Interviste Cinema

Lincoln: la nostra intervista alla first lady Sally Field

A interpretare la signora Lincoln nel film che quest’anno si presenta agli Oscar con il numero più alto di candidature, è Sally Field, che abbiamo avuto il piacere di incontrare in occasione della presentazione di Lincoln alla stampa italiana.

Lincoln: la nostra intervista alla first lady Sally Field

Con due Oscar all’attivo, una serie di ruoli memorabili, svariate nomination ai premi più importanti e un personaggio televisivo (la capofamiglia di Brothers & Sisters) che le ha riportato fama e fortuna, Sally Field ha realizzato il suo sogno cinematografico di sempre interpretando Mary Todd Lincoln, una delle first-lady più energiche, lungimiranti ma anche più complesse della storia.
Di questo personaggio e del film di cui è protagonista insieme a Daniel Day-Lewis l’attrice ci ha parlato a lungo durante la tappa romana del tour promozionale di Lincoln. “Non saprei dire” – ha cominciato – quale sia la più grande differenza fra Lincoln e gli altri biopic dedicati a grandi uomini politici, ma so che il film mi è piaciuto molto perché si sofferma non tanto su un momento importantissimo della storia della democrazia americana, quanto sul dramma di un uomo buono, intelligente e determinato a portare a termine il compito che gli è stato affidato, un uomo coraggioso ma anche fragile, angosciato, malinconico. Forse, rispetto alla maggior parte dei ritratti di importanti personaggi, Lincoln è più profondo, ha una dimensione più intima, più umana. E’ perfino divertente”.

Dopo aver convinto Spielberg a prenderla, nonostante la differenza di età con Daniel Day-Lewis, più giovane di lei di 10 anni, Sally Field ha cominciato, da attrice appassionata e volenterosa, un minuzioso lavoro di ricerca sul personaggio: “Mi sono avvicinata a Mrs. Lincoln senza grandi aspettative e senza un piano di lavoro preciso. Erano anni che tenevo d’occhio Mary Todd, fin dai tempi della mia giovinezza, per essere precisi. Ho sempre pensato che fosse un ruolo adatto a me, non so perché, forse è una questione di somiglianza fisica. Mi è sempre piaciuto leggere libri su di lei e negli anni ho costantemente cercato di tenermi aggiornata. Quello che ho sempre saputo è che si trattava di una donna incredibilmente complicata, molto importante per la storia politica americana. Quando mi hanno affidato la parte, mi sono buttata nella lettura di diversi libri, ho divorato cinque biografie e un paio di testi sulla condizione femminile dell’epoca. Sono poi andata a visitare i luoghi dove aveva vissuto e ho visto una collezione di suoi memorabilia. Quindi ho letto attentamente la sceneggiatura, mettendo tutti i suoi ingredienti in una pentola e mescolando per bene. Non c’è stato un elemento della personalità di Mary che ha catturato per primo la mia attenzione, né un aspetto su cui ho lavorato solo alla fine. Ho abbracciato fin dall’inizio tutta la sua ricchezza interiore”.

Per fedeltà alla parte, Sally Field ha dovuto uniformare il suo aspetto fisico a quello di Mary Todd Lincoln, che rispetto a lei era decisamente più paffutella. Acquistare le rotondità della first-lady non è stato però per l’attrice un lavoro facile, visto che nella sua dieta ingrassante non c’erano né muffin, né gelato, né burro d’arachidi: “E’ stato un lavoro difficile, che non è affatto consistito nell’ingurgitare qualsiasi cosa mi andasse di mangiare. Mi sono sottoposta a una dura disciplina, che non prevedeva manicaretti, ma cibi veramente disgustosi. Era roba salutare, ricca di proteine. Se avessi mangiato per tutto il tempo solo schifezze, tipo patate fritte, sarei morta a metà film e la parte sarebbe andata a un’altra. Ho capito che dovevo essere molto rigorosa e attenta. Così ho mangiato solamente cibi molto sani che la nutrizionista mi aveva consigliato. Erano schifosi, ma la dieta ha funzionato e così sono ingrassata 12 chili”.

Come forse tutti sanno, o magari immaginano, ai tempi di Abramo Lincoln le donne non avevano un ruolo di primo piano nella società e nella politica. Non votavano e dovevano comportarsi da mogli devote e talvolta sottomesse.
Per Sally Field la situazione è cambiata, ma solo in parte, perché le battaglie da combattere in nome del gentil sesso sono ancora molte: “Dobbiamo ancora conquistare un posto importante alla tavola della vita.  Finché le donne non saranno uguali agli uomini in termini responsabilità e voce in capitolo, il mondo sarà sempre in pericolo. E’ un dato statistico che quando alle donne è consentito di assumere il comando in un villaggio, in una città o in un paese, i governi diventano più stabili, si ha un maggiore rispetto per l’ambiente, i figli stanno meglio e migliorano le condizioni economiche generali. Quindi, fino a quando ci sarà questa mostruosa disuguaglianza – e che ci sia è un dato di fatto, anche se la situazione varia molto da nazione a nazione - saremo sempre fragili”.

Nella sua difesa dei diritti delle donne, Sally Field ha voluto spingersi oltre, raccontandoci della disparità fra uomini e donne che caratterizza il mondo del cinema nordamericano: “ A Hollywood la differenza fra i sessi è terribile! E’ sempre stato così, ogni tanto la situazione è leggermente diversa, ci sono anni migliori, ma la disuguaglianza persiste e solitamente non sono le donne a prendere le grandi decisioni e a dirigere i grossi Studios. I grandi produttori e sceneggiatori sono perlopiù di sesso maschile, e lo sono anche le persone che hanno facoltà di stabilire se un film si farà o meno. La percentuale di donne di potere a Hollywood è minuscola. La situazione è migliore di 50 anni fa, ma il dislivello è ancora spropositato”



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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