Interviste Cinema

Marco Bocci, regista puro e anima bella, presenta A Tor Bella Monaca Non Piove Mai

Insieme a Libero De Rienzo, Andrea Sartoretti, Antonia Liskova e Giorgio Colangeli, l'attore parla del suo esordio dietro alla macchina da presa e della sua periferia.

Marco Bocci, regista puro e anima bella, presenta A Tor Bella Monaca Non Piove Mai

In principio A Tor Bella Monaca Non Piove Mai è stato un romanzo, pubblicato nel 2016. Poi, Marco Bocci, che lo ha scritto, ha capito che c'era materiale per un film, un buon film, e così ha preso coraggio e, facendo tesoro delle esperienze con registi di prim'ordine, ha scritto una sceneggiatura e ha chiamato a recitare Libero De Rienzo, Antonia Liskova, Andrea Sartoretti e Giorgio Colangeli, attori esperti a cui affidarsi per raggiungere la verità dei sentimenti. Fra i palazzoni alti alti di Tor Bella Monaca, Il Commissario Scialoia di Romanzo Criminale - La Serie ha collocato la vicenda di Mauro e di Romolo, due fratelli che si arrabattano per sopravvivere e che sono alla ricerca, più che della felicità, di una qualche forma di tranquillità. Mauro somiglia a Marco Bocci, che alla conferenza stampa di presentazione del film racconta innanzitutto l'origine della sua storia: "Anni fa mi è capitato di vivere un periodo in cui la mia situazione familiare era simile a quella della famiglia Bori. Mio padre era un ex artigiano con una pensione bassissima e nel locale che aveva comprato era capitato un inquilino che non pagava l'affitto, e non c'era proprio niente da fare. Guardandolo, pensavo: non è possibile che nessuno si occupi di lui e di noi, e cercavo qualcuno o qualcosa che ci rendesse giustizia. Mi dicevo: mo’ vado da questo stronzo e gli stacco la testa. Poi pensavo: ma io ce l'ho il carattere per farlo. Non l'ho fatto, e ho sfogato la mia rabbia nella scrittura inventando un personaggio che si spingeva un po’ più in là di dove ero andato io".

Prima di debuttare in libreria, il libro è arrivato sulla scrivania del produttore Gianluca Curti, che lo ha trovato fenomenale. Anche la sceneggiatura lo ha convinto, tanto che sul set ha dato piena libertà al neoregista, che gli sembrava "veloce, attento, sveglio, competente e dotato di un'energia creativa enorme". "Sono stato molto fortunato" - minimizza Bocci - "Quando un regista dirige un primo film, viene subissato di suggerimenti. Consigli ne ho avuti, ma pochi e molto saggi. Ho trovato una troupe fantastica e ho avuto la straordinaria fortuna si dirigere attori strepitosi. Grazie a loro il film ha preso una realtà e una dimensione che non avrei mai sognato. Quando abbiamo cominciato a lavorare, avevo un po’ paura, Libero, poi, era addirittura un regista. E invece ognuno mi ha dato l’anima, si sono fidati di me e io ho rubato molto da loro".

Se Sartoretti, De Rienzo, Liskova & Co. si sono letteralmente consacrati al film è perché il copione di Bocci li aveva stregati. "Romolo, il mio personaggio" - dice Satroretti - "ha avuto un passato tormentato e cerca una redenzione. Mi è piaciuto raccontarlo perché è un individuo che non pretende la felicità e si accontenta della normalità. E’ una cosa tipica dei nostri tempi, tempi in cui la felicità sembra irraggiungibile, e allora avere una casa, una famiglia e un lavoro diventa una vera fortuna. E’ stata una gioia lavorare con Marco, il set era quasi casa perché Marco è un attore e sa che gli attori sono esseri che si attaccano le pippe in continuazione. Su un set normale, un attore che ha 1000 pippe va dal regista, che fa finta di ascoltarlo e intanto guarda l'aiuto di regista come se volesse dirgli: levami questo dalle palle. Sul set di A Tor Bella Monaca Non Piove Mai, invece, c'era Marco che mi accoglieva a braccia aperte e mi ascoltava sempre".
"Se l’attore c'ha una pippa mentale" - interviene Bocci - "un motivo c'è, e se un attore è intelligente, 9 volte su 10 ha ragione. Siamo partiti con una sceneggiatura precisa, ma non era la Bibbia, non era Shakespeare. Si potevano fare cambiamenti in corsa".

"Un miliardo di anni fa ho fatto un film con una regista francese, Catherine Breillat" - dice Libero De Rienzo, che impersona Mauro. "Passava tutto il tempo al monitor zitta zitta con un fazzoletto davanti al viso. Mi ripeteva: il regista è un essere che muore di solitudine. Da lontano mi diceva: questa fa cagare, rifalla. Marco, invece, ha avuto un approccio veramente carnale. I film sono sempre due cose: il film che facciamo e il film che si vede, di solito i film dove stai bene fanno schifo, quelli dove invece soffri come un cane vengono una meraviglia. In questo caso si è verificato un miracolo. A Tor Bella Monaca Non Piove Mai è venuto benissimo e durante le riprese ero contento di alzarmi alle 5 per andare a lavorare".
"Marco è stato una bellissima scoperta sia come regista che come persona" - racconta la Liskova, che nel film è Samantha, una ragazza molto rock di cui è innamorato Mauro. "Marco è uomo straordinario, è un puro, e questo si sente moltissimo nel film".

Quanto a Giorgio Colangeli, Bocci gli ha affidato il ruolo del padre di Romolo e Mauro, un uomo pieno di rancore che di tanto in tanto esplode. "Anche io ero contento di andare al lavoro" - dice. "Prima di arrivare sul set pensavo che Marco fosse il solito attore diventato regista che si affida completamente al direttore della fotografia e che non conosce il linguaggio cinematografico. Invece mi sono trovato di fronte una persona che non entrava in competizione con gli attori, che non li costringeva a fare quello che avrebbe fatto lui. Marco è uno che ti accoglie, ti sostiene, uno che accetta i tuoi vizi e le tue fragilità. Tu ti butti e hai le spalle coperte".

Chi non è nato e cresciuto a Roma potrebbe non sapere che il "piove" del titolo del film allude alla polizia, e che quindi nel quartiere periferico in cui si muovono i personaggi della nostra storia non arrivano mai i garanti della giustizia. "Ho scelto questo titolo" - spiega Marco Bocci - "perché nella prima parte del romanzo, ogni volta che Mauro si sentiva in difficoltà o aveva paura, cercava la polizia, però non vedeva mai una pattuglia. Poi c'è anche un significato metaforico, più poetico. Noi raccontiamo una Tor Bella Monaca dove la terra non viene mai bagnata dalla pioggia, un luogo arido che ha bisogno di essere nutrito".

A proposito di Tor Bella Monaca, Bocci ci tiene a precisare, prima di chiudere l'incontro con i giornalisti, che per lui era importante mostrarla non come la tipica banlieue disgraziata e violenta: "Siamo abituati a vedere la periferia come un posto brutto, dov’è di scena la cronaca nera. Io ho voluto raccontarla in maniera diversa, come luogo in cui, accanto ai criminali, ci sono persone con principi sani e onesti che lottano per restare puri e resistono alle tentazioni".
A Tor Bella Monaca Non piove Mai arriva in sala il 28 ottobre distribuito da Minerva Pictures e Altre Storie Distribuzione.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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