Interviste Cinema

Morgan ci racconta i Doors

Presentato per la prima volta al Sundance Film Festival nel 2009 e successivamente applaudito nei festival di in tutto il mondo When You're Strange, il primo documentario dedicato alla storia di una delle più iconiche rock-band, i Doors, arriverà in 70 sale italiane da mercoledì 21 giugno.

Morgan ci racconta i Doors

Morgan ci racconta i Doors

Presentato per la prima volta al Sundance Film Festival nel 2009 e successivamente applaudito nei festival di tutto il mondo When You’re Strange, il primo documentario dedicato alla storia di una delle più iconiche rock-band, i Doors, arriverà in 70 sale italiane da mercoledì 21 giugno. A 40 anni  dalla scomparsa di Jim Morrison (avvenuta a Parigi il 3 luglio del 1971)  per il film è prevista una formula che ne prevede l’approdo sul piccolo schermo domenica 3 luglio (sul canale digitale Studio Universal) e l’uscita quasi contemporanea in DVD (disponibile dal 6 luglio per la collana Feltrinelli Real Cinema).
Operazioni come queste vanno sostenute, promulgate e apprezzate per il loro indiscutibile coraggio, condividiamo senza dubbio l’idea che ha spinto la GA&A (distributore del film in Italia) a seguire un percorso - quello tortuoso e complesso, riservato ancora oggi al film documentario nel nostro paese – rimasto quasi un unicum nel panorama cinematografico internazionale.

E se il regista Tom DiCillo con gli stessi membri della rock band, hanno scelto per questo bellissimo racconto la voce profonda e vissuta di Johnny Depp, la versione italiana viaggia attraverso altri “timbri vocali” di evidente richiamo, quelli graffianti e rauchi di Marco Castoldi (alias Morgan).
E’ qui a Roma, spettinato e deciso a fumare più sigarette possibili, per presentare questo progetto con il fervore di un vero “credente”. Basta poco e quell’apparente aria da “sono qui perché mi hanno costretto, e adesso ne combino una delle mie…” lascia il posto a una dialettica straripante, e convincente che non lascia certo indifferente la platea di addetti stampa.
“Quando al cinema, da adolescente, ho visto il film di Oliver Stone sui Doors, appena uscito ho scritto di getto 5 canzoni. Jim Morrison ha la forza contagiosa delle personalità vulcaniche, quelle che ti fanno venir voglia di pensare, creare, realizzare”. “Cosa ho pensato quando mi hanno chiesto di narrare il film? Che ne avevo molta voglia, ho amato e amo i Doors, e ritengo che Jim Morrison sia una guida, un esempio per chi sente di avere un’energia creativa diversa”.

Aveva 27 anni Morrison quando è morto, come lui e prima di lui Jimi Hendrix e Janis Joplin, amici la cui scomparsa pare avesse lasciato in lui un segno quasi premonitore. “ Le vite bruciate in così breve tempo,” continua Morgan,  “appartengono a coloro che sono come stelle, brillano perché hanno qualcosa da bruciare, l’energia del genio, contrariamente ad altri, di cui si vede un flebile riverbero senza materia. Sono vite sprecate? Direi proprio di no, è praticamente impossibile spalmare su 30-40 anni esistenze esplosive come le loro, sono vite quelle, che corrispondono a 60 anni di una vita normale!.” E poi la stoccata politically incorrect: “In  fondo anche Vasco Rossi è morto a 27 anni, almeno in senso artistico…”

Nel lavoro di traduzione del testo originale, ci dice, la sua conoscenza musicale è stata sicuramente determinante, la terminologia del settore richiedeva infatti una traduzione più capillare, che è stato interessante fare. “Il lavoro di trasposizione dall’inglese all’italiano è stato sicuramente molto partecipato, e non soltanto da me. Il doppiaggio sarebbe dovuto durare un giorno, e invece per fare le cose davvero bene, per esserne soddisfatti appieno ce ne sono voluti quattro”.

A chi gli chiede quale può essere l’eredità che poeti rock come Jim Morrison, lasciano a una generazione di giovani (quella di oggi  in ogni senso precaria e disorientata, come l’ha descritta e continua a farlo chi parla per loro con una certa approssimazione) lontana anni luce culturalmente dal periodo delle grandi trasformazioni, Morgan risponde: “Senza dubbio le parole. Cantate o declamate in poesie, che andrebbero studiate insieme a quelle di Baudelaire, di Rimbaud , e non soltanto le sue, anche quelle di Lou Reed. Le parole sono bombe, le loro lo sono state, e ancora hanno un effetto deflagrante”.
Basta pensare che nel Patriot Act, proclamato dagli Stati Uniti nel 2001, la musica dei Doors è considerata da vietare perchè anti-patriottica.
Morgan stavolta la bomba pare non volerla lanciare, qualcuno gli chiede se sarà su Sky con X Factor, la prossima stagione e in risposta riceve una preghiera: quella di scrivere che, finchè i responsabili del canale non faranno dichiarazioni ufficiali, non si esprimerà a riguardo.
Ci lancia invece un invito, per stasera a Roma, quando in occasione dell’anteprima del film lui, insieme a un’inedita band suonerà quattro canzoni dei Doors e potremmo sentire la “sua” "Crystal Ship".
 

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