Interviste Cinema

Lillo e Greg con Anna Foglietta ci svelano i segreti di D.N.A. (Decisamente Non Adatti)

Arriva sulle principali piattaforme streaming il 30 aprile il film del debutto registico di Lillo & Greg D.N.A. (Decisamente non adatti). Il nostro incontro via zoom con gli autori e Anna Foglietta, che nel film si moltiplica per tre, per parlare di questa divertente commedia.

Lillo e Greg con Anna Foglietta ci svelano i segreti di D.N.A. (Decisamente Non Adatti)

Esce direttamente in streaming giovedì 30 aprile il primo film da registi di Lillo & Greg, D.N.A. (Decisamente non adatti), prodotto da Lucky Red e Vision, ed è davvero un peccato non poterlo vedere al cinema, perché ridere in compagnia è più divertente. Potrete però farlo a casa con la vostra famiglia, perché vale veramente la pena di assistere a questo debutto così voluto, amato e curato, assolutamente per tutti, che non sfigura (anzi) accanto alle pellicole di cui l'affiatatissimo duo romano è stato protagonista in precedenza. Merito anche degli altri attori del cast, tra cui la sempre bravissima Anna Foglietta che ricopre ben tre ruoli ed è facilmente riconoscibile soltanto in uno. La storia scelta da Lillo & Greg e da loro scritta assieme a Edoardo Falcone è un classico: quella dello scambio di personalità attraverso la scienza, raccontata in letteratura da Robert Louis Stevenson in Il dottor Jekyll & Mister Hyde e molte volte declinata al cinema da allora, tra cui in una versione comica che ha fornito lo spunto a questo film.

Lillo è Nando detto Burdogghe (Bulldog alla romana), un bulletto che con una gang di spostati violenti e di poco intelletto lavora al soldo di una multinazionale di cibo spazzatura. Greg (anche autore delle belle musiche originali del film, eseguite coi The Frigidaires, e che si trasforma anche per l'occasione in uno spassoso trapper) è una sua vecchia vittima, il professore universitario e genetista Ezechiele Annichiarico, goffo e dal carattere mite, che lo rende la vittima ideale di scherzi e soprusi. Fino al giorno in cui, per una serie di circostanze, i due si incontrano di nuovo e il professore decide di scambiare elementi dei rispettivi DNA, con conseguenze (comiche) inimmaginabili. Potrete scoprire il resto di questo bel debutto da domani 30 aprile su SKYPRIMAFILA Premiere, TIMVISION, CHILI, GOOGLE PLAY, INFINITY, CG Digital e RAKUTEN TV.

Per stavolta, purtroppo, abbiamo dovuto riunciare al piacere di fare due chiacchiere dal vivo con Lillo, Greg e Anna Foglietta, che stimiamo e seguiamo da tantissimi anni in tv, in radio, al cinema e a teatro, ma ci siamo dovuti accontentare di una affollata roundtable al termine della quale, più o meno, tutte le nostre curiosità sul film hanno avuto risposta. Che questa per i due talentuosi attori e amici sia stata un’esperienza diversa e più gratificante rispetto alle altre, si capisce dall’insolita loquacità e dall’entusiasmo delle risposte di Greg, che si è sempre più o meno annoiato sui set ma che stavolta, al timone con Lillo e con un cast composto da amici e attori perfettamente in sintonia, è pienamente soddisfatto e così risponde alla domanda su questa prima esperienza da registi:

Trovarsi dietro la macchina da presa è stato entusiasmante, è stata davvero una bella esperienza, da ripetere se ce ne sarà l’occasione. Era un’esigenza vera e proprio quella di farlo nel momento in cui avremmo affrontato un film interamente nostro, nel soggetto e nella sceneggiatura, era importante intraprendere il ruolo di regista, come hanno fatto in passato molti - come Jerry Lewis, che è una grande ispirazione per questo film - per poter veicolare al meglio il nostro tipo di umorismo, che è molto di situazione e richiede un taglio cinematografico e di montaggio che riesca a servire al meglio la nostra vis comica e le gag. Volevamo confezionare un film come si usa all’estero, divertente ma piacevole anche dal punto di vista dell’immagine, con un’attenzione speciale al taglio delle inquadrature, alle luci, ai costumi e alle location, perché anche la veste grafica potesse guidare e fare immergere lo spettatore nella storia.

