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Ma cosa ci dice il cervello, Cortellesi e Milani: “Cerchiamo di ridere sulla perdita del senso della convivenza del paese”

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Dopo Come un gatto in tangenziale il tentativo di realizzare una commedia morale, ma che faccia ridere, sull’Italia di oggi.

Ma cosa ci dice il cervello, Cortellesi e Milani: “Cerchiamo di ridere sulla perdita del senso della convivenza del paese”

13 sul palco, una vera formazione al completo, per parlare alla stampa di Ma cosa ci dice il cervello, nuovo film diretto da Riccardo Milani, interpretato e co-sceneggiato da Paola Cortellesi. Sarà per scaramanzia, ma sono diventati presto dodici, quando Stefano Fresi è uscito di scena, atteso da un treno e un set, con un colpo da maestro nel suo stile. “Nel film interpreto un insegnante particolarmente vessato da un suo alunno, una dinamica comune oggi, così come la maleducazione imperante, tanto che dovrebbero aggiungere un anno di studi in più per gli insegnanti, un corso di autodifesa”.

Ha accomunato il tema del film, la complessità della convivenza, con tanto di ignoranza e maleducazione, con il suo abbandono prematuro di un rituale, quello della conferenza stampa di massa, sempre più catarsi di gruppo che occasione di approfondimento giornalistico. Ma sul film avremo occasione presto di tornare anche con le interviste video ad autori e interpreti.

Tornando al film, per Milani e Cortellesi è di nuovo occasione, dopo il successo da biglietto d’oro (miglior incasso dell’anno solare) di Come un gatto in tangenziale, per “stare attenti a cosa accade nella società, all’invasione nella cronaca del malcostume”, spiega Milani. “Iniziando a lavorare al film siamo stati sommersi da tanti episodi legati alla ferita aperta di questo paese: la perdita del senso della convivenza, il motivo iniziale di questo progetto. Abbiamo inventato poco, cercando di divertirci tanto in un momento in cui c’è poco da ridere, fra mancato rispetto per le competenze e le regole e un nervosismo esasperato. Non sarà il problema principale del paese, ma l’ignoranza e la complessità della convivenza meriterebbero un briciolo di riflessione, guardarsi allo specchio aiuterebbe. L’abbiamo fatto con tanto affetto di fondo per la nostra Italia, in cui i comportamenti sono trasversali, non riguardano solo alcuni ceti sociali.”

Paola Cortellesi prende poi il centro del palcoscenico, come è giusto, con la sua simpatia da fuoriclasse. “Sono femmina, per cui penso ci penso molto prima di fare una cosa”, liquida così con ironia la domanda sul possibile passaggio alla regia. “A ognuno di noi accade quello che vediamo rappresentato nel film, la cronaca è piena di insegnanti o medici vessati, scavalcati e trattati con aggressività. Possiamo essere vittime o carnefici, anche noi colpevoli. Bisogna svegliarci e vivere con rispetto reciproco. La mia Giovanna, che ha una doppia vita, impiegata al ministero, ma in realtà agente dei servizi, ha enorme senso etico e discrezione, come le persone che abbiamo consultato che fanno lo stesso lavoro. Nell’epoca dell’ossessione per farsi notare, nessuno le dà una pacca sulla spalla. Ci interessava raccontare come una donna e madre come lei rischi di non essere stimata dalla figlia, senza mai ottenere gloria o soddisfazione personale”.

Un anno particolarmente fortunato, per la Cortellesi, con il successo dell’anno per il nostro cinema, Come un gatto in tangenziale, oltre all’ottimo riscontro di pubblico per La Befana vien di notte. “Ma è un impegno di squadra”, ci tiene a precisare la comica romana, “sono solo la parte visibile di un gruppo forte che vuole raccontare storie attuali con il proprio registro. Pensate al lavoro di costumista, truccatore e acconciatore per questo film, in cui indosso i panni di 15 personaggi differenti. Mi sono anche allenata per due mesi, impegnandomi per le corse e le scene d’azione, che non avrei saputo fare altrimenti; sono molto contenta della preparazione fisica. Corse, capovolte, Tom Cruise se ne deve fare una ragione.”

Nel cast del film, nei panni dei grandi amici di scuola che si ritrovano dopo vent’anni, anche Lucia Mascino, Stefano Fresi, Claudia Pandolfi e Vinicio Marchioni, oltre alla Cortellesi. Nei panni della madre, Carla Signoris, e dell’ex marito Giampaolo Morelli. I vessatori di cui vendicarsi sono Ricky Memphis, Paola Minaccioni, Alessandro Roia. Quello che si dice un cast corale.

Appuntamento in sala, dal 18 aprile, per Ma cosa ci dice il cervello, distribuito da Vision.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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