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La damigella se ne frega del principe: Robert Pattinson in concorso alla Berlinale 2018 con Damsel

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Nuovo film dei fratelli indie Zellner Bros.

La damigella se ne frega del principe: Robert Pattinson in concorso alla Berlinale 2018 con Damsel

Negli ultimi anni vedere Robert Pattinson, con il suo sorriso sornione, apparire nei luoghi della Berlinale è comune quanto incrociare l’orso simbolo della città e del festival. Lo sottolinea lui stesso, incontrando la stampa per il suo ultimo film, la Comedy western dei fratelli Zellner, Damsel, presentata qualche settimana fa al Sundance Film Festival. “Mi sembra di essere venuto qui a Berlino per ogni film che ho fatto negli ultimi anni. È sempre piacevole, le sale sono grandi e tecnicamente all’avanguardia, e l’atmosfera è più rilassata rispetto ad altri festival”.

Pantaloni giallo limone, maglietta verde stropicciata e giacca di pelle vintage, il bello e tenebroso è impegnato da tempo nella costruzione di una carriera più lontana possibile dai lustrini del vampiro di Twilight. Motivo per il quale lo vediamo cimentarsi con ruoli eccentrici in film indipendenti come questo: diretto (scritto e interpretato) da David e Nathan Zellner, cavalieri dell’indie da Sundance, rigorosamente mai apparso nelle nostre sale. In Damsel, in italiano Damigella, un agiato pioniere di nome Samuel (Robert Pattinson) si avventura per la frontiera verso il west americano in cerca dell’amore della sua vita, Penelope (Mia Wasikowska), rapita da un bruto, almeno questo supponiamo. Nel farlo si accompagna con un ubriacone che dice di essere un predicatore e un minuscolo pony.

I fratelli e registi hanno girato in soli 32 giorni, in anamorfico, in modo da rendere le lenti un protagonista del film, ispirandosi ai western technicolor degli anni ’50, con i loro colori ricchi, non i Western girati nel deserto. “Eravamo fan del genere fin da ragazzi”, hanno detto i Zellner, “abbiamo cercato di rivoltare lo stanco cliché della donna come oggetto del desiderio, come premio per l’eroe, volevamo renderla un essere umano complesso, con i suoi conflitti emozionali”.
Sul loro stile, che alterna surreale e comico, con lunghi silenzi e scoppi di violenza, i due hanno detto: “come nella realtà la commedia e la tragedia coesistono e si alternano senza uno schema preciso, sicuramente abbiamo cercato di dare a Damsel una struttura unica, bilanciando l’umorismo, in modo da non perdere il realismo, sommerso dalle troppe battute una dopo l’altra.”

Al solito sempre molto sorridente, mai fermo sulla sedia, Robert Pattinson non è stato un maestro di eloquenza, ma ha dimostrato di apprezzare il suo Samuel, “che vive in un mondo di fantasia, si crea un immaginario in cui vita e amore non sono complicate come lo sono in realtà nella vita. È stata un’esperienza molto divertente, la commedia mi interessa tanto quanto il dramma e la sfida è stata trovare il tono giusto con cui entrare nel personaggio.” All’inevitabile domanda sul movimento #MeToo sia lui sia Mia Wasikowska hanno sottolineato l’importanza di questa rivoluzione, del resto come avrebbero potuto dire diversamente? Sul superamento di Twilight, dice di non sembrare tormentato quando rievoca quel periodo, “è la mia faccia, non è stato un trauma, ma una grande esperienza, come nel caso di tutti i miei film, tranne forse uno [ride ndr]. Solo che ora voglio trovare ruoli che mi stimolino, originali come questo.” Commentando il suo prossimo film, diretto da Claire Denis nel suo primo film in inglese, aggiunge che “volevo lavorare con lei da tanto tempo, è una delle mie registe preferite.”

Di sorrisi se ne intende anche la dolce Mia Wasikowska, ma incontrando la stampa, non certo nel suo ruolo nel film di damigella decisamente riluttante. Timida e poco prolissa, ha sottolineato come sia sempre alla ricerca di ruoli di donne che sanno cosa vogliono, “ho amato molto come tutte le aspettative legate all’inizio del film, a metà vengano capovolte da questa donna.”

Accolto con alcuni fischi, cosa piuttosto rara alla Berlinale, Damsel è presentato in serata in concorso.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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