Schede di riferimento
Interviste Cinema

“La mia carriera fra il teatro dell'assurdo e quei secondi ruoli che amo”: Bill Pullman si racconta a Locarno 2016

120

Da David Lynch a Independence Day un viaggio nella sua carriera d’attore.

“La mia carriera fra il teatro dell'assurdo e quei secondi ruoli che amo”: Bill Pullman si racconta a Locarno 2016

Bill Pullman si presenta all’incontro con il popolo del Festival di Locarno col sorriso un po’ guascone, la barba sale e pepe – “perché sto girando un western, non voglio somigliare a Hemingway”- e una voglia sincera di rievocare ricordi e aneddoti sulla sua carriera; quella di un attore ricordato per i suoi ruoli comici, come quello mitico in Balle spaziali, o per l’eroico presidente degli Stati Uniti in Independence Day. Un film che uscì in Italia nel settembre 1996, mentre arriverà nelle sale l’8 settembre, a distanza di vent’anni esatti, il sequel, Independence Day: Rigenerazione, in cui torna a indossare i panni di Thomas J. Whitmore in un mondo molto cambiato.

Parlando di quell’esperienza, Pullman rievoca un blockbuster diverso da quelli in voga oggi a Hollywood. “Era un film corale, ogni attore aveva un ruolo di uguale spessore, anche Will Smith all’epoca non era una star. Mi dispiace vedere oggi tutti questi film che veicolano il protagonista, da cui dipende e intorno a quale è costruito tutto. Non mi sento a mio agio in un progetto del genere, corrompe la mia idea di quello che deve essere un film. All’epoca fu un azzardo Independence Day, un film corale di un tedesco che raccontava cosa volesse dire essere americano. Oltretutto con un presidente riluttante a usare il suo potere senza pensarci troppo, mentre nei blockbuster di questi anni avrebbe usato subito le armi nucleari.”

Sesto di sette figli, Pullman ha ricordato la situazione famigliare con la consueta ironia: “arrivati a me i miei genitori erano esausti dallo star dietro ai miei fratelli maggiori, sono stato benedetto a essere più piccolo. Non controllavano troppo quello che facevo, poi di mio c’ho messo uno spirito ribelle che mi ha spinto a rifiutare la realtà accademica, con un padre medico. Pensavo si infuriasse quando mi iscrissi a un college per diventare carpentiere, invece la trovò una scelta molto adatta. Nel frattempo feci la prima pièce a teatro, un lavoro di Ionesco, il teatro dell’assurdo fra fine anni ’60 e ’70 non era un primo passo nel mestiere d’attore molto convenzionale. Mi ha ispirato a cercare sempre una nuova direzione.”

Dopo aver vissuto con la compagna nel Montana rurale, vivendo in pieno lo spirito anticonformista degli anni ’70, si è avvicinato a quel mondo accademico fino a quel momento rifiutato, insegnando teatro, poi per molti anni ha lavorato come regista, oltre che attore: “volevo imparare, anche se il cuore di quello che volevo fare era la recitazione. Quando mi chiedono quale consiglio posso dare ai giovani rispondo sempre che nei momenti decisivi della mia vita non ho mai ascoltato i consigli, altrimenti avrei lasciato perdere. È così difficile in questo mestiere iniziare a lavorare, e proseguire con il mondo intorno a te che ti considera poco, ti scoraggia”.

L’esordio al cinema arriva nel 1986 con Per favore, ammazzatemi mia moglie della ditta Zucker e Abrahams. “Il caos della mia vita ha molto a che fare con i miei capelli: arrivai al provino con dei capelli biondo tinto terribili, con tanto di ricrescita. Era per il ruolo di un ufficiale lituano e pensavo che tutti i lituani fossero biondi. Alla fine mi presero per un ruolo diverso da quello previsto, quello dell’uomo più stupido della terra. Suscitavo grandi risate, ma non nei momenti in cui pensavo. Il ruolo era mio, ma mi dissero che dovevo tenermi i capelli in quel modo”.

Un anno dopo l’esperienza con un’altra commedia, diventata negli anni un culto della parodia, l’esilarante Balle spaziali, con un Mel Brooks che lo andò a veder recitare in un teatro off in una pièce belga. “È uno dei pochi geni che ho incontrato in vita mia. Una grande cultura, aveva una grande moglie, Anne Bancroft, e l’animo di una principessa ebrea. Mi diceva sempre che non capivo quello che volevo perché ero un goy, un non ebreo.”

Non si è mai ritenuto adatto ai ruoli di eroe in una commedia romantica. “In quei film il protagonista mi sembra sempre il personaggio meno interessante, molto meglio lo stupido che fa ridere. In fondo ho spesso interpretato secondi ruoli, quello che non si prende le donne. In Sommersby c’era Richard Gere, per non parlare del prototipo del secondo ruolo, in Insonnia d’amore”.

Dopo aver ricevuto l’Excellence Award, l’attore newyorkese in giornata ha introdotto una proiezione di Strade perdute, sua celebre collaborazione con David Lynch. “È un autore che viene dalle arti visive, disprezza la psicologia, che trova riduttiva, quando la maggior parte di chi lavora nel cinema ha imparato che invece è la modalità con cui parlare del personaggio, delle sue azioni e intenzioni. David soffriva da matti se gli chiedevi le motivazioni; lui percorre luoghi inaccessibili della mente, se usi strumenti empirici stai già perdendo. È questo il bello di lui come autore.”

Rivedendo il film gli è poi venuta in mente la maniacale cura con cui il regista lavorò alla costruzione del buio, della grana del nero in cui spariva il protagonista. “Mi diceva di camminare in una certa direzione, di andare avanti e poi diventava tutto kabuki. Era magico, lavorare con lui ha cambiato molte persone; mi ricordo che Patricia Arquette mi disse che voleva scrivere un romanzo, volevano tutti fare altre cose, porsi delle sfide creative, stimolati dal suo credo di costruire un immaginario creativo con pochi ingredienti, come i pittori che hanno tutti gli stessi colori a disposizione.”

foto © Festival del film Locarno



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming