Interviste Cinema

L'Erede: conferenza stampa di presentazione del film

Presentato il film dell'esordiente Michael Zampino. L'erede sarà nelle nostre sale a partire dall'8 luglio prossimo.

L'Erede: conferenza stampa di presentazione del film

L'Erede: conferenza stampa di presentazione del film


Sembra una vera e propria missione quella della Irisfilm di Christian Lelli: in due anni di attività la società ha infatti distribuito 15 film, e, tra questi, ben 14 opere prime italiane, che spaziano trasversalmente tra i generi, dalla commedia di Una cella in due all'affresco storico di Un giorno della vita ai thriller psicologici come Sono viva e questa ultima uscita di stagione, L'erede, scritto e diretto - assieme al commediografo Ugo Chiti - dall'italo-francese Michael Zampino, al suo debutto nel lungometraggio. Prossima uscita in sala in 20 copie: non poche per un piccolo film indipendente - partito col solo budget di lavorazione prima di ricevere il sostegno del Ministero e della Film Commission delle Marche - che arriva nei cinema 3 anni dopo l'inizio del suo percorso produttivo. A presentarlo alla stampa c'era il cast al gran completo, assieme all'autore delle musiche, Riccardo Della Ragione, e al produttore Frédéric Ollier. L'erede è un thriller ambientato sull'Appennino marchigiano, cattivo quanto basta, ben recitato, girato con raffinatezza e - come sempre accade nei casi dei film a basso budget - col determinante impegno ed entusiasmo di tutti i partecipanti, dal cast alle maestranze.

La storia, racconta Zampino, "è nata da un aneddoto personale. Un giorno a Long Island raccontavo a un'amica americana, critico cinematografico, di avere ereditato un casale in Abruzzo. Non so perché, lei ha pensato che le stessi raccontando l'inizio di un film, e quando ne ho parlato con Chiti, anche lui ha pensato che tra tutti i miei progetti fosse quello più adatto ad un'opera prima: poche location, un copione - si spera - di qualità, e attori capaci di rendere convincente la storia. Insomma, il giusto punto di partenza per un debutto". L'erede si svolge infatti interamente in un casale isolato sui Monti Sibillini, una location difficile ma, secondo gli attori, essenziale per dare il giusto tono alla storia.
Davide Lorino interpreta, con impressionante fisicità, il personaggio del violento Giovanni, da cui rivela di essere stato molto colpito: "Ho fatto il provino nel dicembre del 2008, e sono l'unico "sopravvissuto" del cast dell'epoca. Avrei tante cose da dire, ma mi frega la timidezza. Il personaggio mi ha affascinato subito, è vero che è violentissimo ma io l'ho pensato anche come un bambinone tenero, e si può capire cosa deve aver passato. Quando Michael mi ha chiesto di ingrossarmi per il ruolo, di lavorare sulla sua fisicità, ne sono stato entusiasta e mi sono messo a mangiare a crepapelle. Mi sono divertito da pazzi. Stare un mese intero sul set, giorno e notte, a 40 minuti di macchina dal posto abitato più vicino, mi ha aiutato a conoscere tutti quelli che lavorano ad un film, non solo gli attori come in genere ti capita in questo lavoro".
Protagonista nel ruolo di Bruno è Alessandro Roja, conosciuto al pubblico televisivo come il Dandi di Romanzo criminale, che ritroviamo in una parte di vittima decisamente diversa dal solito. L'attore parla di "una voglia furibonda di fare questo film, quasi innaturale. Si lavorava in condizioni difficili, e dunque c'era proprio bisogno della voglia di farlo. E questa energia che i realizzatori ci hanno messo è stata capace di contagiare quelli che il film lo fanno materialmente, anche i reparti che non sempre si lasciano contagiare quando si parla di lavoro. Ricordo i macchinisti, gli elettricisti ecc, prestarsi a molte ore di straordinario pur di portare a casa una scena. Raramente li ho visti così coinvolti".

Protagonista femminile della storia è la siciliana Guia Jelo, bravissima attrice di teatro e tv, che al cinema, come dice lei stessa, non ha avuto troppa fortuna. "Nel 2012 compio 60 anni e non avrei mai pensato di poter avere un simile gioiello nel mio curriculum, ci tengo forse anche troppo. Quando Michael mi ha offerto questo film e ho fatto il provino, ho ripercorso un po' tutta la mia vita, e tutte le mancanze che ho avuto nel corso della mia carriera mi si sono riproposte di fronte a questo regista giovane. Io faccio molto teatro e fiction, ma al cinema sono stata sempre nei corridoi. Lui mi ha fatto entrare in un salotto splendido e mi ha fatto sentire una persona di talento. Avevo solo paura di deluderli. Quanto al mio personaggio, Paola, per me non è una strega, non è cattiva come dicono. E' una che ha vissuto e subìto la cattiveria, mi fa molta pena. Io sono siciliana e c'è molta lava dell'Etna anche in questa marchigiana. La cosa bella è che mi hanno anche pagato, quando avrei pagato io per fare questo film. Davvero, il mio agente lo sapeva ed era terrorizzato". Chiudendo col regista, è inevitabile chiedergli se ha avuto dei modelli di riferimento cinematografici, per rendere le atmosfere di questa singolare pellicola. A differenza di molti giovani autori, che rivendicano a tutti i costi un'originalità spesso solo dichiarata, Zampino non si fa scrupolo di citare i propri eroi, fatte ovviamente le debite proporzioni. "E' un thriller psicologico, non un horror, e molti grandi autori sono stati per me fonte d'ispirazione. Ho pensato ad esempio al Sam Peckinpah di Cane di paglia e ovviamente a Shining: c'è la casa, il colore rosso, l'incubo. E' impossibile evitare questi autori. E anche i Coen, per il pepe che mettono nelle loro storie esilaranti pur se infarcite di atrocità. Mi sembravano i giusti alleati per poter raccontare questa storia. E trattandosi di un film, il riferimento inevitabile ovviamente è Hitchcock, per tutto quello che riguarda lo spettatore, cosa mostrare e cosa no, e come utilizzare i mezzi tecnici per creare l'atmosfera giusta".
L'erede aspetta il pubblico in sala dall'8 luglio, e vale sicuramente la pena di vederlo, anche per scoprire quanti bravi attori, spesso sconosciuti, ci sono nel cinema italiano.

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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