Lillo aggiunge: Confermo quanto ha detto Claudio, ovvero l’importanza di poter scegliere l’inquadratura, la fotografia, il montaggio che meglio si addicono al nostro genere di umorismo. Sentivamo l’esigenza di essere liberi di dare anche dal punto di vista registico il massimo valore al nostro tipo di comicità. Certo ci dispiace tantissimo che il nostro primo film, interamente nostro, non possa arrivare sul grande schermo. Da amanti del cinema quali siamo perdere quell’emozione è un peccato, ma data la situazione questo è l’unico modo per farlo uscire nella data prevista e far arrivare in qualche modo nelle case un film in cui abbiamo messo l’anima, per cui siamo già contenti che venga visto.

Oltre alla comicità di situazione, però, uno dei cavalli di battaglia del duo presenti nel film, che ricorda il fumetto di Greg “I sottotitolati”, oltre che gli altri loro lavori, è il linguaggio, a cui viene data una particolare attenzione e che dà vita ad alcune delle scene più divertenti di D.N.A:

"Credo che abbia un ruolo fondamentale perché è una nostra chiave, il gioco del linguaggio per noi è importantissimo" – dice Greg – inizialmente c’era l'idea di far parlare la gang di Lillo, questa sgangherata e ignorante formazione periferica capitolina, in un vernacolo pesante. Poi ci siamo resi conto che se avessero davvero parlato in dialetto romano sarebbe stato poco gradevole e da lì è nata l’idea di confezionare una sorta di grammelot, che in realtà non si traducesse in nulla di definito ma fosse solo intuibile. Abbiamo pensato di usare anche i sottotitoli ma poi ci siamo resi conto che sarebbero stati troppo lunghi e le facce e le espressioni degli attori sono assolutamente da inquadrare in quei momenti. 

Quali sono state le suggestioni e i modelli per l’idea stessa del film?

Lillo: Questo nasce in particolare da una suggestione soprattutto di Greg che è un grande appassionato di un film che adoro anch’io ma di cui lui è proprio un feticista, ovvero Le folli notti del dottor Jerryll, un film che amiamo molto anche dal punto di vista registico. Io ho sposato immediatamente questa suggestione e da lì siamo partiti per creare un soggetto che partendo da questo omaggio avesse un tipo di mood e di atmosfere che ci riportano anche ad alcune nostre passioni dell’infanzia. Gli alambicchi, le pozioni verdi, sono cose che appartengono a un cinema che abbiamo amato da bambini". "Poi – aggiunge Greg – ci sono anche riferimenti, a parte quelli dichiarati a Mel Brooks e Jerry Lewis, a film che abbiamo assorbito e magari usato a volte involontariamente, a un certo punto volevamo dei colori all’Almodòvar, o atmosfere alla James Bond, o alla Kubrick. Alcuni modi di fare regia umoristica vengono dai film di Edgar Wright della Trilogia del Cornetto, così dinamici e perfetti per il genere comico".

Seguendo l’ipotesi del film di potersi liberare di alcune delle parti peggiori della propria personalità, Anna Foglietta sostiene di aver scoperto durante la quarantena di essere estremamente paziente e di rimpiangere quasi la sua precedente impazienza, mentre Greg vorrebbe essere meno severo ed esigente con se stesso e godersi un po’ di più le cose che riesce a far bene e Lillo sostiene invece di aver fatto pace coi propri difetti e di averli accettati al punto di esserci quasi affezionato. Se invece dovessero scambiarsi il DNA con qualcuno, Greg non ha dubbi: Brian Wilson dei Beach Boys, Anna Foglietta vorrebbe il DNA di Gandhi per dare il via a una grande rivoluzione pacifica e Lillo non ha in mente nessuno in particolare, se non da adolescente, quando avrebbe voluto avere un po’ della fortuna e della sfacciataggine, lui timidissimo, dei suoi compagni rimorchioni. E forse oggi, visto che adora la chitarra ma non è tanto portato, vorrebbe un po’ dei geni di Steve Vaughn.

Tra i tanti temi del film - il cambiamento, le manie dei nostri tempi, il trash food e molto altro - viene sfiorato anche quello del bullismo, di cui sia Lillo che Greg raccontano di essere stati vittime da bambini:

"Credo che quella parte appartenga a tutti e due – dice Lillo – e sia stato un modo per esorcizzare quelle esperienze. Io per fortuna non ho mai subito nulla di violento, non sono mai stato picchiato, però ero un bambino molto obeso e per questo sono stato molto preso in giro e ci ho sofferto tanto. Una cosa vissuta che sicuramente è stata trasferita anche nel film". "La diversità crea sempre astio" - elabora Greg - "perché quello che non viene riconosciuto come normalità viene ostracizzato in qualche modo. Io per quasi tutto il liceo ero chiuso in un mondo mio, mi piaceva disegnare, leggere fumetti e libri, odiavo il calcio, le figurine e fare a botte. E questo nell’ambiente mi rendeva vittima di vessazioni e bullismo perché sono stato anche picchiato. Un certo affrancamento è venuto col senso dell’umorismo e col fatto che suonavo, quindi hanno cominciato a vedermi come personaggio strano ma utile per passare dei momenti divertenti, ma il bullismo l’ho vissuto in prima persona".

