Interviste Cinema

Maternal: Maura Delpero sul film italiano in concorso a Locarno 2019

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La storia di adolescenti madri e delle suore che le aiutano a crescere i figli.

Maternal: Maura Delpero sul film italiano in concorso a Locarno 2019

Adolescenti già madri che convivono la loro quotidianità con suore che non lo saranno mai, almeno in senso stretto. L’opera prima della documentarista Maura Delpero, Maternal, unico italiano in concorso al Locarno Film Festival 2019, è figlia di un’esperienza di alcuni anni in un luogo molto particolare di Buenos Aires, dove l’autrice vive, dividendosi con l’Italia.

“Sono andata a cercare questi luoghi, di cui sapevo dell’esistenza, che si trovano a Buenos Aires e in tutta l’Argentina: gli Hogar, delle case per madri adolescenti, in un paese in cui l’aborto è illegale”, racconta la Delpero incontrando la stampa a Locarno. “Ho lavorato in quattro di questi, soprattutto l’Hagar religioso, fondato a metà del secolo scorso da suore italiane. È stato in mano loro per molto tempo, solo da pochi anni è passato in gestione a religiose argentine. Mi sono avvicinata con la fascinazione per la maternità di adolescenti come fenomeno di coesistenza dell’intensità dell’adolescenza e della maternità. Questo convivere nello stesso corpo genera un corto circuito insito in una ragazza così giovane che diventa madre, in un contesto religioso con una forza quasi paradossale, convivendo la maternità precoce delle ragazze e quella assente delle suore.”

È un lavoro molto rigoroso, preciso, eppure pieno di immagini memorabili, allegorie, richiami all’iconografia materna e mariana. La Delpero ha innanzitutto voluto conoscere molto bene la quotidianità di quei luoghi. “Mi sono avvicinata con una scusa, offrendo quello che so fare, sono insegnante e so un po’ di cinema. Ho proposto dei laboratori di cinema per le ragazze. Mi sembrava una cosa molto bella anche solo come svago, per la loro vita quotidiana molto complessa, un momento per loro per tornare a essere solo ragazze. Questo mi ha permesso di stare nelle loro stanze in maniera quasi invisibile, o quantomeno accettata, ascoltando i loro dubbi e i loro desideri. Pur essendo documentarista sono arrivata senza camera, con solo un taccuino in cui annotare sensazioni. Lì, poi, ho iniziato a scrivere una sceneggiatura, completamente di finzione, che però ha assorbito un’atmosfera.”

Accolto da molti consensi, Maternal è una coproduzione italiana e argentina, raccontando le due anime di una regista, ma soprattutto di due terre unite dalle rotte migratorie, con una percentuale enorme di cittadini argentini di origine italiana. A questo proposito, continua ancora la Delpero, era “interessante che queste suore, italiane, fossero delle migranti, acuendo ancora di più la distanza iniziale con le ragazze. Arrivano all’altra parte del mondo confrontandosi con qualcosa di completamente nuovo come la maternità. Italia e Argentina hanno la forza e la fragilità dei popoli migranti. Conosco profondamente la materia che racconto, perché fondamentalmente parlo di donne, sono stata una bambina, sono stata un’adolescente, non sono stata una suora, ma sono una donna che ha sentito il desiderio di maternità. Nello specifico, ho sentito che ero dentro a quel mondo, che potevo raccontarlo.”

Una suora italiana, in attesa di prendere i voti, irrompe nella quotidianità di due ragazze madri, e dei loro figli. È lei l’unica attrice professionista, Lidiya Liberman, molto convincente come le giovani madri, scelte in provini aperti. “È un cast neorealista”, secondo la regista, “le due madri non avevano mai neanche visto una camera, le ho avvicinate al linguaggio cinematografico, con un lavoro intenso prima delle riprese. Abbiamo costruito un percorso fra il documentario e la finzione. Essendo una persona ossessiva, ma lo ero anche nel documentario, ho cercato di lavorare prima, per far sì che i tempi tecnici non diventassero punitivi. La storia per me è una scusa per raccontare un mondo. Ho scelto una camera fissa che permettesse di raccontare tutte le stratificazioni di quel mondo.”

Un mondo affascinante, una messa in scena rigorosa, ma capace di accompagnare una storia appassionante, senza molti dialoghi, con il conflitto fragoroso eppure promettente di due mondi così lontani. Maternal è un film che speriamo arrivi quanto prima nelle sale italiane.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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