Interviste Cinema

La vita è una cosa meravigliosa: le nostre interviste

I fratelli Vanzina, dopo i film estivi, ritornano con una commedia dichiaratamente ottimista che esordisce cercando terreno fertile al botteghino nelle festività pasquali. E come spesso succede, anche la storia di La vita è una cosa meravigliosa si adagia sui vizi degli italiani e sulle attuali tematiche che affliggono il nostro paese.

La vita è una cosa meravigliosa: le nostre interviste

La vita è una cosa meravigliosa: le nostre interviste

"Per raccontare un'Italia in cui tutti sono cattivi, basta spostare lo sguardo. Nella nostra storia ci sono personaggi che sfiorano la cattiveria e che si redimono. In un momento così brutto e difficile abbiamo voluto fare un film ottimista" recitano in coro i fratelli Vanzina sul loro ultimo film La vita è una cosa meravigliosa. E coralmente recitano anche i loro attori Gigi Proietti, Nancy Brilli, Vincenzo Salemme, Enrico Brignano e Luisa Ranieri in episodi che si sfiorano in uno scenario ricco di intercettazioni telefoniche.

Lo spunto è arrivato agli autori dopo la visione del film tedesco premio Oscar Le vite degli altri, ma ogni paragone sarebbe fuori luogo. Lo spunto resta uno spunto. "È un film che abbiamo scritto per noi stessi. Ci piaceva l’idea di toccare argomenti d’'attualità e abbiamo pensato a questi attori. Credo sia uno dei migliori film che abbiamo fatto" afferma Carlo che ha diretto il film. La sceneggiatura è come sempre firmata da Carlo insieme al fratello Enrico. Quest’ultimo anticipa la critica, mai veramente clemente con i loro film, facendo un appello. "Vorrei che non si dicesse che è un film volgare, che non facciamo più i film di Natale dal 2000, perché qualcuno ancora lo pensa, e vorrei che si riconoscesse che gli attori hanno recitato in maniera sublime". Ma soprattutto, per favore, "non chiamatelo cinecolomba o cineuovo". La vita è una cosa meravigliosa esce la prossima settimana a ridosso del weekend pasquale. Un nuovo esperimento tentato Medusa che distribuisce il film in 400 sale, dopo due estati a colpi di "cinecocomero" con Un’estate al mare e Un’estate ai Caraibi.

In conferenza stampa vengono inevitabilmente citati i maestri della commedia all’italiana come fonti di ispirazione inesauribile (i Vanzina masticano cinema dalla nascita essendo i figli di Steno) e Mario Monicelli che è stato assistito sul set da Carlo in, tra gli altri, Brancaleone alle Crociate. "Monicelli ha sempre fatto la vera commedia italiana dove i personaggi si ricordano con un certo affetto perché ci rappresenta tutti”, a parlare è di nuovo Carlo, “Sordi ne La grande guerra, Gassman ne Il sorpasso sono personaggi con risvolti negativi e lo spettatore li capisce in pieno”. Citato Monicelli, una giornalista coglie la palla al balzo e ricorda che la sera prima il regista 95enne diceva nella trasmissione Raiperunanotte, allestita da Michele Santoro al di fuori delle mura censurate della RAI, che in Italia è ora di fare una rivoluzione perché il paese si è asservito al padrone di turno fin dal giorno dell'unità. Enrico commenta così: “Monicelli appartiene ad una generazione che non dice volgarità parlando, che non vede le donne come una merce di scambio. Cose che la società di oggi asseconda. Da questo punto di vista ha ragione lui”. Gigi Proietti aggiunge con il suo impagabile aplomb un secco “e facciamola sta rivoluzione”. Enrico Brignano stempera diversamente dicendo “Io so’ romano. Se dovemo fa’ la rivoluzione me dovete di’ a che ora e ‘ndove”.

Proietti torna al film parlando del suo personaggio, un chirurgo. “Un italiano tipico del mondo della sanità, vive un quotidiano fatto di scambio di favori ma che mantiene un’onestà di fondo e che alla fine sceglie di cambiare vita ed è disponibile a farlo nonostante la sua età”. E le intercettazioni che capeggiano quotidianamente sulle pagine dei giornali scatenando polemiche infinite? “Il cinema arriva sempre un’ora prima della realtà” dice Carlo Vanzina. Il film è stato scritto un anno fa, anche se già allora le intercettazioni era un argomento attuale. “Una battuta trascritta prende un senso diverso rispetto a come è stata detta” continua. “Le telefonate trascritte peggiorano la situazione, questo a difesa di chi non vuole che s’intercetti, ma senza non si scoprirebbero tanti reati. I giornali però amplificano troppo, penso che la pubblicazione resti discutibile”.



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