Interviste Cinema

La buca: parlano Daniele Ciprì, Sergio Castellitto, Valeria Bruni Tedeschi e Rocco Papaleo

30

Il secondo film del regista siciliano senza Maresco è una commedia senza tempo ambientata in un non luogo e meno cinica del previsto.

La buca: parlano Daniele Ciprì, Sergio Castellitto, Valeria Bruni Tedeschi e Rocco Papaleo

La Sicilia incontra il Lazio e la Basilicata nella commedia sull’amicizia maschile La buca, primo duetto sul grande schermo di Sergio Castellitto e Rocco Papaleo e secondo film in solitaria di Daniele Ciprì.

Lasciando alle sue tinte forti e al suo cinismo la terra in cui è nato, il regista di E’ stato il figlio sceglie questa volta come riferimento la grande commedia all’italiana e i fratelli americani Lubitsch e Wilder per raccontare una storia che non deve far ridere, ma sorridere: la disavventura di un avvocato fallito e di un ex galeotto che decidono di riaprire un caso di rapina e omicidio.

Le prime domande della conferenza stampa di presentazione de La buca vertono proprio su questi colti riferimenti, che effettivamente non sono poi tanto casuali: “I nomi che elencate mi emozionano” – dice festoso Ciprì – “però occorre una precisazione. Nelle poche cose che ho fatto, ho navigato in un’evocazione, non in una citazione. Parto sempre da una storia realistica, ma siccome la realtà non mi entusiasma, cerco di alterarla trasferendola in un non-luogo, o meglio in un luogo appartenente al mio immaginario. Ora, nel mio immaginario c’è il cinema di una volta, ci sono facce da film di John Ford e Orson Welles, ci sono attori che amano il vecchio. Per me la cosa più importante è che lo spettatore, una volta che si sono spente le luci, compia un viaggio, possibilmente in un territorio grottesco e surreale. Nelle mie giornate, mi capita di osservare molto le persone: le guardo camminare, andare in autobus, parlare. Poi le trasporto nella mia fantasia”.

Elegantissimo nel suo completo azzurro e con il viso incorniciato da un paio di occhiali che sembrano usciti da A Single Man di Tom Ford , Sergio Castellitto è probabilmente l’attore italiano che meglio rappresenta la continuità con il cinema di Scola, Monicelli e compagni. Renderlo protagonista della sua fiaba/farsa era quindi per Daniele Ciprì una scelta obbligata, e l’attore narra che sul set è diventato creta nelle mani del suo maestro: “Quando recito e basta, voglio obbedire ciecamente al regista. Con Daniele abbiamo lavorato a colpi di nomi illustri. Lui mi diceva: Jack Lemmon e Walter Matthau! E io: Vittorio Gassman e Marcello Mastroianni! Il cinema di Daniele ben si adatta alla cinefilia, ma con questo film credo sia andato oltre: si è sporcato di più le mani, ha fatto qualcosa di più sanguigno. La buca è un meraviglioso incontro/scontro fra la recitazione classica e l’elegantissimo impianto stilistico di un regista con una sua visione originale”.

Se c’è un aspetto delle opere di Daniele Ciprì che è sempre stato importante, perché contagia il mood del film e influenza la recitazione degli attori, è certamente musica, nel caso de La buca composta da Pino Donaggio e ispirata a George Gershwin. Proprio la passione per l’autore di "Rapsodia in Blu" accomuna il regista all’altro suo protagonista, quel Rocco Papaleo che ha debuttato dietro la macchina da presa grazie al teatro-canzone: “Gershwin a parte, che adoro perché è l’anello di congiunzione fra la musica classica e il jazz, la musica è sempre dentro la mia recitazione. La musica è in tutte quelle sensazioni che mi fanno entrare in un personaggio, penetrare… e quando dico penetrare non parlo in termini metaforici… ragazzi, io sono stato violentato dalla musica! E il rapporto fra un artista e la musica, parliamoci chiaro, è un amplesso”.

Più poetica e composta, Valeria Bruni Tedeschi ha sentito, lavorando con il terzetto Castellitto-Ciprì-Papaleo, tutta un’altra musica: “La mia era una musica del ridere, un singhiozzo intenso e continuo che, contrastando con la malinconia del mio personaggio, produceva una melodia piacevolissima. Credo che, in fondo, Rocco Papaleo e Sergio Casellitto facciano suonare le stesse note. Non sono due mondi lontani. Per La buca sono diventati entrambi dei clown: un clown cinico e un clown del circo. Quanto a Daniele Ciprì, è un grande artista anche perché non ha smesso di andare in tram. Qualcuno ha detto, non ricordo chi, che il cinema italiano è morto quando i registi e gli sceneggiatori hanno smesso di andare in tram. Aveva ragione!”.

Com’è accaduto a Valeria Bruni Tedeschi per la sua dolce e affettuosa barista Carmen, anche Sergio Castellitto e Rocco Papaleo hanno amato i personaggi che Ciprì ha scelto per loro, due uomini diversissimi che però riescono a diventare amici. Dell’avvocato furbetto Oscar, Castellitto confessa di aver ammirato la cattiveria: “Non c’è soddisfazione maggiore per un attore che interpretare un uomo malvagio. Grazie a La Buca, poi, ho finalmente abbandonato il mio ruolo di attore drammatico. Dopo 35 episodi di In Treatment che mi hanno costretto a stare fermo su una sedia, ho finalmente goduto del piacere dello scatenamento fisico. La possibilità di recitare velocemente, quasi al limite dell’inciampo, è stata una bella scommessa, mi piace lavorare con il corpo”.

Sergio Castellitto ha sottolineato poi l’importanza di uno dei temi forti del film - la giustizia - tirando fuori da sotto il tavolo della conferenza stampa una maglietta che ha raccontato di aver acquistato in Canada pensando a La Buca. C’era stampato: per essere un buon avvocato devi conoscere la legge, per essere un grande avvocato devi conoscere il giudice.

A proposito di giustizia, è la seconda volta che Rocco Papaleo (che invece aveva l’aria di uno dei personaggi di  Qualcosa nell'aria) interpreta un uomo uscito di prigione: “Sarà colpa della poca fantasia degli sceneggiatori” – scherza – “oppure io ho una pendenza con la giustizia. Il mio personaggio, invece, è un uomo candido, un angelo caduto dal cielo, anzi dal carcere. Non serba nessun rancore e questa è stata per me la chiave per entrare nella sua anima. Valeria mi ha suggerito di pensare a Nelson Mandela, alla gratitudine espressa dal suo volto il giorno in cui è stato liberato. Per me il lavoro non è stato facile, perché Armando non cambia, il suo arco narrativo è piuttosto monotono”.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming