Lasciami per sempre: l'allegro e caotico circo della famiglia allargata secondo Simona Izzo

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Lasciami per sempre: l'allegro e caotico circo della famiglia allargata secondo Simona Izzo

Come il capitano di una nave che beccheggia pericolosamente ma che alla fine, a forza di braccie dell’equipaggio, riesce miracolosamente a restare a galla. Sembra questo il leit-motiv della conferenza stampa di presentazione di Lasciami per sempre (ex Scoppiati), un incontro condotto con la sua esuberante personalità dalla regista e sceneggiatrice Simona Izzo, che torna al cinema dieci anni dopo Tutte le donne della mia vita, per firmare il suo sesto lungometraggio. Si tratta di una commedia corale girata letteralmente in casa (nella villa in cui vive col compagno Ricky Tognazzi, suo principale “fiancheggiatore”) e con la collaborazione di persone a lei vicine, come i cosceneggiatori Matteo Bondioli e Roberta Colombo e il nipote Tommy Venditti, figlio di Francesco e nipote di Antonello che, a soli 17 anni, esordisce come compositore della canzone dei titoli di testa. Nel film c’è anche un altro musicista, il bravissimo e popolare Max Gazzé, alla sua vera prima prova attoriale.

La storia è quella di una famiglia allargata – 3 sorelle e rispettivi figli ed ex - che si ritrova per una festa il giorno del ventesimo compleanno del figlio di una di loro, una profumiera (il product placement di Acqua dell'Elba è parte integrante della trama), con tutte difficoltà di dire basta, mantenere rapporti civili e andare avanti con la propria vita. Presentando il film, Simona Izzo dice che per quante esperienze si possano avere al cinema e in televisione, l’ultima opera è sempre come un figlio “e ti chiedi come sarà, sei in ansia, ma sembra che i figli delle donne più mature sano più intelligenti, perché hanno più informazioni e può darsi che questo sia il caso. Ho anche sofferto, è un film su cui si sorride ma ha un tessuto drammatico, come è bene che sia il sottotesto di una commedia. Ho deciso di ambientarlo in unità aristotelica, tutto avviene in una giornata in cui tutti hanno le loro aspirazioni e le loro ambizioni. Tutti vogliono andare ai pranzi di famiglia ma si portano dietro il loro carico e pensano che la famiglia sia la causa della propria infelicità.

Certo, la famiglia è un cordone ombelicale che ti può strozzare ma anche un’ancora di salvataggio. La famiglia è quel posto dove ti comporti male ma tutti ti vogliono bene. Oggi si parla neanche più di secondi, ma di terzi matrimoni. Io da 30 anni vivo con Ricky e sono 30 anni di compleanni, a volte disertati. Pensiamo ai figli dei genitori separati che magari vivono quindici giorni con uno e quindici giorni con l’altro e passano i compleanni col padre o con la madre e a volte con nessuno di due” . Mariano Rigillo, grande attore di teatro, cinema e televisione, nel film ha il ruolo del padre, Renato (come il padre di Simona Izzo, ndr): “È un film che non ancora ho visto tutto ma che mi ha fatto un'impressione particolare: tutti i personaggi sono pieni di cicatrici e l'esempio più chiaro è il mio personaggio, che non le porta solo dentro ma anche sui polsi per un tentativo di suicidio, a conclusione di una vita bella e spensierata ma problematica. Il dato positivo del film è che questo allargamento di famiglia si propone come un'accettazione della sofferenza”.

Andrea Bellisario, pugliese al suo secondo film, è il figlio festeggiato: “Simona mi ha detto: “ti ho preso perché si vede che stai male”, infatti mi identificavo un po' col personaggio per la mia vita personale. Io ho studiato al centro sperimentale dove ho più disimparato che imparato e sono grato per questa opportunità che mi ha offerto un’occasione unica di crescere, a contatto con attori così bravi”. Sean, il figlio mezzo canadese del personaggio di Max Gazzé, è Sean Cubito, giovane attore debuttante che ne condivide le origini e racconta come è stato scelto: “Sono arrivato col didgeridoo, che suono, e lei è rimasta sorpresa perché il ruolo richiedeva uno che suonava la chitarra, ma mi ha detto “che bello strumento fallico, è perfetto”, tanto che è diventato anche lui protagonista. Da debuttante ho trovato un cast molto caloroso, da subito una famiglia, soprattutto Simona che mette tanto cuore in quello che fa e ha un animo un po' pazzerello durante le riprese, tanto da prendere delle decisioni anche all'ultimo minuto”.

