Interviste Cinema

Kubo e la spada magica: la nostra intervista allo sceneggiatore e al supervisore degli effetti visivi

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Marc Haimes e Steve Emerson alla View Conference ci hanno trasmesso l'entusiasmo per il loro bel film in stop-motion.

Kubo e la spada magica: la nostra intervista allo sceneggiatore e al supervisore degli effetti visivi

Kubo e la spada magica esce il 3 novembre nelle nostre sale, e noi alla View Conference 2016 di Torino, come sempre frequentato appuntamento per le arti multimediali in Italia, abbiamo intervistato il suo cosceneggiatore Marc Haimes e il supervisore degli effetti visivi Steve Emerson. Era il caso di svelare qualche ragionamento che ha permesso al film di Travis Knight di diventare uno dei migliori film animati dell'anno, un'opera che vi consigliamo con pochissime riserve (leggete la nostra recensione di Kubo dopo quest'intervista!).

Ripensando a Kubo e la spada magica, di cosa andate più fieri?

Steve Emerson: Kubo è stata un'enorme sfida per lo studio, in termini di grandezza, complessità, ambienti, quantità di personaggi. Era ben al di là di qualsiasi altra cosa avessimo fatto prima. Marc oggi nella sua presentazione ha mostrato gli animatic per la scena d'apertura, ambientata in un enorme oceano, con enormi onde. E' stata la prima cosa che mi hanno mostrato agli albori del progetto. Una cosa che dovete capire della stop-motion è che non va molto d'accordo con l'acqua. Non puoi afferrare l'acqua, non puoi spostarla fotogramma per fotogramma. In film precedenti abbiamo usato tecniche come la sua sostituzione con cicli d'animazione prestampati, scambiavamo i fotogrammi a ogni scatto. Altre volte gli animatori usavano materiali diversi, una specie di gelatina, per creare pozzanghere da muovere. Per Kubo però parlavamo di oceani, laghi, mari in tempesta, onde enormi, tutta roba venuta fuori dalla testa di questi qui! [indica Marc scherzando] Siamo riusciti a realizzare tutto questo dopo un avvenimento in realtà molto triste per la comunità degli effetti visivi: la Rhythm & Hues, una colonna nel mercato degli effetti visivi, ha chiuso appena dopo aver vinto l'Oscar per Vita di Pi, proprio quando noi stavamo iniziando a lavorare su Kubo. Siamo stati abbastanza fortunati da venire in contatto con David Horsley, supervisore dell'acqua in Vita di Pi, e farlo venire a Portland, in Oregon. L'abbiamo convinto a unirsi a noi. Appena è arrivato, David ci ha consentito subito di creare acqua fotorealistica, come quella che vedi sul serio nell'oceano. Poi si è domandato come dare l'idea che quell'acqua appartenesse al mondo di Kubo. E' stato un processo laborioso, con un sacco di test, con materali reali, animati fisicamente sul set, dai sacchi dell'immondizia alle tendine da doccia: abbiamo mantenuto caratteristiche chiave da ciascuno di questi test e le abbiamo implementate in quello che alla fine è diventato il sistema dell'acqua usato in Kubo. Il processo ha richiesto otto mesi, ma ci è voluto un anno intero prima di entrare a regime con l'acqua di Kubo. Almeno dal punto di vista degli effetti visivi, è stata la parte più impegnativa del film.

Marc Haimes: Dal punto di vista della narrazione, c'erano due enormi sfide. Una era l'incredibile quantità di esposizione narrativa nel primo atto: come potevamo veicolarla in modo interessante? Per non farla risultare inerte, noiosa? Siamo stati costretti a usare tutti i trucchi possibili dello sceneggiatore per affrontare quell'esposizione, per far abituare alla gente al mondo del film, ai personaggi, alla backstory, a quella vera e a quella finta, c'erano un sacco di cose da gestire contemporaneamente. Personalmente ne sono molto fiero, perché l'esposizione, cioè presentare al pubblico informazioni che non conosce, è una cosa terribilmente difficile da proporre in modo interessante. La seconda cosa di cui vado molto fiero, ed è un mezzo spoiler quindi metto le mani avanti, è stata la morte del cattivo. Avete visto tante diverse morti di tanti diversi cattivi, dovevamo trovare un modo per far morire questo cattivo, un modo coerente con il tema della storia. Mi fermo qui, lascio che siate voi a decidere se abbia funzionato o meno.

Qual è la migliore animazione in stop-motion che abbiate mai visto?

Steve Emerson: Non so indicare "la migliore". La risposta ovvia sarebbe Kubo! [ridono] Se parliamo di ispirazione, anche se non parlo proprio di un film tutto in stop-motion, è un film dal vero che aveva mostri in stop-motion: ho un debole personale per Il 7° viaggio di Sinbad, specialmente per il mostro Ciclope. Quello da bambino l'avrò visto in tv mille volte, anche a casa dei nonni, in quel film ho scoperto questa forma d'arte, è ciò che mi ha entusiasmato e mi ha portato a voler collaborare con altri artisti per produrre una cosa del genere. Sì, direi Il 7° viaggio di Sinbad: se non l'avete ancora mai visto, ne vale la pena!

Marc Haimes: Io direi ex-aequo Coraline e la porta magica e Nightmare Before Christmas. Entrambi mi hanno trasportato in un altro mondo, con una combinazione di narrazione e stop-motion stupefacente, che non pensavo nemmeno fosse possibile al cinema. 



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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