Interviste Cinema

Ladri di Cadaveri - intervista al regista John Landis

John Landis, 60 anni compiuti l’anno scorso, è ancora oggi uno dei registi più amati. E' un piacere dunque, nonostante le ottime cose che ha diretto per il piccolo schermo, ritrovarlo in sala con Ladri di cadaveri - Burke & Hare, un film che sicuramente si è divertito molto a realizzare.

Ladri di Cadaveri - intervista al regista John Landis

Ladri di Cadaveri - intervista al regista John Landis


John Landis, 60 anni compiuti l'anno scorso, è ancora oggi uno dei registi più amati. Non solo da chi negli anni Ottanta ha visto e adorato al cinema le sue commedie sovversive e le sue contaminazioni di generi, ma anche da chi 10 o 20 anni ha scoperto i suoi film in homevideo. La sua ultima pellicola per il cinema, Delitto imperfetto, è uscita nel lontano 1998. Da allora, Landis si è dedicato a tempo pieno alla televisione ("ne ho sempre fatta moltissima, come Hitchcock. Oggi in America i network producono dei programmi bellissimi, specialmente via cavo. Le cose più intelligenti adesso non sono al cinema ma in televisione. E uno va dove trova delle opportunità"). E' un piacere dunque, nonostante le ottime cose che ha diretto per il piccolo schermo, ritrovarlo in sala con Ladri di cadaveri - Burke & Hare, un film che sicuramente si è divertito molto a realizzare. Gli abbiamo chiesto come è stato coinvolto nel progetto, finanziato interamente con capitali britannici, dalla storica casa di produzione inglese Ealing, cui si devono commedie brillanti (spesso con risvolti dark) come Sangue Blu, La signora omicidi, L'incredibile avventura di Mr. Holland.
"Conosci Gurinder Chada? E' una regista inglese di cui sono amico. Mi trovavo a Londra, dove lei ha un ufficio agli Ealing Studios. Sono andato a pranzo con lei e volevo vedere il suo ufficio perché la Ealing era l'unico studio londinese in cui non ero ancora stato, e ha una storia importante. Quindi sono andato e lei mi ha presentato Barnaby Thompson che è l’attuale capo dello Studio, e che mi ha chiesto cosa facessi. Gli ho risposto che stavo facendo un documentario ma non avevo progetti cinematografici, e lui mi ha dato la sceneggiatura. L'ho letta, e conoscendo benissimo la storia di Burke & Hare l'idea di fare un film... innanzitutto un film che è per la maggior parte vero, autentico all'80%...L'ironia del film è che ho scoperto che è il quindicesimo sulla storia di Burke e Hare, o ispirato a loro, ed è di gran lunga il più accurato. Tutti gli altri sono film dell'orrore. E l'idea di prendere questi uomini terribili e farli diventare protagonisti romantici e affascinanti è così perversa che mi è piaciuta".
Nel film, infatti, entrambi i venali assassini che nella Edimburgo della prima metà dell'Ottocento decisero di vendere i cadaveri da loro stessi resi tali, ai chirurghi che avevano necessità di sezionarli per i loro studi medici, sono innamorati: Hare (Andy Serkis) di una donna senza scrupoli come lui, e Burke (Simon Pegg) di una giovane aspirante attrice, di cui decide di diventare impresario. "Ecco, quella parte è totalmente inventata. Tutta la parte con Isla Fisher che vuol fare Macbeth non è vera, anche lui uccideva per soldi, è solo frutto di immaginazione, come si vede sui titoli del film dove diciamo "Questa è una storia vera. Tranne che per le parti inventate".
Landis è un vero appassionato della storia dei due procacciatori di cadaveri e dell’epoca in cui sono vissuti, e ci racconta che nella realtà Hare tradì davvero l'amico e complice per salvarsi la pelle. "La storia reale è che William Hare e la sua compagna Lucky testimoniarono contro Burke. Fecero un accordo col procuratore e raccontarono tutto. La fecero franca, e la cosa interessante è che nessuno sa cosa ne sia stato di loro. Nella vita reale il dottor Knox non andò in America come vediamo nel film, ma rimase in Inghilterra e se la cavò piuttosto bene. Tutti la fecero franca, tranne Burke che venne impiccato. Quello che volevo far vedere e che è straordinario, è che quando lo impiccarono, Edimburgo aveva circa 180.000 abitanti e oltre 50.000 persone vennero alla sua impiccagione. Fu un grande evento. Burke fu condannato dal giudice alla pubblica esecuzione, a essere sezionato in pubblico dopo la morte e ad essere esposto al pubblico per sempre. E lo scheletro di William Burke che vediamo nel film, alla fine, è proprio quello vero, e sta ancora lì in mostra. Come dicevo, il finale sul dottor Knox è finto, ma nella vita reale l'assistente del dottor Knox era davvero Charles Darwin, quando era studente".
Landis ci dice quanto gli sia piaciuto lavorare con questi straordinari attori inglesi, anche se "la cosa interessante del film è che l’ambientazione è scozzese, dunque hanno tutti un accento molto particolare, ma Burke e Hare erano irlandesi, e quindi c'è questo lavoro sugli accenti, che ahimé per voi che lo vedrete in italiano scomparirà del tutto".
La gioia principale che gli ha dato questo film, oltre al lavoro con gli attori, è stata la ricostruzione dell’ambiente: "è stato divertente e difficile al tempo stesso ricreare quel mondo, perché il ghetto di Westport, l'area di Edimburgo dove si svolge la maggior parte della storia, non esiste più, e Edimburgo è un posto molto particolare, non assomiglia a Londra e a nessun altro luogo. Il 1828 è epoca georgiana, proprio Regency in realtà, non è vittoriana. Non avevo mai capito perché tutti gli altri film su Burke e Hare fossero ambientati in epoca vittoriana, ma adesso lo so: perché è molto più facile girarli sullo sfondo dell’epoca vittoriana, di cui è rimasto molto. Questa parte è stata difficile, ma per fortuna ho avuto uno scenografo geniale, Simon Elliott, mia moglie Deborah Nadoolman che è una bravissima costumista, e un operatore meraviglioso come John Mathieson che l'hanno reso... ci siamo dati moltissimo da fare, ma il film è molto accurato, storicamente accurato". E c'è qualcosa che ricorda in particolare di tutta l'esperienza? "La pioggia e la neve. E' tutto vero, abbiamo girato il film esattamente un anno fa, con un freddo terribile, in uno degli inverni peggiori che avessero mai avuto in Inghilterra. E quando vedi il vapore quando gli attori respirano, beh, è tutto vero".

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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