(Per dare un'idea del metodo Izzo, basti dire che nel ruolo della cugina c’è una non attrice appena diciottenne, che la regiata ha scelto quando l’ha notata nel reparto costumi del film, promuovendola a personaggio della storia). Il padre di Bellisario nel film è un bravo attore pugliese, Vanni Bramati: “È' stata un'esperienza umana prima ancora che professionale, perché quando inizi qualcosa sai da dove parti ma ignori il porto di approdo. Quello che mi ha più stupito è la generosità umana di Simona mentre facevamo il film, al di là del tema che ci riguarda tutti. Riconosciamo tutti che la famiglia ha una importanza fondante ma la definizione stessa di famiglia allargata è come una coperta troppo corta. Ognuno ha delle ferite, dei non detti, ed è costretto anche a subire qualcosa nelle relazioni affettive”. Barbora Bobulova, alla sua prima volta con Izzo (che dice ci averla amata come una figlia) è la profumiera Viola: “Un po' mi sono ritrovata come Alice nel paese delle meraviglie, dato che provengo da una cultura coi sentimenti più trattenuti, dove se uno alzava un po’ la voce si scusava subito dopo e ritrovarmi in questo circo mi è sembrata una cosa che non mi apparteneva, adesso sto praticando e vivendo in prima persona il concetto di famiglia allargata. Sono la pecora nera, la trasgressiva della famiglia”.

Valentina Cervi è la sorella lesbica, la più ribelle: “Leggendo la storia sono stata colpita da un'onda di felicità, non capivo il perché, poi ho capito facendolo. Mio padre ha avuto 4 figli con 4 donne diverse, io vengo da una famiglia molto allargata, piena di non detti, dove si sorrideva e si cercava di stare insieme. Nel film ognuno ha la possibilità di dire come sta e come vive certe cose e mi ha dato una sensazione liberatoria vedere tutti i personaggi con questa personalità. È un film nato in maniera sgangherata, con pochi soldi, tre settimane di riprese, una sensazione di precarietà che il film aveva produttivamente e Simona era il capitano che ci incoraggiava, e nonostante questa insicurezza ci faceva ripetere le scene anche 50 volte se non andavano bene. Questa follia, questa irriverenza il film la respira e ne dà una dimensione molto bella che avevo intuito quando ho letto il copione”.

La terza sorella, quella bipolare, è Veruska Rossi, attrice teatrale: “Mi sono divertta tantissimo, grazie a Simona che è un grande contenitore di emozioni, di amore, di cultura e di follia, grazie al cast e al partner, soprattutto Maurizio, è stato bellissimo lavorare con lui. Il mio è un personaggio fragile che ha paura dell'abbandono e dell'età, e la combatte con modi e vestiti colorati. E' venuto fuori un piccolo concerto, con stonature date dai personaggi che lo rendono unico”. Maurizio Casagrande è uno degli ex mariti: “Sono massacrato da una ex moglie che ancora forse desidero. Mi sono divertito tantissimo e ho apprezzato – Simona è genialmente folle – il fatto di scoprire che la scena non è più come pensavi, con cambiamenti anche radicali. Una cosa che all’inizio ti spaventa, ma in questo disegno che a volte ti sfugge lei ha le idee molto chiare e se ti lasci andare all'onda hai il piacere di conoscere un altro modo di fare, di sperimentare nuovi momenti emotivi. Simona mi ha dato l'occasione dopo più di 30 anni di conoscere un altro modo interessantissimo di lavorare”.

Il ruolo del sensibile Nikos è stato scritto proprio per Max Gazzé, che ha contribuito alla colonna sonora del film con una bella canzone e racconta: “Non ho esperienza come attore e mi sono totalmente affidato a Simona. È un personaggio molto delicato, l'alter ego di quello di Barbora. Non era facile, se non ci fosse stata la sensibilità femminile a suggerirmi come dire certe battute non so se sarei riuscito. Mi è piaciuto ancor di più affidarmi totalmente, addirittura per il tono della voce. Al di là della scrittura e delle battute il tono è fondamentale, io dico che Simona ha l'orecchio di un musicista. Alla fine avrei fatto molto volentieri le musiche di tutto il film ma il tempo era poco perché è coinciso col mio tour mondiale. L’uomo ha la necessità di imitare la natura e lo fa con la musica, Simona riesce a captare la sensibilità di questo canto, quindi non so se sono riuscito come attore ma sicuramente ero a mio agio. Oltre che interpretare questo ruolo bello è stata un'esperienza straordinaria, proprio perché ho seguito lo spartito che mi ha suggerito Simona”.

 Da giovedì 20 aprile Lasciami per sempre aspetta nei cinema di tutta Italia tutte le famiglie, allargate e non, distribuito da Notorius in 157 copie.


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