Interviste Cinema

M'innamorerei di un uomo come Poe - intervista ad Alice Eve

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Noi ve l’avevamo detto, che di Alice Eve avremmo sentito parlare...


Noi ve l’avevamo detto, che di Alice Eve avremmo sentito parlare.
Ve lo avevamo detto ben prima che si facesse notare per... due motivi ben precisi nei panni della giovane tata irlandese delle figlie di Charlotte in Sex & the City 2.
Dopo essere apparsa anche nelle commedie Lei è troppo per me e Una sposa in affitto, e nel thriller ATM, la 30enne attrice britannica sbarca sui nostri schermi come protagonista femminile al fianco di John Cusack in The Raven, mentre prossimamente sarà nel cast di Men in Black 3 e del sequel di Star Trek.

Emily è il nome del personaggio interpretato dalla
Eve in The Raven, la donna innamorata, ricambiatissima, di Edgar Allan Poe e decisa a sposarlo nonostante i diveti paterni, rapita poi dal serial killer che copia nella vita vera i macabri racconti dello scrittore e che per questo il solo Poe potrà riuscire a scovare.
Ma nonostante sia una vittima, Alice Eve non legge il suo personaggio come una semplice e stereotipata “damigella in pericolo”.
“No, non penso proprio che lo sia,” ci ha raccontato al telefono, “Non è una vittima: lei e la sua forza erano al contrario le cose che spingevano Poe a rimanere vivo. Mi è piaciuto molto il personaggio perché era una ribelle, andava contro le convenzioni, voleva che l’amore fosse la cosa più importante della sua vita, a costo di andare contro suo padre. Si legava a questo poeta oscuro senza remore, perché lo amava. Una sorta di eroina pre-femminista, anche se a quel tempo non si conosceva il termine.”

Anticonvenzionale, per l’epoca, l’amore tra una ricca e bella ragazza e un personaggio ombroso, irrequieto e parzialmente alcolizzato come Poe lo era davvero. Ma Alice Eve s’innamorerebbe di un uomo così anche nella vita vera: “Ma è ovvio: c’era del genio in lui e penso che qualsiasi donna abbia incontrato del genio nella vita capisce perché non puoi non innamorarti dell’uomo che lo possiede, anche se magari beve, fuma, se può essere a volte cattivo. Il talento è una delle caratteristiche più attraenti in un uomo.”

Il talento di Poe, oltre che puramente letterario, è stato anche critico: l’autore de “Il corvo” fu uno dei critici più spietati della sua epoca, ma Alice non crede che si sarebbe scagliato contro il suo film: “Penso che il Poe critico sarebbe stato prima di tutto lusingato ed emozionato, il suo ego solleticato dal fatto che qualcuno abbia girato un film su di lui. Questo fatto basterebbe a renderlo felice. Anche se di certo vi avrebbe trovato delle falle. Penso comunque lui fosse duro prima di tutto contro coloro che criticavano aspramente lui: Poe riceveva spesso pessime critiche, veniva accusato di essere sensazionalista e sanguinolento, crudele. Gli dicevano che non avrebbe dovuto scrivere storie del genere e lui s’infuriava, scriveva lettere lunghissime, andava direttamente a casa dei suoi critici per protestare. La sua relazione con la critica era davvero complessa. Ma mi piace comunque pensare che gli sarebbe piaciuto il nostro lavoro.”

Anche sulle opere di Edgar Allan Poe, che dimostra di conoscere bene, Alice Eve pare avere le idee chiare: “Di tutte le storie di Poe, la mia preferita è forse “Gli occhiali”, quella in cui il protagonista s’innamora di una donna molto anziana perché non porta gli occhiali e non vede bene: mi piace molto l’idea che l’amore possa essere così cieco, e il contesto così leggero. Amo poi molto “Hop-Frog”, e “Il cuore rivelatore”, che è una racconto fantastico, un vero capolavoro che nella sua estrema brevità trasmette psicosi e paure nella loro forma più pura e primordiale. Conoscevo poi “Il corvo”, ovviamente, ma durante le riprese me lo hanno letto più volte usando l’esatta metrica con la quale dovrebbe essere recitato: è incredibilmente commovente, è come se un picchio o un uccello beccassero ritmicamente dentro il tuo cuore.”


Se per metà della durata di The Raven la povera Alice Eve rimane bloccata nella cassa di legno dove è stata rinchiusa dal suo perverso rapitore, nel recente ATM era costretta per tutto il tempo all’interno della cabina di un bancomat: e in entrambi i casi il nome del suo personaggio era Emily.
Una curiosa coincidenza nel segno della claustrofobia, che l’attrice giudica addirittura “interessante, perché ho sofferto di claustrofobia per tutta la vita. La mia paura più grande è sempre stata quella di rimanere bloccata in un ascensore, non volevo mai sentirmi costretta. E poi, per via di questi due film, ho dovuto sfuggire mentalmente da questa paura: in The Raven mi chiudono in una bara, e per girare ATM sono stata per quattro settimane, tutte le sere, chiusa in quello spazio angusto. Però così facendo, lavorando su me stessa, la mia claustrofobia è diminuita: trovo interessante il fatto che artisticamente e creativamente ti trovi a dover esplorare il concetto di costrizione e attraverso questa esplorazione ti liberi dalle paure.”

Paure che Alice Eve non sembra avere riguardo al futuro, forte degli importanti film di cui sarà presto protagonista: “In Man in Black 3 interpreto il ruolo della giovane Emma Thompson. Will Smith torna indietro nel tempo, fino agli anni Sessanta, e incontra il mio personaggio. È stata un’esperienza fantastica, ero una fan del franchise, e ho avuto l’opportunità di lavorare con grandi attori. Del sequel di Star Trek non posso parlare perché tutto deve rimanere segreto: ma stiamo girando proprio in questi giorni, e posso dirti che si tratta di un set fantastico, mi sento fortunatissima.”

Lanciatissima, bionda, prosperosa e attraente,
Alice Eve è però molto decisa a non fare del suo gradevole aspetto il suo unico punto di forza: “Mi piacerebbe continuare a interpretare ruolo di donne che hanno un dinamismo, sia interiore che esteriore. Donne che sono motori narrativi nelle storie, sia romanticamente che fisicamente che intellettualmente e non solo oggetti. Voglio espandere l’orizzonte dei personaggi che interpreto, non voglio interpretare ruoli di persone che sono solo visti attraverso gli occhi del protagonista e che non hanno una personalità e un agire propri e indipendenti.”

La determinazione, in Alice Eve, c’è tutta.
In bocca al lupo.  



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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