Interviste Cinema

La famosa invasione degli orsi in Sicilia è "un classico che sa rinnovarsi", secondo Lorenzo Mattotti

L'illustratore e regista, in compagnia di Toni Servillo, ci ha raccontato il suo adattamento di Dino Buzzati in sala dal 7 novembre.

La famosa invasione degli orsi in Sicilia è "un classico che sa rinnovarsi", secondo Lorenzo Mattotti

Arriva in sala il 7 novembre La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Lorenzo Mattotti, adattamento animato del romanzo omonimo di Dino Buzzati. Il regista, uno dei più celebri illustratori nostrani, ce l'ha raccontato nell'ambito di Alice nella città. Era accompagnato da Toni Servillo, doppiatore di re Leonzio, sovrano degli orsi e protagonista della pellicola; insieme a loro, la coproduzione italiana e francese, e Alberto Boubakar Malanchino, voce di Tonio, figlio di Leonzio.

Per Mattotti abbracciare Buzzati è stato tornare alle radici della propria ispirazione: "Buzzati fa parte delle mie colonne culturali. Mi ha influenzato nel raccontare, dal disegno al modo di inventare leggende. Si gioca con gli archetipi e storie antiche. Il suo "Poema a fumetti" del 1969 mi aveva fulminato: un grande scrittore e giornalista faceva fumetti, allora ne valeva la pena. E' parte del mio DNA. Mi è venuto naturale pensare al suo libro per ragazzi."
Ci sono voluti sei lunghi anni per dare vita al lungometraggio, con un lavoro meticoloso di preparazione che ha generato persino una mostra a Parigi, popolata dalle concept art realizzate da Mattotti. L'artista aveva già contribuito al film collettivo Paure del Buio, era arrivato il momento per un progetto del tutto personale. Non è stato facile, come ci viene spiegato: questo film rappresenta la via alternativa allo stile Disney/Pixar, ha solo difficoltà a sfondare ma non a comunicare con i bambini, come ha dimostrato l'entusiasmo dei più piccoli nella proiezione alla Festa di Roma / Alice nella Città. "E' sempre qualcosa che a loro può piacere, solo raccontata in modo differente."


Toni Servillo non ha avuto remore nell'accettare: "Sono un grande ammiratore di Lorenzo, sapevo di partecipare a un film di poesia, mette insieme pittura e letteratura. Il linguaggio cinematografico usato è straordinario, c'è stilizzazione, la verticalità di alcune immagini dà le vertigini. Lorenzo racconta con le immagini, io lo definisco un pittore, dove non arriva Buzzati, arriva lui. Mi sento onorato." Dopo Il piccolo principe, la voce off di Zanna Bianca e altri progetti, Servillo sembra sempre più presente nelle edizioni italiane dei film animati, ma non è una strategia precisa, ci spiega sinceramente: "Sono opportunità che cogli valutando la qualità. Non mi considero un doppiatore, è un mestiere difficile che rispetto, mi viene chiesto di dare la mia voce, questo personaggio mi offriva l'opportunità di fare qualcosa di diverso. Non credo di avere una carriera nell'animazione, ma se arrivano progetti di questa natura, li accetterò con piacere. Tre giorni prima di andare in sala di doppiaggio ho visto gran parte del film, abbiamo fatto delle prove, poi abbiamo registrato. Ludovica Modugno, da direttrice del doppiaggio, ci ha aiutato molto, è la regista della situazione: anche un respiro in più può avere un significato emotivo specifico."

Mattotti sorride quando ripensa al doppiaggio: "Avevamo bisogno di caratterizzazioni molto forti, erano tutti un po' tesi, ma da grandi attori hanno trovato subito il ritmo. La versione italiana è più commedia dell'arte, ha un'atmosfera più giocosa di quella francese [contemporanea per ragioni di coproduzione,ndr], che comunque ha un fascino proprio." Le voci sono tuttavia solo uno degli ingranaggi dell'emozione. "Immagine e suono vanno fatti convivere in armonia, con le immagini ho cercato di sfruttare al massimo il grande schermo, mi piace che i dialoghi si perdano nel grande paesaggio. Ho usato i primi piani solo quando ce n'era sul serio bisogno."
Ci sono altre voci importanti nell'Invasione, come quella di Antonio Albanese per il cantastorie Gedeone (invenzione del film insieme ad Almerina, creata perché il testo originale non presentava personaggi femminili). Soprattutto, colpirà gli spettatori risentire Andrea Camilleri come vecchio orso: "Ha aggiunto una presenza meravigliosa. Nella versione francese abbiamo coinvolto lo sceneggiatore e narratore Jean-Claude Carrière, cercavo altrettanto carisma, Camilleri era l'unico. Abbiamo registrato a febbraio a casa sua, con l'aiuto di Ludovica Modugno. E' stata un'ora e mezza molto intensa, alla fine voleva anche continuare, ha scherzato: ma come, tutto qui?"

Tanto cuore, tanta professionalità e tanti progetti di diffusione (anche nelle scuole) sono legati al coraggio produttivo di La famosa invasione degli orsi in Sicilia. Ne vale la pena, perché secondo Mattotti "I grandi classici sono sempre attuali, come Pinocchio. Riescono a rinnovarsi, questo libro ha tutte le qualità per rinnovarsi. Rileggendolo ora, noti i temi dell'innocenza della natura, il conflitto tra padre e figlio, la sete del potere, il ritrovarsi a gestire situazioni più grandi di noi, come accade a Leonzio, che deve conciliare orsi e uomini, la convivenza di due identità culturali. Per fortuna non dà soluzioni, sennò sarebbe falso."



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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