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Mamma o papà?: Cortellesi, Albanese e Milani presentano la commedia sui genitori terribili

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Cronaca di una divertente e irriverente guerra fra i sessi, il film esce nel giorno di San Valentino.

Mamma o papà?: Cortellesi, Albanese e Milani presentano la commedia sui genitori terribili

Mamma o papà? è il titolo del nuovo film di Riccardo Milani - che ha rielaborato una commedia francese del 2015 (aiutato da Giulia Calenda e Paola Cortellesi) - ed è anche la domanda che NicolaValeria - prossimi al divorzio - rivolgono ai loro figli trovandosi entrambi a poter fare la trasferta di lavoro che potrebbe portare ciascuno dei due (in campi diversi) a un notevole avanzamento di carriera. La risposta sfortunatamente non arriva, almeno sulle prime, e allora - anche a causa di vecchi e nuovi rancori - al marito ginecologo e alla moglie ingegnere non resta che “organizzarsi” per diventare il peggior genitore possibile, in modo che i figli scelgano l’altro.

Presentato alla stampa questa mattina, Mamma o papà? è il primo sodalizio davanti alla macchina da presa fra Paola Cortellesi e Antonio Albanese, che desideravano da tempo recitare insieme e che hanno cominciato ad avvicinare e analizzare i loro personaggi a qualche mese di distanza dal ciak di partenza.

“Ci siamo incontrati prima dell’inizio delle riprese” - ha spiegato Antonio Albanese - “perché giustamente Riccardo voleva indagare il testo che aveva adattato e rielaborato. Abbiamo lavorato a tavolino e in maniera ordinata, e insieme a tutti gli altri interpreti, cosa che non si fa spesso. Avevamo bisogno di sentire i toni della storia, di mettere a fuoco il rapporto fra i personaggi. Questo film ha il pregio di coinvolgere una serie di signori attori che ci hanno bene accompagnato lungo il percorso. Paola e Riccardo li conoscevo, li inseguivo da anni, sapevo che ci saremmo trovati bene. Io sono meticoloso, Paola lo è ancora di più, quindi è andata alla grande”.

“Desideravo da tanto lavorare con Antonio” - ha detto la Cortellesi - “ma non era mai capitata l’occasione, questa è stata ghiotta e irrinunciabile. Siamo entrambi artisti disciplinati, nonostante ciò che sembra. La nostra “stupidera” potrebbe essere scambiata per disordine. E invece siamo di una precisione maniacale”.

A spingere Riccardo Milani a una nuova regia non è stata solamente l’opportunità di disporre di un duetto tanto affiatato e accomunato anche dalla capacità di recitare con il corpo. No, adattare il film francese Papa ou maman significava per lui affrontare ancora una volta un tema che gli è sempre stato caro: “La cosa che mi è piaciuta al punto tale da accettare di essere coinvolto nel progetto è stata la possibilità di fare un film sulla famiglia. Farlo in un paese del nord Europa è diverso dal farlo in Italia, dove la famiglia è un santuario intoccabile. Ho cercato in ogni modo di avere uno sguardo lucido e onesto, per poter riconoscere che la famiglia è spesso il luogo della fine di un amore, e che non sempre i figli sono un collante per la coppia. Mi sono sforzato di essere sincero. Io ho formato una famiglia, credo quindi nella famiglia, ma sono convinto che ognuno di noi abbia il dovere di non cancellare la propria ambizione e la propria voglia di esprimersi. E poi non tutti sono fatti per essere genitori, diciamocelo, non tutti abbiamo istinto materno o paterno”.

Mamma o papà? fa proprio un umorismo quasi caustico che non è caratteristica dominante del nostro cinema da ridere, che è sì cinico, ma spesso non abbastanza irriverente: “Abbiamo cercato profondamente l’umorismo nero” - ha detto il regista - “nel gioco degli attori, innanzitutto, e nella scrittura. Fin dalle prime proiezioni del film, ho avuto la sensazione che questa caratteristica venisse colta. Io, quando mi lancio in un progetto, cerco di lavorare pensando di essere uno spettatore”.

In mamma o papà? c’è perfino una componente slapstick, che scatena grande ilarità a partire dal momento in cui Valeria e Nicola cominciano la guerra fra loro e contro i figli. Antonio Albanese ha molto amato addentrarsi in questo territorio, sebbene per lui la sfida più interessante sia stata la parte cinica del film: “E’ un onore giocare con toni come questi, ma non si può esagerare. Prendiamo la scena della lap dance. Io non ero mai entrato in un locale di lap dance. L’attrice che interpreta mia figlia mi ha detto: sono molto imbarazzata. E io: sì anche io, forse più di te. Poi Riccardo mi ha detto, guardando la ballerina: dagli un colpetto sul sedere. Mamma mia che situazione scomoda! Io amo entrare in mondi che non conosco, ma dare per esempio una sberla a un bambino di 8 10 anni è faticoso”.

“Mi sono sentita male quando Riccardo mi ha detto: adesso tu fai vedere il seno a un ragazzino 11 anni” - ha aggiunto Paola Cortellesi. “Ora, non è che io abbia da far vedere qualcosa destinato a lasciare un impatto clamoroso e quindi sapevo che non l’avrei segnato per la vita, ma è stato un momento terribile e mi sono sentita in dovere di chiedere scusa”.

Più che le scene imbarazzanti, a colpire Paola Cortellesi è stata la profonda verità del film: “Questo non è un film comico, è una commedia, e penso che sia molto credibile, fatta salva l’esagerazione legata alla metà più slapstick e più paradossale. Credo che ci sia un grandissimo fondo di verità nella prima parte legata a ragazzi e al rapporto con i figli, che a volte nella realtà è squilibrato. Questi ragazzi si mangiano le vite dei genitori che sono i loro schiavi e che non sono una mamma e un papà illuminati né dei despoti. Questa stessa trama, se ci pensate, sarebbe credibile in un film drammatico. Molto reale è anche il desiderio da parte dei due personaggi di raccogliere quello che hanno seminato nel lavoro”.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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