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L'unico e insuperabile Ivan, la parola ad Angelina Jolie, Danny DeVito, Bryan Cranston e al resto del cast

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L'unico e insuperabile Ivan è un film per famiglie tra poco su Disney+: ecco come lo hanno raccontato le voci originali degli animali protagonisti.

L'unico e insuperabile Ivan, la parola ad Angelina Jolie, Danny DeVito, Bryan Cranston e al resto del cast

Sarà disponibile in streaming su Disney+ dall'11 settembre L'unico e insuperabile Ivan: si tratta di un riuscito film per famiglie, ibrido di riprese dal vero e animali digitali, interpretato da Bryan Cranston e in originale con le voci di Sam Rockwell, Danny DeVito, Angelina Jolie, Helen Mirren, Chaka Khan, Ron Funches. Dirige Thea Sharrock, reduce da Io prima di te. Abbiamo incontrato virtualmente regista e cast per discutere del film e dei suoi messaggi. Nella storia Ivan, il gorilla star di un circo all'interno di un centro commerciale, è diviso tra la lealtà all'uomo che l'ha salvato dai bracconieri (Mack, alias Cranston) e la necessità di mantenere una promessa: riportare nella natura l'elefantina Ruby, esaudendo il desiderio di sua madre Stella.

L'unico e insuperabile Ivan, un film in cui la natura si riprende il suo spazio

L'unico e insuperabile Ivan si basa sull'omonimo libro di Katherine Applegate, a sua volta ispirato alla storia vera di un gorilla star di un centro commerciale alla fine degli anni Settanta, liberato solo dopo 27 anni in una riserva. Helen Mirren, che nel film dà la voce a una barboncina (tra gli animali "addomesticati" del cast), pensa che sia una buona occasione per riflettere sul nostro rapporto con la natura, non sempre benevola, ma che richiede uno sforzo in più di comprensione da parte nostra. Ariana Greenblatt porta invece sullo schermo una bambina che comprende i dilemmi di Ivan e regala al gorilla anche il necessario per disegnare. Ariana aveva letto il libro originale affezionandosi soprattutto al personaggio del cane randagio Bob (doppiato da Danny DeVito), amico di Ivan, e da allora ha deciso di impugnare il tema ambientale con i suoi coetanei, sicura di una cosa: "I bambini possono cambiare le cose e spiegarle agli adulti".
E' involontario ma significativo che Ivan si trovi confinato come ci siamo trovati noi in casa durante il lockdown, ci fa notare Sam Rockwell. Tra una battuta e l'altra, Danny DeVito considera: "Nell'isolamento devi fare riferimento sui tuoi cari"; il suo Bob diventa in effetti un "fratello minore" del gorilla, un'ancora di salvezza con cui confrontarsi. "E poi io l'ho sempre desiderato un fratello maggiore", ci confida Danny.

L'unico e insuperabile Ivan, una fiaba divertente eppure complessa

Come abbiamo notato in sede di recensione, la sceneggiatura di Mike White (School of Rock) riesce a non perdere per strada una vicenda dai temi più sfaccettati di quanto possano apparire a prima vista. "Nel libro ci si concentrava più sul padrone Mack che su Ivan, il materiale era abbastanza ricco ma ci voleva più plot". Di lì la decisione di arricchire il racconto, senza preoccuparsi molto di renderlo più snello per la fruizione dei più piccoli, anzi. Angelina Jolie, voce dell'elefantessa Stella nonché coproducer di L'unico e insuperabile Ivan, non ha remore sulla scommessa: "I piccoli sono consapevoli dei problemi della natura, è un bene che l'adattamento non abbia alleggerito molto il libro: l'avevano letto i miei figli e ne parlavano, e allora mi sono interessata".
Fulcro di questa profondità, di questa zona "grigia" che non condanna nessuno ma responsabilizza tutti, è proprio la figura di Mack, il padrone del circo, sullo schermo Bryan Cranston, che spiega: "Il personaggio ha una sua complessità, ne ho discusso con Mike. Ha dei difetti, eppure cerca di fare la cosa giusta per quello che considera suo figlio, Ivan: come capita a molti padri, non sa come e se lasciarlo crescere. Era importante per noi che risultasse vulnerabile, da lì l'idea del parrucchino: Mack vuole essere qualcuno che non è". Leggi anche La recensione del film L'unico e insuperabile Ivan

L'unico insuperabile Ivan, la sfida tecnica e la ricerca di uno stile

La regista Thea Sharrock, pur intristita dall'idea che il film pensato per il cinema sia stato dirottato sullo streaming, va fiera dell'impegno profuso, su entrambi i livelli, tecnico e artistico. Come bussola per L'unico e insuperabile Ivan, Thea ha scelto i suoi figli: voleva garantire nella narrazione lo stesso grado di immedesimazione che ha visto in loro mentre leggevano il romanzo. Non senza fatica produttiva: "E' stato come lavorare su più film contemporaneamente. Prima registri le voci degli animali, poi giri la parte dal vero, infine dirigi la performance capture digitale degli animali [realizzati in CGI dalla Moving Picture Company del Re Leone, ndr]". Nonostante il realismo dei temi, era importante tenere a mente che "era un film Disney, non era un documentario". Per questa ragione, Thea ha lavorato sui dettagli che trasmettessero le emozioni, anche in chiave più sottile: guardando il film, difficilmente noterete che le sbarre delle gabbie appaiono nelle inquadrature solo quando amplificano un messaggio, così come solo il vostro subconscio noterà che per la maggior parte di L'unico e insuperabile Ivan, il colore verde, simbolo della natura, non è praticamente mai presente nelle inquadrature, se non significativamente nei flashback e nel finale.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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