Interviste Cinema

La verità sta in cielo: ne parlano cast e regista del film sul caso di Emanuela Orlandi

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Roberto Faenza ha costruito una narrazione basata solo su documenti provati.

La verità sta in cielo: ne parlano cast e regista del film sul caso di Emanuela Orlandi

Il cinema d'inchiesta ritorna grazie a Roberto Faenza. Scartabellando atti processuali, recuperando testimonianze recenti e incrociando fatti comprovati, il regista narra la storia del rapimento di Emanuela Orlandi, la quindicenne che il 22 giugno del 1983 venne fatta salire a bordo di una BMW scura e non fece mai più ritorno a casa. È un progetto "nato cinque anni fa e inizialmente avevo pensato a una serie in molte puntante, perché ci sono tanti personaggi che andrebbero seguiti nel loro percorso criminoso", spiega Faenza insieme ai suoi attori durante l’incontro con la stampa per presentare La verità sta in cielo. "Spero che il film trasmetta emozioni, il cui obiettivo è quello di dare supporto alla famiglia Orlandi che ha bisogno e diritto di avere una risposta su cosa sia successo a Emanuela". "Io penso un certo tipo di cinema abbia questa potenzialità” continua il regista, “quel cinema che ha il coraggio di fare nomi e cognomi. Il mio film è l’opposto di Romanzo criminale. La banda della Magliana non è mai esistita, era una batteria di criminali poveri a cui i media hanno dato un eccessivo risalto".

Greta Scarano
(interpreta Sabrina Minardi, compagna di Renato De Pedis all’epoca dei fatti)

"I video dell’intervista alla Minardi, girati da Raffaella Notariale, sono stati un vangelo per la mia interpretazione. Questa donna ha avuto un ruolo chiave per due motivi. Ha rilasciato una serie di dichiarazioni in momento storico in cui sulla vicenda c’era un silenzio imbarazzante, grazie ovviamente all’inchiesta di Raffaella Notariale. Poi è un personaggio chiave nella vita criminale di De Pedis, l’ha assecondato nella sua ascesa al potere. La Minardi ha avuto una vita assurda, è un personaggio controverso che da qualche anno cerca di redimersi."

Riccardo Scamarcio
(interpreta Renato De Pedis, criminale e autore del rapimento)

"De Pedis era uno stratega che aveva peculiarità e caratteristiche, con un rigore particolare per gestire questa serie di rapporti che intratteneva con uomini d’affari, politici, giornalisti, prelati e servizi segreti, come il film conferma. Un aspetto importante che in questo paese è sempre sottovalutato è che alla fine si riescono a trovare gli esecutori, ma i mandanti mai. De Pedis era riuscito a intrattenere rapporti con uomini che facevano parte delle istituzioni ed era stato avvicinato da altri soggetti che portavano avanti un progetto molto più grande. Sarei felice se di tutte le inchieste parlamentari fatte, si ammettesse che in Italia operava una società eversiva."

Valentina Lodovini
(interpreta la giornalista Raffaella Notariale

"Nel film rappresento l’Italia che non si arrende, l’Italia che vuole sapere, probabilmente quella che potrebbe far cambiare le cose. Dobbiamo essere molto grati ai giornalisti che indagano e che fanno bene il loro mestiere. Mi piace in quanto attrice poter dare voce a questa parte. Il nostro paese ha una quantità di avvenimenti per cui persone ci hanno rimesso la vita. Io sono una donna che agisce e si impegna concretamente, si schiera, sono una cittadina indignata. Conosco la nostra memoria storica, provo a coltivarla e nel momento in cui sento che qualcosa viene raccontato sento che è una cosa preziosa."

Maya Sansa
(interpreta la giornalista italiana che lavora per una TV inglese, personaggio immaginario)

"Mi auguro che la famiglia possa avere un giorno la verità. Forse ci sono ancora informazioni alle quali non ci permettono di accedere. Era importante fare un film tutti insieme che potesse riportare l’attenzione sul caso. Non avevo un’idea nitida di questa faccenda e il film mi ha aperto una via per capire, ma a tutt’oggi mi sento molto confusa, non c’è chiarezza e questo è molto frustrante. Ho incontrato Pietro, il fratello di Emanuela, ed è stata una cosa che mi ha preso allo stomaco. Come fai a sopravvivere a qualcosa del genere?"

Shel Shapiro
(interpreta il caporedattore di una TV inglese, personaggio immaginario)

"Il mio ruolo è uno dei pochi non veri della storia. Però è un caporedattore con l’etica del 2016 che percepisce l’assoluta pericolosità dell’indagine. Come si può parlare di una ragazzina di 15 anni mettendo insieme Vaticano, Calvi, Sindona, la banda della Magliana, soldi, malaffare, pedofilia… Anche voi giornalisti che fate questo mestiere di comunicare al pubblico avete un obbligo di responsabilità, di raccontare quello che succede in Italia che fino ad oggi non e stato raccontato, ci sono troppe storie balorde senza risposta."

Nonostante i personaggi di Sansa e Shapiro siano inventati e abbiano la funzione di portare avanti la cronologia dell’indagine svolta in gran parte da Raffaella Notariale, Faenza li ha basati sui giornalisti stranieri che negli anni hanno fatto le loro inchieste sul caso. "Tutti diranno che il film è un attacco al Vaticano, ma non è così" precisa il regista, "mi aspetto una risposta da parte loro, certo, spero che si smuovano le coscienze di chi ha archiviato la vicenda". E sarebbe nettamente peggio se qualcuno non avesse nulla da dichiarare, dice Faenza, "perché se venisse fuori che il Vaticano non ha nessun dossier secretato questo vorrebbe dire aver dato ai giudici italiani una responsabilità che invece era tua. Scompare una cittadina vaticana e tu non fai niente?".

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