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La Legge della Notte di Ben Affleck: le nostra intervista esclusiva a Sienna Miller

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Il gangster movie con protagonista lo stesso Affleck arriva nei cinema italiani il 2 marzo.

La Legge della Notte di Ben Affleck: le nostra intervista esclusiva a Sienna Miller

Dimenticate la ragazza-copertina, gli amori contrastati e "scandalosi", il glamour di inizi carriera. A 35 anni Sienna Miller è una donna che appare lontana anni luce da tutto questo. Noi l'abbiamo incontrata a New York dove ha presentato insieme al resto del cast La legge della notte, nuovo film di Ben Affleck in cui interpreta il suo primo amore, Emma Gould. Ecco cosa l'attrice ci ha raccontato del film. E non solo.

Perché ha scelto di calarsi nei panni di una figura così contraddittoria come Emma?
È per questo che amo il mio lavoro, ho la possibilità di immergermi in epoche passate a me sconosciute, di esplorare psicologie e sentimenti che non mi appartengono. Nel caso di Emma ho amato la parte dalla prima lettura del copione, ho capito subito che era una donna danneggiata e vulnerabile, ma capace al tempo stesso di combattere. Mi ispirava anche l'idea di interpretare una ragazza irlandese nella Boston degli anni '20, un periodo molto complesso a livello sociale e civile negli Stati Uniti.

La storia d'amore tra Emma e Joe, il personaggio di Ben Affleck, è a dir poco contrastata.
Penso che lei lo amasse per quanto era capace di amare. Il nostro sentimento amoroso nei confronti di un altro essere umano molto spesso è deciso dal nostro passato, da quello che ci è stato insegnato. Il personaggio di Emma non ha mai conosciuto la madre ed è vissuta con un padre che sfruttava la prostituzione, ciò che ha tratto dalla sua infanzia è un'idea dell'amore come tortura e distruzione. Per lei l'amore è qualcosa che non può prescindere dal suo istinto di sopravvivenza.

Come si è trovata a lavorare con Ben Affleck?
Ben è il regista ideale dal momento che è sempre a contatto con gli attori, sa cosa dobbiamo inventarci per rendere una parte veramente credibile o interessante. Sul set ispira costantemente calma e assoluto relax, farei altri cento film con lui. La prima volta che l'ho incontrato avevo ventuno anni, è stato per uno screen test per Paycheck di John Woo. La parte alla fine andò a Uma Thurman. Già a quel tempo era assolutamente gentile e pronto a supportare i colleghi.

Negli ultimi anni l'abbiamo vista in film importanti ma in ruoli di supporto. È una scelta precisa?
Da quanto ho avuto la mia bambina ho scelto di impegnarmi in periodi limitati di lavoro. La legge della notte mi ha chiesto una settimana di riprese, American Sniper due, Foxcatcher circa due mesi ma non continuati, si è trattato comunque di pochi giorni per volta. Adesso cerco di lavorare con grandi registi a parti interessanti, lo preferisco a spendere tre mesi interi in un unico set. Al momento non voglio ruoli da protagonista, sarebbero troppo impegnativi a livello di tempo e dovrei stare troppo lontana da mia figlia. Mi sentirei troppo male all'idea di non essere una madre distante...

Lavorare su un ruolo per pochi giorni comporta un processi diverso da quello di una parte principale?
Assolutamente sì, ed è molto più difficile in questo modo. Con personaggi come Emma devi riuscire a raccontare tutto il suo viaggio interiore in pochissime scene, se non ci riesci la sua psicologi risulterà stereotipata o peggio ancora monodimesionale. Con settimane a disposizione anche se sbagli qualcosa hai più tempo e materiale per riparare e soprattutto hai più strumenti a disposizione per tratteggiare il personaggio.

Oltre ad Affleck ultimamente ha lavorato con registi del calibro di Bennett Miller e Clint Eastwood. Da chi altro le piacerebbe essere diretta?
Darei non so cosa per lavorare con Paul Thomas Anderson e Spike Jonze. Che tra l'altro sono entrambi miei amici, quindi spero leggano questa intervista! Oltre a questi voglio citare anche Scorsese, Spielberg, Jacques Audiard, Wong Kar-Wai.

Le piacciono i gangster-movie?
Il mio preferito è Gangster Story, ma mi diverte molto anche Piccoli gangster. È un genere che mi appassiona, è molto cinematografico, glamour ma anche pieno di ribellione e anarchia.

Sua figlia viene con lei sul set? Le piacerebbe diventasse anche lei un'attrice?
Oh, lei ama il set forse anche più di me! Si sente una piccola regina quando la fanno sedere di fronte al monitor a guardare la mamma che recita. So bene che la risposta più sensata sarebbe "No! Mia figlia non farà mai l'attrice!" La verità però è che io amo il mio lavoro e lei è già una performer nata. Voglio che abbia una vita appagante, io ce l'ho grazie anche al mio mestiere, che è lavoro e insieme divertimento per me. Certo, se diventasse un fisico e vincesse il premio Nobel non mi dispiacerebbe comunque.

Si può dire che diventare madre le abbia cambiato la vita?
Quando diventi un genitore semplicemente cambia la tua concezione dell'amore, e di conseguenza il tuo mondo si riadatta a questo. Adesso c'è qualcuno di infinitamente più importante di me stessa di cui devo prendermi cura. Ovviamente vorrei che mia figlia fosse fiera di me, ma questo sinceramente non influenza le mie scelte professionali. Sono interessata a così tante cose e voglio esplorarle tutte, o almeno tutte quelle che potrò. Per essere sincera ci sono alcuni film che ho fatto che potrebbero imbarazzarmi, quindi cercherò di tenerla lontana da essi.

Non le manca in qualche modo essere costantemente sotto i riflettori come succedeva qualche anno fa?
No. Mi piace non essere più una ragazza, la saggezza acquisita mi ha liberato di molte ansie che avevo in passato. Mi trovo sempre più a mio agio con me stessa, anche perché le persone ora mi prendono più sul serio di quando ho iniziato a fare l'attrice. Amo essere una newyorkese, una delle cose che ha cambiato la mia vita è uscire di casa e vedere decine di persone diverse per razza, religione, gusto e tutto il resto. È veramente il posto dalla mentalità più aperta che abbia visto in vita mia. Anche quando vengo riconosciuta per strada non mi crea nessun problema qui, non c'è alcuna forma di aggressività.

A proposito di celebrità, che rapporto ha con i social media?
Semplicemente non ne ho. Ho avuto problemi con la mia privacy per anni, sono incorsa in molte difficoltà con i media o i paparazzi. Mi sono sempre sentita una persona privata ma a un certo punto sono stata catapultata dentro un mondo di pettegolezzi e riflettori che non mi apparteneva. Mi ha reso molto infelice in passato, quindi spero capirete se non esiste una sola parte di me che è attratta dai social media. Forse a livello finanziario potrebbe essere un vantaggio, ma voglio che lavoro e vita privata restino separate, e se vuoi avere successo su Twitter questo è più complicato da ottenere. Quindi grazie ma no.

Le interesserebbe recitare anche in televisione?
Mi piacerebbe fare una miniserie o al massimo una stagione. L'idea di interpretare un ruolo per sei o sette anni francamente mi repelle.

La Legge della Notte arriva nei cinema italiani il giovedì 2 marzo 2017



  • Critico cinematografico
  • Corrispondente dagli Stati Uniti
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