Interviste Cinema

"Lo scatenato Gatsby"- regista e cast presentano il film a Cannes

Non è stata una settimana facile. Lo ammette Baz Luhrmann parlando al Festival di Cannes alla stampa di tutto il mondo del suo nuovo film Il grande Gatsby.

"Lo scatenato Gatsby"- regista e cast presentano il film a Cannes

Non è stata una settimana facile. Lo ammette Baz Luhrmann parlando a Cannes alla stampa di tutto il mondo del suo nuovo film Il grande Gatsby. Prima la presentazione per la critica americana, che ha riservato al film un'accoglienza fredda, poi l’esordio nelle sale USA con un ottimo risultato e ora l'apertura del Festival di Cannes. Un viaggio emotivo sulle montagne russe che non ha tolto energia ad un Baz Luhrmann che ha rubato la scena a tutti nel corso della conferenza stampa sulla Croisette. Entusiasta e ironico, si è coccolato il suo cast e la sua squadra: “siamo come una compagna teatrale, abbiamo tutti lavorato al meglio, ognuno ha contribuito a costruire il suo personaggio per il bene del nostro unico Dio: la storia”.

Ma dove è venuta l’idea di adattare quello che è il grande romanzo americano per eccellenza, letto da tutti gli studenti a stelle e strisce, che aveva già avuto un adattamento, diventato di culto, come quello del 1974 con Robert Redford nei panni del personaggio del titolo e Mia Farrow in quelli dell’amata Daisy? Lo dice lo stesso regista australiano che fa risalire tutto a dieci anni fa: “stavo viaggiando in treno in Siberia, con una bella bottiglia di vino rosso e l’audio libro de "Il grande Gatsby" e mi sono reso conto di come fosse uno specchio che rappresenta come siamo fatti. Per molti è il libro preferito, uno di quelli che si legge una volta all’anno e che per ogni fase della vita ti dice cose diverse.”

Leonardo Di Caprio si è presentato molto abbronzato, un po’ come Gatsby, sornione e pronto a scambiarsi una battuta e una risata con il suo grande amico Tobey Maguire, che nel film è Nick Carraway, la voce narrante, aspirante scrittore e broker per caso che lascia il Midwest e cerca fortuna nella Grande Mela. “Difficile immaginare un personaggio più affascinante per un attore- ha detto Leo- protagonista di un libro che in America tutti leggiamo a scuola, ma che a me, più che per i suoi tanti elementi positivi, affascina per quello che manca ed è lasciato alla nostra interpretazione. Sono sempre stato commosso da questo nuovo americano in un nuovo mondo in cui tutto sembrava possibile, alle prese con il rischio di perdere il senso ultimo di chi fosse. Un momento di grande boom che, però, già lasciava immaginare l’arrivo di quella che sarebbe stata una grande crisi, quella degli anni ’30. Poi quando reciti qualcosa scritto così bene, tutto diventa più facile.”

Il romanzo di Francis Scott Fitzgerald ha un legame forte con la Costa Azzurra, visto che fu scritto in buona parte a una trentina di chilometri di distanza da Cannes, a Saint-Raphael, dove lo scrittore, come ricorda Baz Luhrmann, “stava passando del tempo insieme all’amante. Il suo libro fu molto criticato all’epoca. L’autore venne definito ‘un clown’ e i suoi personaggi ‘di scarso spessore, vuoti, delle marionette’.” In questo Luhrmann sembra voler rispondere alle critiche ricevute con un parallelismo con la reazione che suscitò il romanzo, dicendosi più attento alla risposta del pubblico che a quella della critica e raccontando, piuttosto, di un incontro avvenuto la settimana scorsa durante l’anteprima di New York: “mi si avvicina una signora, che mi dice di essere venuta fin lì dal Vermont per vedere che cosa avessi combinato col romanzo del nonno. Per fortuna mi ha detto che ne sarebbe stato fiero e ha detto che abbiamo fatto il meglio che si potesse fare”.

Luhrmann e la sua troupe hanno avuto un’attenzione quasi ossessiva per il rispetto delle parole e del mondo di Fitzgerald, tanto da avere sempre pronti sul set come consulenti alcuni dei maggiori studiosi dello scrittore: “una volta Leonardo mi ha detto che a leggerlo ci volevano sette ore, mentre noi dovevamo adattarlo in due ore o poco più. Per farlo ci siamo circondati di grandi accademici che controllavano ogni scelta, ci domandavamo di continuo se stessimo onorando il libro o no.”

La musica nel film è un elemento importante, così come il contributo di Jay Z: per rappresentare un romanzo in cui l’esplosione della musica jazz, vista come la nuova moda dirompente del momento, aveva un ruolo centrale, si è scelto di usare un genere musicale di grande successo di questi anni come l’hip hop.

La dolce e tormentata Daisy è intepretata da Carey Mulligan. Sempre attenta e un po’ timida, ha solo ricordato il gran lavoro fatto per preparare il suo personaggio e i tanti libri e saggi che Luhrmann le ha proposto per rappresentare il suo personaggio: “un ruolo centrale ha avuto, per me, leggere i diari di Zelda Fitzgerald, ritrovare un modo di parlare molto simile a quello di Daisy nel romanzo”.

Il grande Gatsby, dopo la presentazione al Festival di Cannes, è in arrivo domani, 16 maggio, nelle nostre sale.





  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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