L'amore che diventa ricordo: la parola a Valerio Mieli, Luca Marinelli e Linda Caridi

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L'amore che diventa ricordo: la parola a Valerio Mieli, Luca Marinelli e Linda Caridi

A sei mesi dalla presentazione al Festival di Venezia, è decisamente ora che esca nelle sale uno dei migliori film italiani visti in questa edizione: Ricordi? di Valerio Mieli. Sono passati, ormai, dieci anni dall’uscita di Dieci inverni, sua opera prima che ha lasciato un gran bel ricordo in molti. Giorgio Gosetti, che ha selezionato il film nelle Giornate degli autori, ha fatto da padrone di casa alla presentazione per la stampa, nella cornice della Casa del Cinema di Villa Borghese. “Poteva essere cerebrale e difficile, invece è per tutti”, ha tenuto a precisare un entusiasta Angelo Barbagallo, produttore. “È il film di un uomo che ama molto le donne, a cui piace innamorarsi, essere travolto dai sentimenti; non succede spesso al cinema.”

Oltre due anni di lavorazione, quattro milioni di budget, nove settimane di riprese e molti mesi di certosino lavoro al montaggio, ed ecco finalmente in conferenza stampa il regista, insieme alla coppia di protagonisti assoluti, composta da Luca Marinelli e Linda Caridi.

“Racconto due interiorità”, ha dichiarato Valerio Mieli”, non i fatti come accadono, ma come li hanno vissuti i due protagonisti, ora che sono ricordo, rendendo ancora più evidente la differenza dopo alcuni anni fra due mondi mentali, che vediamo sempre da un punto di vista interno, mai esterno. La cosa bella delle storie d’amore è che si incontrano due persone che in pochissimo tempo diventano intime e si influenzano vicendevolmente, come in una lavatrice in cui si lava una cosa blu con una arancione. Linda diventa più tormentata, Luca più leggero, partendo da caratteristiche opposte.”

Anche Dieci inverni era una storia d’amore, dall’inizio alla fine, ma le differenze non mancano, secondo il regista. “In Ricordi? i due si incontrano e subito si influenzano diventando quello che sono grazie all’altro, come succede nella vita di tutti noi. Dieci inverni è l’opposto, i due evolvono indipendentemente uno dall’altro e ogni anno provano a vedere se si incastrano insieme, il punto di vista infatti è oggettivo, mentre in questo caso è tutto soggettivo, senza una cornice esterna, come nella vita. Al massimo è solo l’altra visione soggettiva che può condizionarci. I riferimenti sono più letterari che cinematografici, a parte uno dei miei film preferiti, Se mi lasci ti cancello di Gondry, con cui c’è un legame. L’idea era di fare quello che ha fatto il romanzo a inizio novecento, inserendo più soggettività, ma senza voce fuori campo, con immagini e suoni”.

Sempre ironico e poco ciarliero, Marinelli ha dato merito alla sceneggiatura. “Era ricca, la cosa più difficile era forse creare l’arco, la mappatura dei ricordi. È stata la prima volta in cui mi sono trovato a non capire dove fossimo, se nel presente o nel passato, nel ricordo di lei o di lui. È una storia d’amore dalla struttura a mio avviso geniale, la cosa che mi ha convinto a fare il film. Era la prima volta che ragionavo su come ricordiamo i ricordi, e mi ha affascinato tantissimo. Sullo script c’era tutto, indicato in blu se riguardava lui o i suoi ricordi, in rosso per lei. L’evoluzione del personaggio era scritta e la settimana di prove che abbiamo fatto è stata fondamentale. Come a teatro, abbiamo provato scena per scena tutto il percorso del film, così facendo abbiamo creato una base per sapere cosa raccontavamo, che ci ha permesso poi di essere liberi di raccontare piccole cose in più mentre eravamo in scena.”

Si trova d’accordo anche la brava protagonista del film, Linda Caridi, alle spalle esperienze con Marco Tullio Giordana. “Per me è stato in fondo semplice, nella misura in cui ho lavorato su piccole situazioni prese dal quotidiano. Ho vissuto come tutti innamoramenti, delusioni o scoperte, ho provato stupore per la vita. Non era difficile recuperare queste cose, partendo da una scrittura codificata, ma aperta, in cui abbiamo improvvisato molto, anche se poi si tornava spesso alla pagina scritta. Era complesso sintetizzare un archetipo che magari ci metti dieci o vent’anni a portare a termine, unire tanti pezzetti che hanno poi composto una collana, senza che me ne rendessi conto. Marco Tullio Giordana non vuole provare per provocare delle reazioni, con Valerio Mieli è l’opposto, abbiamo provato per una settimana, il che ci ha chiarito la complessità della sceneggiatura. Valerio ti mette le mani in testa, nelle emozioni, è una storia d’amore a tre in cui lui ti guida e ti orienta. Un depositarsi di più strati, anche perché abbiamo girato il film in due blocchi, con una lunga pausa in mezzo”.

Ricordi? di Valerio Mieli uscirà nelle sale il prossimo 21 marzo, distribuito da BIM.



Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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