Interviste Cinema

La migliore offerta: Tornatore ci racconta il suo nuovo film - prime immagini

Una vecchia idea a cui ho dato fiducia, La migliore offerta raccontata dal regista Giuseppe Tornatore.



Luci spente in sala per Giuseppe Tornatore. Non il nuovo film, pronto per essere montato, ma tre minuti backstage in cui si intravedono i personaggi e i luoghi, e qualcosa, nulla più, del mondo delle aste.
Nell'auditorium dell'Ara Pacis a Roma il regista italiano premio Oscar racconta La migliore offerta, senza poter/voler svelare troppo: "Certo, c'è un legame, un riferimento al mondo delle aste, ma non è quello il fulcro della storia, piuttosto il suo background, perché in verità si tratta di una storia d'amore. Potremmo dire che il titolo ha valenza allegorica, in amore non sai mai qual è l'offerta migliore, se la più alta o la più bassa".
La prima certezza del film, girato in lingua inglese e non ancora finito, è la sua data di uscita, il 4 gennaio. Poi si prova con le domande. Ma l'atmosfera ricorda altri tuoi film? Perché non è una storia italiana con attori italiani? Quanto è bravo Geoffrey Rush (questa è un'affermazione) e come sei arrivato a lui?
Giuseppe Tornatore lo racconta come un film senza connotazioni biografiche, eppure personale nella misura in cui segna una svolta nelle sue consuetudini: "Non è Baarìa, il film che hai voluto fare per tutta la vita, non è una folgorazione, come Una pura formalità, è semplicemente il frutto di un'idea, una vecchia idea accontonata, come altre, per lungo tempo, che poi ha trovato il suo sbocco e si è solidificata".
Il tema musicale de La sconosciuta, sottofondo per i pochi minuti di backstage, non deve trarci in inganno perché "sì, c'è una tessitura narrativa misteriosa, un po' thriller, ma non ci sono investigatori, morti o assassini".

Il protagonista Geoffrey Rush è un battitore d'aste "un uomo che subisce una trasformazione, all'inizio ha una personalità e alla fine ne ha una completamente diversa". Grazie all'amore - chiedono? "Può essere" - risponde Tornatore, che è proprio contento di aver lavorato con Geoffrey, entusiasta e ancora sorpreso del metodo di questo attore gentile, maniacale, quasi ossessivo nel lavoro, eppure dotato di una leggerezza e una versatiltà unica. Ha accettato quasi subito la parte, confessando al regista: "E' stata mia moglie a dirmi di fare questo film".
La migliore offerta secondo Tornatore non aveva senso girarlo in Italia, con attori italiani, perché ha nella sua idea iniziale un respiro internazionale e mitteleuropeo. Vienna, Trieste, Bolzano, Praga e Roma fanno da scenario, ma nessuna, tranne Praga, è identificabile. Mentre il resto del cast è composto da Donald Sutherland, Jim Sturgess (un giovane con una straordinaria capacità di restaurare e aggiustare le cose) e Sylvia Hoeks (una cliente): "Lei, il personaggio femminile, è stato il più difficile da trovare".

Sulla trama non si può dire altro, sull'idea invece il regista siciliano si sbilancia e dice divertito: "Ho ricevuto per molti anni il catalogo di una case d'aste, e sono stato attratto, quasi sedotto, dalle accurate descrizioni delle opere in vendita. Queste letture hanno giocato un ruolo nella scelta dell'argomento".
Prodotto da Paco Cinematografica in associazione con Warner Bros.Italia, La migliore offerta arriva dopo il personalissimo Baarìa e "forse è vero, si sente una minor pressione, un piacevole senso di leggerezza durante la lavorazione, che proprio Geoffrey mi ha trasmesso". E sempre con Geoffrey Rush termina la conferenza stampa, l'attore (sullo schermo) chiude il breve montaggio a nostra disposizione, applaudito dalla troupe e abbracciato dal regista a fine riprese.

Ecco le primissime immagini ufficiali del film:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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