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Lasciati andare: regista e cast presentano la prima vera commedia di Toni Servillo

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Il film sull'amicizia fra uno psichiatra e una personal trainer esce il 13 aprile.

Lasciati andare: regista e cast presentano la prima vera commedia di Toni Servillo

Lasciati andare è la prima vera commedia al cinema di Toni Servillo, che aveva accarezzato magnificamente la leggerezza in Viva la libertà e abbracciato con entusiasmo il grottesco in E' stato il figlio.
Affidando a proprio a lui il ruolo dello psicoanalista annoiato Elia Venezia - tirchio come l'avaro di Molière, incredibilmente pigro e indolente come non mai - Francesco Amato ha voluto forse giocare con la sua aura di attore con la "A" maiuscola, di comédien "impegnato" e di feticcio sorrentiniano. E anche se non ha tenuto conto del suo passato lavorativo, lo ha reso comunque inedito ai nostri occhi, soprattutto perché lo ha "vestito" con barba e occhiali e tuta e lo ha affiancato a una personal trainer (Verónica Echegui) nella storia di un'improbabile amicizia in cui c'è posto per un pizzico di azione e soprattutto per l'invito a perdere benevolmente il controllo e a seguire il libero, spesso anarchico, fluire dell'esistenza.

Arricchito da ottimi camei (Giacomo Poretti, Carlo Luca De Ruggieri), Lasciati andare è approdato oggi a Milano, accompagnato dal regista e dal cast.



Servillo - in abito blu e con il sigaro spento fra le dita - è subito apparso di ottimo umore e ha spiegato non solo che la pancia che sfoggiava sul set era finta (in verità erano due), ma che proprio il genere di appartenenza del film lo ha spinto a dire di sì ad Amato: "Desideravo da tempo avere la possibilità di accostarmi a tutto tondo alla commedia, tipologia con cui mi ero confrontato a teatro, con Eduardo, anche se quella commedia aveva un sapore amaro. La commedia è un'opportunità che un attore si dà per affrontare una difficoltà. Non c'è stato nulla di misterioso e inaspettato, comunque. In realtà avevo un po' sparso la voce. Il copione me l'ha proposto Tozzi, io ho semplicemente accettato".

Non capita certo a tutti i registi al terzo lungometraggio di finzione di avere la fortuna di dirigere Servillo. Per Amato l'emozione all'inizio era grande, ma il lavoro è stato semplice (seppure scrupoloso) e stimolante: "E' una bella responsabilità dirigere Servillo e altri interpreti così formidabili, attori che hanno voglia e necessità di farsi guidare. Io non ho molti strumenti, ho solo me stesso. Toni è entrato subito nel film, abbiamo lavorato moltissimo sul testo. Io lo raggiungevo il mercoledì sera a teatro, lui era in tournée con 'Le voci di dentro', io vedevo lo spettacolo e poi ci incontravamo e parlavamo a lungo del personaggio".

Nel film Elia Venezia ripete spesso ai suoi pazienti di lasciarsi andare, di qui il titolo della commedia. Anche Francesco Amato, scrivendo la sceneggiatura e girando, si è in qualche modo lasciato andare: "Ho messo in gioco l'autoironia e il coraggio, l'autoironia perché quando nasceva questo film stavo attraversando un momento critico. Ho sentito l'esigenza di vivere la vita con più leggerezza e di non prendere le difficoltà troppo sul serio, come ci ha insegnato Groucho Marx, che ci ha fatto compagnia mentre preparavamo il film. Per quanto riguarda il coraggio, non è una caratteristica che mi è familiare. Il personaggio che mi somiglia di più nel film è il pavido. Ricordo di aver letto un'intervista rilasciata da Toni all'indomani dell'Oscar a La grande bellezza. Gli chiedevano: cosa consiglieresti a un giovane attore? E lui: di avere il coraggio di portare avanti le proprie idee e i propri sogni. Ho avuto l'impressione che lo stesse dicendo proprio a me".

"Leggendo la sceneggiatura" - è intervenuto Servillo - "ho trovato molto bello l'incrocio fra il personaggio di Elia e quello di Claudia. Entrambi si danno una mano a vivere meglio esercitando involontariamente la propria professione. Lasciarsi andare, nel film, vuol dire non affrontare la vita con professionismo, ma da efferati dilettanti. Anche così alla fine le cose arrivano".

Servillo si è ben guardato dal fornire informazioni sul nuovo film di Paolo Sorrentino dedicato a Silvio Berlusconi, e quindi si è attenuto all'argomento Lasciati andare, provando a individuare la morale del film: "Lasciati andare spiega quel vecchio adagio che ci dice che la vita è ciò che ci accade mentre ci occupiamo di altro. In fondo è quello che le commedie hanno sempre raccontato e raccontano molto bene. Speriamo di esserci riusciti anche noi".

Nei panni di Giovanna, l'ex moglie di Elia, troviamo Carla Signoris, che è stata quasi pedinata da Francesco Amato, cedendo molto volentieri alle sue lusinghe artistiche: "Ero in vacanza, speravo di non dover incontrare Francesco. Mi trovavo all'Elba e, guarda un po', era là anche lui, quindi ci siamo dovuti vedere. Solamente una giornata è stata dedicata alla lettura del copione, che era magnifico. E' raro trovare una sceneggiatura così, già pronta, un copione in cui il tuo personaggio è a fuoco completamente. Il primo giorno sul set mi è preso un colpo: Servillo spaccava la virgola in quattro. Come faccio? - mi sono chiesta? Poi, il secondo giorno, è scoppiato l'amore. In quel momento è nata la leggerezza che ancora ci abbraccia.

"Sono d'accordo con Carla" - ha detto una spumeggiante Verónica Echegui in una lingua a metà fra l'italiano e lo spagnolo che suonava molto gradevole e musicale. "Il copione era magnifico non c'era proprio nulla da aggiungere, il che non accade spesso, nemmeno in Spagna. Si capiva subito dove stessero andando i personaggi".
L'attrice ha poi confessato pubblicamente il suo immenso amore per Servillo: "Prima di conoscere Toni, ero innamorata di Gep Gambardella, ora sono innamorata ancora di più, ma di Toni. E' un grande attore e soprattutto una persona con una fortissima umanità. Mi ha incoraggiato tanto, con me è stato molto carino".
Di Lasciati andare la Echegui ha amato soprattutto il messaggio: "Il film ci insegna che nella vita si cambia, per me è una cosa importante. Nessuno cambia mai, la gente si ostina a dire: io sono così… Ma andiamo! Ma muovi il culo e vai! Al giorno d'oggi abbiamo sempre più la tendenza a vivere con l'intelletto, con la mente, senza curarci del corpo e senza tenere conto del fatto che testa e corpo sono collegati".

Distribuito da 01 Distribution, Lasciati andare è prodotto da Cattleya e Rai Cinema, e proprio Carlo Brancaleoni di Rai Cinema ha approfittato dell'incontro stampa del film per fare un annuncio importante: "Domani verrà inaugurata una sala ad Amatrice alla presenza del Ministro Franceschini e del Presidente dell'Anica Rutelli. Il primo film proiettato sarà proprio Lasciati andare".



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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