Interviste Cinema

Michael Nyqvist a Roma per presentare La ragazza che giocava col fuoco

Il protagonista della trilogia cinematografica di Millenium, Michael Nyqvist, è sbarcato a Roma, e ha presentato alla stampa il secondo episodio delle avventure di Mikael Blomkvist e Lisbeth Salander: La ragazza che giocava con il fuoco.

Michael Nyqvist a Roma per presentare La ragazza che giocava col fuoco

Michael Nyqvist a Roma per presentare La ragazza che giocava col fuoco

Giunto a Roma per presentare La ragazza che giocava con il fuoco, l'atteso secondo episodio della trilogia di Millennium scritta da Stieg Larsson, il protagonista Michael Nyqvist ha immediatamente voluto sottolineare le differenze tra questo secondo capitolo e il primo film, Uomini che odiano le donne: “Questa volta abbiamo lavorato più esplicitamente con la struttura classica del thriller. L'altra volta i due protagonisti andavano di pari passo col pubblico, che sapeva esattamente ciò che sapevano loro. Adesso e nel prossimo film gli spettatori sapranno più cose rispetto a Mikael e Lisbeth, cosa che appartiene molto di più al thriller classico”.

Oltre all'impostazione della sceneggiatura è cambiato anche il regista; a dirigere La ragazza che giocava con il fuoco è arrivato Daniel Alfredson, che firmerà anche il terzo e conclusivo capitolo della serie: “Daniel sapeva esattamente quello che voleva - afferma Nyqvist - Aveva un'idea precisa su come impostare visivamente entrambi i lungometraggi. Per questo episodio ha preferito la camera fissa, che potesse restituire al pubblico il senso di incertezza e di sospensione che vivono i personaggi. Nel prossimo film invece vedrete principalmente movimenti di steadycam, che accentueranno il ritmo e la tensione prima dell'azione vera e propria”.

Ma cosa ha spunto Michael Nyqvist a immergersi nel ruolo di Blomkvist, e cosa ama del suo personaggio? “Mi piaceva la possibilità di costruire una vita interiore complessa, stratificata, che poi avrebbe dovuto trasparire soltanto in parte all'esterno. Blomkvist è una figura drammatica ma non istrionica, è quasi sfuggente, tiene per se la maggior parte delle sue emozioni perché ha imparato che ad aprirsi c'è sempre il rischio di essere feriti. Quello che però mi piace più di lui è il suo spirito sempre indagatore, la sua volontà costante di raggiungere la verità e smascherare uno status quo sociale e politico che sente marcio, corrotto. Il bello della trilogia di Larsson è che dietro le spoglie della letteratura di genere si nasconde una critica feroce e molto precisa al sistema svedese, immobile e conservatore, dove la possibilità di cambiamento viene sempre interrotta da fattori oscuri, nascosti, ma potentissimi.”

Ma a Michael Nyqvist che è un acclamato attore di teatro, cosa manca di più quando recita per il cinema? “Senza dubbio il contatto con il pubblico, che sul palco è vitale, caldo, ed è emozionante anche quando sa essere spietato. Al cinema reciti la tua parte, speri sempre di fare bene, dai il meglio che puoi ma poi il responso più importante, quello degli spettatori, arriva mesi dopo, quando l'adrenalina e l'emozione sono già passate. Ovviamente non posso che essere grato al cinema che mi regala la possibilità di farmi conoscere da più persone anche a livello internazionale, ma il teatro ha tutto un altro sapore.”

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