Interviste Cinema

Le donne, Roma, i voli pindarici: Carlo Verdone su Benedetta follia, "il mio film sulla serenità"

48

Presentato oggi il nuovo film del regista romano, scritto assieme agli sceneggiatori di Lo chiamavano Jeeg Robot. Al cinema dall'11 gennaio.

Le donne, Roma, i voli pindarici: Carlo Verdone su Benedetta follia, "il mio film sulla serenità"

Che Benedetta follia ci avrebbe regalato un film di Carlo Verdone nuovo, non solo nel senso di inedito, ma anche di diverso, lo si poteva facilmente immaginare. Fin da quando venne annunciato che a scrivere con lui ci sarebbero stati, per la prima volta, Nicola Guaglianone e Menotti: cioè i lanciatissimi  - nemmeno fossero i famosi componenti - di Lo chiamavano Jeeg Robot.
“Li ho incontrati per la prima volta nello studio di Aurelio De Laurentiis,” racconta Verdone. “È stato allora che hanno proposto due soggetti, appena abbozzati. Uno era incentrato su una famiglia, l'altro era tutto al femminile, come me come unico personaggio maschile. Mi ha incuriosito, era la storia di un uomo in difficoltà che incontra una ragazza diversa da lui che lo aiutano a rimettersi in pista.”
L’uomo, in Benedetta follia, è Guglielmo, borghesissimo titolare di un negozio di paramenti ecclesiastici e arte sacra al centro di Roma piantato dalla moglie per una donna nel giorno del loro venticinquesimo anniversario; la ragazza, interpretata da Ilenia Pastorelli (altro componente lanciato da Jeeg Robot), è Luna, borgatara di Tor Tre Teste in cerca di un lavoro, che finisce per estorcergli un posto da commessa.
Mi piaceva tornare a lavorare con le donne, venendo da due film più maschili: volevo esplorare l'universo femminile in un momento di grande smarrimento della società, con una strizzata d'occhio al mondo delle applicazioni di dating,” spiega il regista e attore. “E poi le donne, che nel film sono anche Maria Pia Calzone, Lucrezia Lante della Rovere, Paola Minaccioni, Francesca Mangini, sono per me  sparring partner ideali: perché mi mettono più in difficoltà. Più contrasto c'è più entro in difficoltà, e più, in questo modo, trovo situazioni comiche.”

Definto da Guaglianone come “il maestro che non t’aspetti più d’incontrare a quarant’anni suonati,” Verdone però si schermisce, e rilancia spiegando i due nuovi collaboratori lo hanno spinto verso territori ignori: “Ma che maestro so'? Anzi, più vado avanti più sento una fragilità che avanza, e Nicola e Menotti mi hanno spinto e aiutato.” Scene come quella di un sogno psichedelico che si tramuta in una scena da musical alla Grande Lebowsky, coreografata da Luca Tommasini, o quella da cinepanettone, con un gioco erotio finito male e un telefonino - con vibrazione - che finisce troppo “dentro” a una delle donne che, con mille sfortune, Guglielmo incontra nel suo tentativo di superare il trauma della separazione.
“La scena del sogno l’ho lasciata interamente a loro,” spiega. “Io li ascoltavo mi dicevo ‘boh’: da solo non mi sarebbe mai venuto in mente di fare un volo pindarico di questo tipo, io sono attaccato al realismo, ma alla fine mi sono convinto, ci ho riflettuto un giorno e poi mi sono lanciato e ho capito perché andava fatta. Anche quella del telefono è un’idea loro. Era delicata, poteva essere molto volgare, ma alla fine penso l’abbiamo fatta nel migliore dei modi.”

Quando Aurelio De Laurentiis annuncia orgoglioso che Benedetta follia uscirà in oltre 700 schermi, pronto anche a salire di una o due centinaia ancora, Verdone appare quasi spaventato. “Mamma, tutte queste copie,” mormora. “Mi fanno paura perché con un’uscita del genere se fallisci nel weekend sei fregato. Questo, oramai, è diventato un lavoro difficile, precario, perché anche se hai alle spalle grandi successi, al primo o al secondo errore vai a casa, hai grosse responsabilità.
La tranquillità del regista viene, però, dall’aver affrontato questo film “molto seriamente, con grande determinazione e attenzione. Perché preferisco sbagliare io, nel caso, piuttosto che far sbagliare uno dei miei attori.”
Tra l’altro, a proposito di attori, “questo è il mio film dove li meno diretti,” dice. “E siccome non ho fatto una gran fatica in quel senso, mi sono potuto divertire di più a muovere la macchina da presa.”

Oltre ai protagonisti in carne ed ossa, la macchina da presa di Verdone ne inquadra un’altra, presenza costante e importantissima dei suoi film: Roma.
Questa città vista dall’alto, o da lontano, è ancora bellissima: è quando vai nei dettagli che non è più così,” spiega con una punta d’amarezza. “Io ho cercato di ritrarla nel migliore dei modi, come la vorrei vedere al più presto e come merita di essere, senza cercare le magagne, sperando che un giorno torni ad essere quella che era, anche se mi pare che le cose in questo senso vadano un po’ a rilento.”
Anche nelle scelte musicali, che - quasi una novità per lui - riguardano anche canzoni italiane (da “La stagione dell’amore” di Franco Battiato a “Estate” di Bruno Martino), Verdone ha cercato di “riportare alla Roma in bianco e nero che tutti amiamo, e che speriamo torni al più presto.”
Il brano di Martino accompagna il finale del film, notturno, romantico e pacificato:
“Perché,” spiega il regista, “con Benedetta follia volevo fare un film sulla serenità, e chiudere con un momento di pacatezza, con un abbraccio tra i personaggi che arrivasse anche al pubblico, in un mondo nel quale, di abbracci, ne abbiamo tutti tanto bisogno.”

E il futuro di Carlo Verdone? “Prima di lavorare a questo film avevo avevo scritto altri cinque soggetti con un altro team di scrittura, tre dei quali sono secondo me ancora fortissimi e validissimi, e almeno uno di loro diverrà un film. Dopo, una serie tv. Ma di quella è troppo presto parlare ora, siamo davvero in una fase embrionale.”



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming