Interviste Cinema

Maraviglioso Boccaccio: I fratelli Taviani presentano il film insieme al cast

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Il film ispirato alle novelle del Decamerone arriverà in sala il 26 febbraio

Maraviglioso Boccaccio: I fratelli Taviani presentano il film insieme al cast

3 anni fa, con lo splendido Cesare deve morire, dove il'opera di Shakespeare era interpretato dai detenuti di Rebibbia, Paolo e Vittorio Taviani avevano vinto l'Orso d'oro al festival di Berlino e il David di Donatello. Oggi affrontano un classico della nostra letteratura, Giovanni Boccaccio, riportando sullo schermo il Decameron alla loro maniera, cioè con stile e raffinatezza visiva, in Maraviglioso Boccaccio, dove tra le 100 del libro hanno scelto cinque novelle, che i 10 giovani che cercano di sfuggire alla peste che imperversa a Firenze rifugiandosi in campagna si raccontano per combattere la paura della morte. Presentato oggi in conferenza stampa alla Casa del Cinema di Roma, il film dei due maestri del nostro cinema (due vitali e giovanissimi "ragazzi" che in due fanno 168 incredibili anni) ha un cast davvero corale, in cui, accanto alle giovani promesse dei novellatori, spiccano i volti noti che danno vita alle novelle: Lello Arena, Vittoria Puccini, Kasja Smutniak, Riccardo Scamarcio, Kim Rossi Stuart, Carolina Crescentini, Paola Cortellesi, Jasmine Trinca, Michele Riondino, Flavio Parenti e Josafat Vagni.

Perché Boccaccio oggi? Risponde Paolo Taviani: “Noi siamo toscani, Boccaccio è un nostro compaesano e abbiamo convissuto con lui fin da piccoli. Nel nostro I fuorilegge del matrimonio abbiamo usato una sua novella in ambientazione contemporanea. Pensando a quello che succede oggi, quando personaggi mascherati come in una rappresentazione teatrale sgozzano delle persone nel mare che diventa rosso di sangue, dove onde alte 8 metri travolgono imbarcazioni piene di migranti e col clima che c’è In Italia, dove il 40 per cento degli elettori ha dichiarato che non voterà, ci siamo detti “purtroppo la peste è tornata”, anche se in forme diverse e ci è tornata in mente la peste di Boccaccio con cui inizia il Decamerone e che non è mai stata rappresentata al cinema. Abbiamo aggiunto i ricordi delle nostre nonne alle prese con la spagnola e costruito questa peste da cui escono 7 ragazze che decidono di sopravvivere e scelgono di andarsene, e in questa villa sempre le ragazze, visto che è un film femminile e la scelta è sempre delle donne, chiedono aiuto all’arte, cioè al novellare”.

Interrogato su altri temi presenti nel film, come lo scontro generazionale, Vittorio Taviani si schermisce: “Non siamo sempre coscienti di quello che mettiamo nel nostro cinema, fate domande troppo difficili. Ho letto che c’è una percentuale molto alta di giovani che non hanno lavoro, non lo cercano e non studiano, come se si fossero lasciati andare in mare a fare il morto. E' difficile che i vecchi o gli adulti ti vengano incontro, anche nel campo nostro settore. Noi abbiamo dei nipoti e conosciamo i loro amici. A volte ci sentiamo dire con amarezza, riferito alla nostra generazione: “voi non ci avete dato un mondo giusto”. E forse anche da questa amarezza nasce questo film”.

Gli attori presenti, da Paola Cortellesi a Lello Arena, Jasmine Trinca e Josafat Vagni, si dichiarano entusiasti dell'esperienza di lavoro con due leggende del nostro cinema e del clima di ascolto sul set, mentre Kim Rossi Stuart, commenta il suo personaggio: “ Ho implorato i Taviani di farmi fare Calandrino, avevo la sensazione che avesse un potenziale espressivo di un certo tipo, di ruoli romantici ne ho fatti abbastanza ed era bello potersi immergere in un elemento ludico della recitazione. Come sempre sono partito dai capelli: non era una parrucca come tutti credono ma sono proprio i miei capelli e poi è venuto il resto. In questo Calandrino c’era qualcosa di molto significativo dei vizi e delle problematiche umane come il servilismo e la scarsa fiducia in se stessi dentro cui cova qualcosa di infernale e bestiale”. Al che Vittorio aggiunge: “c’è anche un piacere quasi fisico e sessuale da parte nostra nel renderti brutto e cattivo. Del resto sei uno Scorpione e un po’ velenoso lo sei”.

Lello Arena, al terzo film con i Taviani, scherza dicendo: “C’è una convenzione di Ginevra anche per gli attori: sul set è stata una tortura inaudita. E’ vero che loro ci dicevano “portate, metteteci del vostro”, ma poi era sempre “facciamo il film che vogliamo noi”. E’ il terzo film in cui mi fanno fare la parte di un assassino terribile, forse profetizzano un mio futuro da serial killer. Fare Tancredi ha significato prendersi addosso con grande gioia una rogna incredibile ed è stato complicato renderlo umanamente ragionevole. Questi due signori col loro cinema hanno cambiato la mia vita, ed è con grande devozione che mi sottopongo volontariamente alle prossime torture”.

Maraviglioso Boccaccio arriva in sala il prossimo 26 febbraio in 100 copie, distribuito da Teodora Film.


 



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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