Interviste Cinema

Manchester by the Sea raccontato dal regista Kenneth Lonergan alla Festa del Cinema di Roma

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La storia di un uomo distrutto dal dolore.

Manchester by the Sea raccontato dal regista Kenneth Lonergan alla Festa del Cinema di Roma

Ha iniziato il suo cammino a inizio anno, al Sundance Film Festival, passando poi per Toronto e arrivando ora a Roma. Stiamo parlando di uno dei film più apprezzati in ottica Oscar, Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan, con un’interpretazione molto lodata di Casey Affleck. Alla Festa di Roma è presente il regista, di cui vi presentiamo di seguito alcune dichiarazioni rilasciate incontrando la stampa.

La nascita della storia

L’idea del film è venuta a Matt Damon, che avrebbe dovuto dirigerlo e interpretare il protagonista, e John Krasinski. Poi gli impegni hanno impedito loro di far parte più attivamente del progetto e mi hanno chiesto di dirigerlo, mentre loro sono rimasti come produttori. Mi interessava la storia di un uomo che subisce una tragedia troppo grande per lui, che non riesce a sopportare, fino a che torna nel suo paese natale per ristabilire un rapporto con il nipote.

Sopravvivere alla perdita di un figlio

Non so come sia possibile, ma avendo una figlia di 14 anni me lo sono sempre chiesto mentre leggevo sui giornali di tragedie del genere, o colpivano amici e vicini. Ognuno reagisce a modo suo, questo è sicuro. C’è chi cerca la forza nelle persone rimaste in vita a cui continuare a garantire amore e protezione, altre che si rendono conto come sia impossibile lasciarsi alle spalle un evento del genere, se lo portano con sé ogni giorno. La perdita e il dolore diventano parte di loro, dimostrazione dell'essere vivi. Alcuni, poi, cercano di dare un senso a quanto successo creando delle associazioni, per aiutare quelli che subiscono un trauma come il loro.

La musiche

Ho iniziato dalle musiche che amo ascoltare. Non avevo un concept musicale preciso in testa, ma in montaggio provavamo fino a che ci sembrava funzionassero. Non so dire il perché accadesse, è qualcosa di cui ti rendi conto solo dopo, così come del fatto che aggiungano della bellezza a una storia molto triste: l’eterea presenza della natura con il suo andamento pacifico. Quello che è sicuro è che il ruolo della musica è enorme in un film, non riesco a immaginare un altro contributo altrettanto importante.

Casey Affleck           

Una volta che Matt Damon ha rinunciato per altri impegni, con lui abbiamo deciso subito di scegliere Casey Affleck. È uno dei miei attori preferiti e parlavamo da tempo della possibilità di lavorare insieme. Mi sembra che la sua performance sia semplicemente straordinaria. Uno dei piaceri maggiori di aver girato questo film è stato il continuo dialogo con Casey. Ogni scena l’abbiamo sviscerata in profondità con lunghe telefonate in cui mi chiedeva tutto quello che potevo dirgli, sul personaggio e sulla storia. Sul set era davvero disponibile, chiedeva sempre se non fosse il caso di girare più volte, anche dopo che io ero soddsfatto. ‘Sicuro che non vuoi provare in un altro modo?’, mi chiedeva con grande generosità. La stessa che metteva nel rapporto con gli altri attori, e quando c’era un ragazzo era paterno e affettuoso.

La presenza di momenti comici

Sono molto contento se il pubblico ride ogni tanto nel film, non faccio graduatorie di valore fra dramma e umorismo. Come nella vita, c’è sempre alternanza di risate e dolore. A dirla tutta non mi vengono in mente che pochi film di grande qualità in cui non ci siano momenti di umorismo, battute o risate.

Leggi anche: Manchester by the Sea, recensione del film con Casey Affleck e Michelle Williams



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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