Anna Foglietta - che invece è sempre stata una leader, un capopopolo e la “sindacalista” della classe, aveva una migliore amica rom e ha sempre odiato i bulli - ci parla di chi ha preferito dei tre personaggi che ha interpretato, le due compagne di Lillo e Greg nel film, Renata e Elena, e il travestito Jessicah

“Sono personaggi estremamente caratterizzati e molto divertenti, non è stato facile crearli sia fisicamente che come personalità, perché non volevamo assolutamente farne delle maschere e delle macchiette. Mi piacciono tutti, anche se Jessicah mi è rimasta un po’ qui perché abbiamo solo due scene e avrei voluto farci un film intero, uno spin-off dedicato a lei, a questa trans che oltre a dare amore a pagamento dà consigli, conosce l’animo umano nel dettaglio. E questo fa pensare perché è vero, tantissimi uomini vanno da loro anche per cercare una certa forma di calore umano. E poi sono persone molto accoglienti, simpaticissime: le mie vicine di camerino erano trans vere e si divertivano come matte, tanto che a un certo punto sono andate a bussargli e a chiedere che invitassero pure me. Però Renata sul set è quella che ci ha fatto più ridere, il personaggio della moglie annoiata. Alcune cose le abbiamo inventate al momento, si prestava tantissimo a un certo istrionismo".

Per riuscire un film, oltre a dei bravi protagonisti, ha bisogno di ottimi caratteristi, come racconta Greg:

"Essendo il nostro primo film avevamo bisogno di contornarci di persone con cui eravamo in sintonia e ci sembrava giusto con dividere questa esperienza con attori che collaborano con noi da anni in teatro e in radio. Conoscevamo bene ognuno di loro e sapevamo che sarebbero andati bene in quel determinato ruolo. La gang di Lillo ad esempio, ognuno dei cinque (Max Paiella, Marco Marzocca, Lallo Circosta, Fabrizio Sabatucci e Renato Zappalà) ha una faccia patibolare che ben si presta al ruolo, poi abbiamo chiamato Chiara Sani, Vania della Bidia, Danilo De Santis, Emanuele Salce, Simone Colombari, Stefano De Sando che è un grandissimo attore oltre che doppiatore. Lo abbiamo conosciuto nel nostro primo film, Blek Giek, del 2001, e siamo rimasti amici e per me è sempre stato lui la nostra nemesi, che ha interpretato e caratterizzato benissimo, con in più il vantaggio che essendo il doppiatore di Robert De Niro, Bryan Cranston, James Gandolfini, quando lo si sente parlare sembra di vedere un film americano e ci dà un sapore internazionale".

A un certo punto si passa a toni più seri quando viene giustamente affrontato anche il tema di tutti coloro che a teatro, nel cinema, nel mondo dello spettacolo in generale (inclusi i giornalisti che se ne occupano), soffrono gravi problemi economici e non vengono nemmeno citati dal governo. Una situazione di cui gli artisti si fanno portavoce, perché se c'è chi come loro ha il privilegio di potersi prendere un periodo di pausa, tante maestranze che lavorano a giornata non hanno alcuna garanzia e non meritano di essere ignorati dalle istituzioni. Ma in conclusione di quasi un’ora di conversazione in cui si è riso molto e si sono toccati argomenti come la mania per gli chef, Lillo ci ha raccontato una loro terrificante esperienza con il natto (fagioli di soia fermentati) e Anna Foglietta ha detto che non c’è niente che non farebbe se glielo chiedessero Lillo e Greg, di cui è fan da quando aveva 16 anni, quello che è emerso è l’orgoglio per un lavoro ben fatto, curato e amato, D.N.A. (Decisamente non adatti) che dal 30 aprile vi consigliamo di vedere su una piattaforma a vostra scelta perché di ridere, in questo momento, c’è più che mai bisogno ed è un’arte di cui Lillo & Greg sono indubbiamente maestri.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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