti, è il loro modo di reagire che dà vita a un meccanismo di umorismo molto più efficace".

Per giudicare coi vostri occhi quanto sia efficace questa comicità, non vi resta che andare al cinema da giovedì 16 dicembre e premiare con la vostra partecipazione un film che è sicuramente insolito - e benvenuto - nel nostro panorama cinematografico, specialmente nel periodo natalizio.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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