Interviste Cinema

Mr.Peabody and Sherman, parlano Rob Minkoff e Ty Burrell

Nella lussuosa cornice del Ritz Carlton Hotel a New York, è stato presentato alla stampa il nuovo film d’animazione targato DreamWorks. Noi c'eravamo

Mr.Peabody and Sherman, parlano Rob Minkoff e Ty Burrell

Nella lussuosa cornice del Ritz Carlton Hotel a New York, è stato presentato alla stampa il nuovo film d’animazione targato DreamWorks, Mr. Peabody and Sherman. Si tratta della riduzione cinematografica del famoso cartone animato andato in onda negli anni ’60. La storia ruota intorno un cane geniale, in grado di costruire una macchina del tempo con cui scarrozza il suo protetto, un giovane orfanello. A parlarci del film il regista Rob Minkoff (quello de Il re leone) e l’attore Ty Burrell, colui che ha doppiato Mr. Peabody.

Come nasce l’idea di “resuscitare” Mr. Peabody & Sherman?
Rob Minkoff - Tutto è cominciato dodici anni fa. Un mio amico produttore con cui ogni tanto butto giù qualche idea mi chiese cosa pensavo del vecchio cartone animato che andava in TV, gli risposi che l’amavo. Quando mi propose di farne un film ne rimasi entusiasta, così incontrammo Tiffany Ward, della Jay Ward Producions, quella che ha inventato non solo Mr. Peabody & Sherman ma anche Rocky & Bullwinkle o George of the Jungle. Abbiamo iniziato un percorso produttivo che ci ha portato alla DreamWorks nel 2005. Ci abbiamo messo un po’ per capire come avremmo realizzato il film, poi finalmente nel 2011 ci hanno dato il via libera per partire con la produzione.
Ty Burrell – A essere sincero non li ricordo, ero troppo piccolo. Però ho ancora fisso nella memoria che mio fratello, sette anni più vecchio di me, non perdeva un episodio e rideva sempre a crepapelle, reazione che mi portava a ridere con lui sebbene non capissi perché. Sono stato felice che mi abbiano proposto di doppiare il personaggio di Mr. Peabody, ho cercato subito di capire come potessi rispettare il lavoro di Bill Scott, il genio che ha dato la voce originale al personaggio in TV. Noi però abbiamo fatto un film che esplora il rapporto padre-figlio tra i due protagonisti, dimensione che gli episodi del cartone essendo molto brevi non avevano il tempo di sviluppare. Ho dovuto lavorare su un tipo di voce più a tutto tondo, con dei toni adatti a conversazioni maggiormente sfumate. Così sono diventato parte di una produzione molto flessibile che si è protratta per due anni, in cui la storia e l’animazione venivano continuamente migliorate. Un modo di lavorare assolutamente nuovo per me.

Qual è la differenza principale con la striscia TV?
R.M. – Nello show per la televisione Mr.Peabody invece di aiutare i personaggi storici in difficoltà risolveva direttamente i problemi, quindi diventava il vero responsabile per tutte le grandi scoperte e traguardi della storia. Noi non volevamo che ciò accadesse nel nostro film, abbiamo semplicemente preferito restituire lo spirito dell’avventura e della scoperta storica.

Come si è passati da un bambino a una bambina come avversario di Sherman?
R.M. - Nel 2011 avevamo una sceneggiatura che ci piaceva ma che ancora non era pienamente un film. Coloro che l’avevano scritta hanno dovuto abbandonare il progetto perché si stavano dedicando a produrre una serie TV, così abbiamo preso altri sceneggiatori e messo Craig Wright a capo del team. E’ lui che ha avuto l’idea di trasformare la nemesi di Sherman in una ragazza, in modo che il confronto con lui potesse portare nel suo personaggio una sorta di cambiamento, l’equivalente della prima “cotta”. La storia parte con Mr. Peabody che porta Sherman per la prima volta a scuola, un universo su cui non può avere il controllo. Penny rappresenta per tutti il cambiamento, la ridefinizione delle relazioni tra i personaggi.

Questo è un film d’animazione che mescola estetica retrò e tecnologia d’avanguardia…
R.M. –Abbiamo dovuto trovare un compromesso tra modernità e attaccamento al passato, all’originale. Il film è ambientato ai nostri giorni, l’appartamento di Mr. Peabody è l’attico all’incrocio tra Central Park South e la 6th Avenue, praticamente sopra le nostre teste. Volevamo un’estetica che fosse in un certo qual modo old style, pur lavorando ovviamente con la computer graphic e col 3D.

Essendo anche lei un padre ha vissuto gli stessi conflitti del personaggio che doppia?
T.B. – Certamente. Mia figlia ha appena iniziato le scuole statali, e io non l’ho presa bene. Lei è felice, totalmente. Il nostro, come Modern Family, è un film che parla del concetto di famiglia allargata, dove i veri sentimenti contano più della razza o di altre questioni che possono dividere. Nella vita sono un padre adottivo e so bene che la cosa più importante è l’amore che un genitore dimostra a i propri figli. Mr. Peabody non è un padre perfetto come non lo sono io nella realtà, ma l’amore paterno che prova per Sherman è genuino, e questo mi ha conquistato. Il passaggio da mentore a padre vero è descritto nel film in maniera molto potente.

Cosa vorrebbe che il pubblico carpisse dal suo film?
R.M. – la grandezza del personaggio di Mr. Peabdy è che si pone nei confronti di Sherman come una maestro che vuole rendere interessante ciò che insegna. Non è passivo nei confronti della storia, tutt’altro ci si immerge dentro! E’ un modo magnifico di impararla, interessarsi ad essa. La mia speranza è che i giovani spettatori si interessino e si entusiasmino per i personaggi storici che incontreranno, e siano poi stimolati a conoscerli meglio. Il modo migliore per imparare è appassionarsi agli argomenti.

Questo ciò che Minkoff e Burrell hanno raccontato per presentare la loro collaborazione. Mr. Peabody & Sherman arriverà nelle sale italiane il prossimo 13 marzo.





  • Critico cinematografico
  • Corrispondente dagli Stati Uniti
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