Interviste Cinema

"La Resistenza dimostra che le cose possono cambiare": Paolo Taviani alla Festa di Roma con Una questione privata

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Adattamento del romanzo di Beppe Fenoglio con Luca Marinelli.

"La Resistenza dimostra che le cose possono cambiare": Paolo Taviani alla Festa di Roma con Una questione privata

“Non avrei mai pensato di dirigere un film senza mio fratello Vittorio”. Sono parole pronunciate da Paolo Taviani in occasione di un incontro con la stampa per la presentazione alla Festa di Roma di Una questione privataadattamento dal romanzo di Beppe Fenoglio. La coppia del cinema italiano per una volta ha lavorato a distanza, per un problema di salute di Vittorio, pur “continuando a litigare al telefono proprio come facevamo sul set”, come ha tenuto a precisare Paolo. 

La storia ci porta in montagna insieme ai giovani resistenti che combatterono contro i fascisti per liberare l’Italia, sulle orme di un giovane in cerca di chiarezza sull'amore, mentre intorno a lui la guerra di resistenza è in pieno svolgimento. Un’epoca che Taviani ha ricordato rievocando, emozionato, ricordi personali.

"Abbiamo scoperto il fascismo tardi, anche se nostro padre faceva parte negli ultimi anni del CLN, il Comitato di liberazione nazionale. Ero un balilla, con tanto di medaglia d’argento in cambio di 5 lire. Pensavamo che Mussolini fosse un Dio, ci avevano insegnato che voleva il nostro bene, aveva una voce potente. Fremevo anche io, come tutti, ascoltando i suoi discorsi alla radio, mentre eravamo a scuola. Mio padre no, stava in casa e non partecipava mai agli incontri pubblici. Ci diceva che era per la sua professione di avvocato, ma crescendo abbiamo scoperto la verità. Quando le cose precipitarono lui sparì e ricordo che una volta nostra madre mandò me e Vittorio a portargli da mangiare, mentre era rifugiato nella chiesa di un parroco antifascista. Tornammo a casa insieme e ci raccontò cosa era stato il fascismo e come l’avesse perseguitato.”

Visibilmente “incazzato” per le derive squallide degli ultimi tempi riguardanti Anna Frank, e non solo - dietro ci sono tanti genitori e la scuola che non hanno insegnato niente -, Paolo Taviani ha rivendicato l’importanza della storia per imparare dagli errori compiuti. “Abbiamo vissuto da ragazzi in un’epoca in cui la realtà sembrava fosse quella fascista e il male rovesciarsi nel bene, con il popolo che prese in mano il proprio destino. Sento in me una forza speciale data dall’aver visto che si possono cambiare le cose: lo abbiamo visto con i nostri occhi. Pensare di realizzare questo film è stato per noi come tornare a casa. Fenoglio negli ultimi anni sentiva il bisogno di non arenarsi, di non passare alla storia (solo) come cantore dell’epica della Resistenza. Lo scrisse in una lettera al suo editore apparsa dopo la morte: “voglio scrivere una storia privata”, aveva aggiunto. Da lì è stato preso il titolo, quando poi il libro è stato trovato dopo la sua morte e pubblicato. Ci ha molto suggestionato vedere un altro aspetto della mitologia resistenziale, la psicologia dei giovani travolti da quegli eventi.”

Paolo e Vittorio hanno scritto insieme il film, come si diceva, pur finendo divisi per una volta dagli acciacchi dell’età. La lavorazione è stata piacevole e partecipata, questo lo ricordano anche gli attori oltre al regista, che dice di essersi sentito “molto protetto, c’era un clima di solidarietà, forse pensavano di dovermi confortare perché ero solo. Insieme però alle centinaia di vacche in transumanza che hanno riempito di escrementi la valle in cui giravamo, a 2000 metri, costringendoci a tre giorni di pausa.”

I tre giovani attori hanno per lo più ascoltato, ammirati e pieni di rispetto, le parole di Paolo Taviani, che ha ricordato una frase di Pirandello, “le storie sono come sacchi vuoti, stanno in piedi solo se li riempiamo con le emozioni”. “Noi ne abbiamo riempiti parecchi”, ha poi concluso, ricordando decenni di carriera e il connubio artistico con il fratello Vittorio.

Luca Marinelli si è detto sorpresa da alcune svolte del film, “mi aspettavo una tradizionale storia di guerra con i partigiani in alta quota, mentre viene fuori il lato umano di tutti noi e lavorare con loro è stato veramente bello, umanamente come professionalmente. Per me è stato motivo di crescita, mi ha avvicinato a un nuovo approccio al lavoro di attore. Sentir dire che la Resistenza dimostra che le cose di possono cambiare mi tocca molto, vedo nei giovani, nella gente, dei valori e molta forza. L’importante è non farsi addormentare, oggi la Resistenza è questo”.

Una questione privata, che vede nel cast anche Lorenzo Richelmy e Valentina Bellè, uscirà nelle sale il 1 novembre distribuito da 01 Distribution.




  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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