Interviste Cinema

Lontano Lontano: Gianni Di Gregorio sul suo irresistibile film di strada sulla romanità che ha conquistato Torino

67

Un terzetto in stato di grazia alle prese con il piano di godersi la pensione in un paese lontano.

Lontano Lontano: Gianni Di Gregorio sul suo irresistibile film di strada sulla romanità che ha conquistato Torino

In Francia lo paragonano a Nanni Moretti, il suo nuovo film somiglia ancora di più al racconto di un’indolenza romana che rimanda a Fabrizi e alla Sora Lella, per non parlare di alcune dinamiche alla Soliti ignoti. Parliamo di Gianni Di Gregorio, una delle voci più personali del cinema italiano degli ultimi tempi, con un suo stile sempre riconoscibile in cui al centro c’è lui stesso come attore, come personaggio, una figura sempre uguale come una maschera. 

Lontano Lontano, questo il titolo del suo film, presentato oggi al Torino Film Festival e dal 5 dicembre nelle sale per Parthénos, ha richiesto un lavoro di scrittura di un anno e mezzo. Lo ritroviamo nel suo immancabile quartiere, Trastevere, in cui si muove da un bar all’altro, nei panni di un professore di latino e greco in pensione, nel corso di pigre giornate estive trascorse insieme al suo amico Giorgetto (Giorgio Colangeli), pensione minima, senza praticamente aver mai lavorato. I due si alleano con un commerciante di mobili antichi senza arte né parte, Attilio, uno splendido e compianto Ennio Fantastichini all’ultima interpretazione, per partire godendosi in un altro paese un potere d’acquisto maggiore per i loro modesti introiti. 

“La scrittura ha richiesto un lungo processo", ha detto Di Gregorio, "Garrone mi aveva suggerito di fare un film su pensionati poveri costretto ad andarsene. In quelle settimane di scrittura c’erano i naufragi sul mediterraneo, una cosa che m’è arrivata addosso e ha fatto nascere il personaggio di Abu, un ragazzino africano. Persone come lui le vedevo andando la bar la mattina. L’ho visto come il vero viaggiatore, mentre questi tre al massimo ci provano, ma sono velleitari. Abu è un vero cittadino del mondo costretto ad andare lontano lontano. È un personaggio vero, l’abbiamo trovato a Riace e ora è in viaggio verso il Canada, questo gli ha dato uno sguardo profondo di verità, l’ha scovato la nostra casting. Puoi vincere la paura sono uscendo, il nostro è veramente un film girato per strada, con pochissimi interni, a casa saresti troppo solo”.

!Ho grande stima per le donne e il loro cervello", ha aggiunto Di Gregori, "la figlia di Ennio lo tiene a bada, lo protegge e gli fa anche da madre, volevo le sue fossero le frasi nucleo di tutto il film. Lei gli dice di non lamentarsi, che non è lui il poveraccio, ma di guardarsi intorno. Un ragionamento che sarebbe bene facessimo tutti. Loro in tre avrebbero bevuto dieci birre senza arrivarci. Ennio ci manca tantissimo, è un dolore tremendo che oggi non ci sia. Un vulcano pazzesco, non lo conoscevo personalmente prima di fare il film, ma è bastato un pranzo noi tre insieme, per parlare del film, ma soprattutto per scoprire un affiatamento spontaneo. Siamo partiti dicendo che eravamo a dieta, poi ci sono dovuti venire a prendere in macchina. Ho rilevato oltre al grande attore anche una sua tensione morale profonda, per l’arte ma anche per la vita, piena di una grandissima umanità ed energia, ci aveva ridotti a schiavetti nella realtà. Aveva appena ristrutturato la casa paterna vicino Tivoli e aveva invitato tutta la troupe."

Anche Giorgio Colangeli vuole ricordare il collega scomparso. "Solo da spettatore lo conoscevo, ricordo Ferie d’agosto in cui faceva un personaggio spinosissimo in maniera esemplare, allo stesso tempo antipatico e sgradevole, violento ma vero, non aveva mai distanze fra quello che interpretava e quello che era, anche nella vita era così, che ti piacesse o meno. Alla fine era una di quelle persone che ti lasciava tanto, perché avevano detto e fatto tanto. Era sempre in contatto con un suo io profondo, senza schermi o sovrastrutture."

Si vede molto bene sullo schermo come i tre abbiano avuto un'intesa naturale, profonda, che richiama quella dei grandi sodalizi del cinema italiano degli anni belli, come la banda de I soliti ignoti. "Ci siamo ritrovati come se ci conoscessimo da trent’anni" ha aggiunto il regista e interprete, "forse per la romanità profonda. Ci facevamo gli scherzi, abbiamo anche riso molto, pur essendo una lavorazione faticosa, con cento location. Ci muovevamo in una città come Roma, potete immaginare la complessità, eravamo delle trottole. Un giorno con Giorgio abbiamo fatto delle camminate così lunghe in periferia che ci sono scollate le suole, tanto faceva caldo. Era faticoso, ma c’era un tale divertimento e la mia fortuna è stata trovare un alchimia meravigliosa in una Roma di cui è sempre più difficile innamorarsi, l’idea per me sarebbe non partire, ma lavorare qui per migliorarla. È però ancora una città piena di amore e dell’antica accoglienza romana dissimulata qua e là. Io stesso mi sono reso conto che nel mio palazzo sono rimasto solo, gli altri appartamenti sono tutti bed and breakfast.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming