La mia prima volta con Servillo e Reno: Carrisi presenta La Ragazza nella nebbia

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La mia prima volta con Servillo e Reno: Carrisi presenta La Ragazza nella nebbia

In un immaginario paesino di montagna di nome Avechot una ragazzina dai capelli rossi di nome Anna Lou scompare mentre si allontana da casa per andare a un incontro religioso. Non ha né un fidanzato che i genitori le osteggiano, né un istinto ribelle che la spingerebbe a una fuga. E allora? Allora qualcuno l’ha rapita e c’è solo un uomo che può ritrovarla: l’Agente Speciale Vogel, un investigatore nato dalla fantasia di Donato Carrisi e inventato per "La ragazza nella nebbia". Pubblicato nel 2015, il libro è diventato subito un best-seller e che venisse trasformato in un film era inevitabile, anche perché esiste un attore la cui eleganza e imperscrutabilità si adattavano perfettamente al personaggio. Pariamo di Toni Servillo, che Carrisi regista ha chiamato insieme Michela Cescon, Galatea Ranzi, Lorenzo Richelmy, Alessio Boni e a Jean Reno, che durante la conferenza stampa di presentazione del film ha preferito l'italiano al francese, parlando innanzitutto del lavoro insieme all’attore "feticcio" di Paolo Sorrentino: "Trascorrere una settimana con Toni è stato un regalo" - ha detto. "Toni è un grande attore, ma è soprattutto un grande uomo".

Sul set de La ragazza nella nebbia Reno non ha pensato nemmeno per un istante a Donato Carrisi scrittore. Per lui esisteva soltanto il filmmaker: "Io ho pensato al film, il film è un’altra cosa rispetto a un libro, sono due mondi totalmente differenti. Ho lavorato solo con il regista, punto, that’s it. Un autore è sempre solo nella sua casa, può immaginare di metterci 1000 elefanti, ma resta comunque solo, un regista invece lavora con un team. Donato, però, è unico".

La ragazza nella nebbia non sembra un’opera prima, forse perché Carrisi il cinema lo ha sempre un po’ masticato, come lui stesso ha spiegato: "Sono arrivato a Roma nel ‘99 per fare lo sceneggiatore, avevo 26 anni e mi hanno subito sbattuto sul set, pensavano che fossi il ragazzo che prendeva le pizze e portava i caffè. Poi hanno preso una sedia e mi hanno messo accanto al regista, cosa insolita, perché normalmente lo sceneggiatore non viene mai affiancato al regista mentre si gira. Ho frequentato parecchio i set e la mia scrittura ne ha beneficiato. Io scrivo per immagini, è come se mi servissi della macchina da presa invece che della penna. Un giovane lettore una volta mi ha detto: I tuoi libri sono in 3D. E’ stato il complimento più bello che abbia mai ricevuto. Per tutte queste ragioni il passaggio alla regia è stato quasi obbligato, però mi tengo stretta questa parola, 'esordiente', perché le prime volte sono bellissime, e io ho avuto il privilegio di perdere la verginità con Servillo, Boni e Reno".

Se ne La ragazza nella nebbia Jean Reno è uno pischiatra di nome Flores, il professor Loris Martini, che Vogel ritiene essere il rapitore e l’assassino di Anna Lou, è interpretato da Alessio Boni, che non aveva mai aperto un libro di Carrisi: "Non conoscevo Donato se non per interposta persona, ero vergine anche io, non ero riuscito a leggere 'Il suggeritore'. La sceneggiatura de La ragazza nella nebbia mi ha colpito immediatamente per l’intelligenza con cui va a scandagliare il male, che può essere un seme racchiuso dentro a ciascuno di noi. Non parlo del male che nasce a Scampia e che è la risultante di una vita disgraziata e di un milieu di delinquenza. No, intendo un male che potrebbe tranquillamente germogliare dentro ognuno di noi attori, avvocati, giornalisti. Finché siamo soddisfatti del nostro lavoro, tutto tace, 'quella roba là' è sedata, ma potrebbe esplodere da un momento all’altro se solo qualcosa andasse storto".

Altro personaggio importante del film è la giornalista Stella Honer, che cerca di trasformare la scomparsa della ragazzina dai capelli rossi di Avechot in un evento mediatico. Il ruolo è stato affidato a Galatea Ranzi, che in Donato Carrisi ha trovato un’ottima guida: "Il personaggio di Stella mi è piaciuto subito e l’incontro con Carrisi mi ha molto entusiasmato. Con La ragazza nella nebbia mi è successa cosa che non mi era mai accaduta prima nonostante i tanti film fatti. Grazie alle parole spese da Donato per raccontarmi il personaggio, sono riuscita a immaginare in pochissimi minuti tutto il suo passato".

Nel film e ancor più nel romanzo, viene descritto, se non denunciato, il nefasto operato dei media, che spettacolarizzano il male, alterando la verità e scatenando una forma perversa di turismo. E' un tema questo che sta particolarmente a cuore a Donato Carrisi: "C’è una cosa che nessuno dice: il crimine è un business. Io mi sono ritrovato a commentare un fatto di cronaca per un quotidiano, sono andato in un paesino di provincia dov’era stata uccisa una ragazzina. Ricordo che c’era una pizzeria che stava fallendo, poi sono arrivati i giornalisti, che dovevano sfamarsi e, nel giro di poco, quella pizzeria, come anche gli alberghi del luogo, hanno beneficiato di quell’andirivieni, poi c’è stata l’invasione dei turisti dell’orrore, e allora e mi sono detto: non è che c’è una ricaduta economica quando si verifica un fatto di sangue? Un crimine vero costa meno di una fiction ma, se ci pensate, produce più di una fiction".



Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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