Interviste Cinema

Ken Loach parla di Sorry We Missed You (ma anche di elezioni nel Regno Unito, di classe operaia, tecnologia e cinema)

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Come prevedibile, l'incontro del regista inglese con la stampa italiana, è stato dominato dai temi caldi della politica più che dal cinema. Il suo film debutta comunque in sala il 2 gennaio 2020.

Ken Loach parla di Sorry We Missed You (ma anche di elezioni nel Regno Unito, di classe operaia, tecnologia e cinema)

Già il film, e il suo cinema in generale, sono chiaramente orientati in quel senso. Se poi l'arrivo a Roma di Ken Loach per presentare il suo nuovo Sorry We Missed You, previsto nelle sale italiane dal 2 gennaio 2020, avviene all'indomani dello storico voto inglese che ha visto il conservatore pro-Brexit Boris Johnson sconfiggere il labour radicale Jeremy Corbyn, beh: si capisce la conferenza stampa del film è stata dominata dai tempi della politica più che da quelli del cinema.
"Non è stata una bella settimana," esordisce l'83enne regista inglese. "Da noi le persone erano molto confuse, e il leader della sinistra Corbyn reso impopolara da una campagna propagandistica di un'intensità mai vista prima. La stampa, la BBC e gli altri organi d'informazione hanno dato eco alle menzogne che lo dipingevano come un razzista, come un simpatizzante dei terroristi. E la cosa peggiore è stata che queste bugie sono state cavalcate dalla destra del partito social-democratico, che volevano distruggere il suo programma di sinistra radicale e hanno finito per fare il gioco della destra. Oggi Tony Blair farà un discorso," aggiunge con amarezza. "Il Blair che ha favorito le privatizzazioni e che con Bush è responsabile di un milione di morti in Iraq. Lezioni da lui non ne vogliamo."
Interrogato sulle ragioni dell'efficacia di tale macchina propagandistica, Loach risponde che "è sempre stato così. Cent'anni fa la propaganda ha spinto per persone ad ammazzarsi a vicenda. E io ho verificato porta a porta come le bugie diffuse avessero attecchito presso la popolazione."

Ma i protagonisti di Sorry We Missed You, a queste ultime elezioni, per chi avrebbero votato? "Mi piacerebbe pensare che Abbie e Ricky siano stati intelligenti e perspicaci abbastanza da votare laburista."
Abbie e Ricky sono una coppia della classe lavoratrice di Newcastle, alle prese - come tanti anche in Italia - con la coda della crisi del 2008. Lei fa l'infermiera a domicilio e cerca di tenere assieme pazienti e famiglia; lui ha deciso di mettersi in proprio (si fa per dire), acquistare un furgone e lavorare per una delle tante aziende che consegnano pacchi e pacchetti per conto dei colossi dell'e-commerce: realtà spietate e ultracompetitive, che spingono i lavoratori a lottare l'uno contro l'altro e a tenere ritmi di lavoro disumani.

"Parliamo di una classe operaia sfruttata oltre ogni limite," sostiene Loach. "E anche se nel film non viene detto, lo sappiamo tutti che il capo di Amazon è l'uomo più ricco al mondo: e questa diseguaglianza così grossolana ed evidente non è tollerabile. Per non parlare del fatto che tutti questi furgoni bruciano combustibili fossili, e quindi non è solo un problema di diseguaglianza, ma di sopravvivenza del pianeta. Il problema," continua il regista, "è il tempo. La gente lavora per potersi permettere una vita serena con la famiglia e gli amici, ma questo sta diventando impossibile, per la dirigenza così come per le classi inferiori. La tecnologia ci rende reperibili giorno e notte, e ci governa, mentre dovremmo essere noi a governarla per renderci la vita migliore. Era quello che volevano fare i labour, puntando alla riduzione dell'orario di lavoro, e per questo sono stati derisi e presi in giro."

Il cinema può davvero fare qualcosa al riguardo, secondo Loach? "Possiamo ottenere un piccolo effetto," dice lui. "Il discorso pubblico è fatto di molti voci: noi siamo una piccola voce in un grande coro. Quello che è però avvenuto negli ultimi anni, e in particolare nelle ultime settimane nel mio paese,  è un crescendo di propaganda che ha travolto tutte le altre voci. Allo stesso tempo dovremmo ricordarci di come si pensava il cabaret politico degli anni Trenta potesse impedite l'ascesa di Hitler, e quindi dovremmo essere umili riguardo quello che il cinema può fare."
Inoltre oggi, ricorda Loach, "gli autori non hanno più la libertà che avevo io negli anni Sessanta, quando un film della BBC poteva essere mostrato ai funzionari responsabili solo poche ore prima della messa in onda. Oggi ogni dettaglio della produzione viene controllato capillarmente da una piramide burocratica che mira a espellere ogni orginalità. Ci sono tanti talenti in giro, e tanti autori che vorrebbero lavorare su temi simili ai miei, ma non sono messi nella posizione di poterlo fare."



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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