Interviste Cinema

Keanu Reeves parla di Ultimatum alla Terra

Quando nel 2005 era venuto a Roma a presentare Constantine, Keanu Reeves aveva risposto malvolentieri ai giornalisti, infastidito dalle troppe domande sulla sua vita privata. Vederlo affabile e disponibile in occasione della presentazione di Ultimatum alla Terra è stata quindi per noi una gradevole sorpresa. Lo abbiamo incontrato subit...

Keanu Reeves parla di Ultimatum alla Terra

Keanu Reeves e Scott Derrickson intervistati per Ultimatum alla Terra

Scott Derrickson fa parte di quella schiera di giovani registi hollywoodiani intelligenti e impegnati che, pur girando film di entertainment, trovano sempre il modo di criticare, o semplicemente di mettere in discussione, l’establishment politico americano insieme a un certo conservatorismo di stampo prevalentemente cattolico. Parlando di Ultimatum alla Terra, remake del celebre film di fantascienza omonimo diretto nel 1951 da Robert Wise, Derrickson ci ha immediatamente svelato la sua intenzione di distaccarsi dal modello originale, che condannava l’America della Guerra Fredda, per denunciare invece un paese ossessionato dall’intervento militare, dalla guerra ad ogni costo e da un eccessivo moralismo.

Il suo remake non guarda però al genere umano con pessimismo e preoccupazione. Entusiasta per la vittoria di Obama e animato dalla speranza che possa finalmente nascere – o rinascere – una nuova America, il regista ci ha detto di aver realizzato un film ottimista, che esprime una grande fiducia nell’umanità. “Abbiamo girato in un clima di speranza e di entusiasmo. Sapevamo che sarebbe accaduto qualcosa e sono felice che Ultimatum alla Terra arrivi nelle sale in questo momento storico fondamentale per gli Stati Uniti. Scott Derrickson, che non voleva tradire il film originale, ci ha confessato di aver incontrato da proprio Robert Wise, che gli avrebbe consigliato di esordire nella regia con un horror, il genere più completo e complesso. Derrickson gli ha dato retta, dirigendo, come primo film, The Exorcism of Emily Rose.

Questa conversazione, e la consapevolezza di avere a che fare con un mostro sacro, lo hanno spinto a mantenere inalterati alcuni elementi fondamentali, a cominciare da Gort, la gigantesca guardia del corpo robotica dell’alieno Klaatu. Per conservare un’atmosfera vecchio stile, Derrickson ha inoltre preferito non strafare con la CGI, evitando anche di conferire all’alieno Klaatu un aspetto non umano. Da grande appassionato di cinema, il regista ci ha infine confessato di essere ossessionato dai remake. Il suo preferito è Terrore dallo spazio profondo di Philip Kaufman, rifacimento de L’invasione degli ultracorpi di Don Siegel.

Meno ciarliero e appassionato di cinema di Derrickson, Keanu Reeves ci è sembrato comunque di ottimo umore. La possibilità di contribuire seppur minimamente alla sceneggiatura del film ha fatto sì che fin da subito si interessasse molto al progetto di un remake di Ultimatum alla Terra, un film che adora, insieme a 2001: Odissea nello spazio, Solaris e alla trilogia di Star Wars. L’attore, che ama chiudersi nelle tute spaziali dei film di fantascienza (che definisce “meravigliosi involucri”) si è divertito a lavorare su un personaggio che inizialmente è solo un alieno, ma poi diventa un essere umano. “Il mio Klaatu” – ci ha detto” – fa un percorso inverso rispetto al protagonista del film di Robert Wise. "Nel primo Ultimatum alla Terra, l’alieno si mostrava inizialmente benevolo verso gli uomini, si integrava, costruiva dei rapporti e poi si distaccava, diventando freddo e distante. In questo film, sulle prime è diffidente poi impara ad amare, a comprendere e a perdonare gli uomini”.

Del remake, Reeves ha amato anche il messaggio ecologista che contiene. “E’ un problema a cui sono molto sensibile, e credo che gli uomini alla fine si renderanno conto del male che stanno facendo al pianeta. Lo capiranno da soli, senza bisogno di un’invasione aliena”. Ovviamente nel film l’alieno è anche un efficace strumento narrativo. “L’alieno fa parte di una storia, è puro entertainment, serve a far leva sugli spettatori, che hanno bisogno di metafore e di storie”. Finzione a parte, Reeves crede negli extraterrestri. “Non posso immaginare che nell’universo non ci siano altre civiltà e ho degli amici che giurano di aver visto gli UFO, se lo dicono loro…” .

La nostra intervista a Keanu Reves si è conclusa con una domanda sul suo tempo libero. “Quando non recito” – ci ha risposto” – mi piace andare a cena fuori con gli amici e fare sport”. La sua grande passione sono però le Harley Davidson, di cui possiede svariati esemplari e che per lui sono di gran lunga superiori a tutte le altre motociclette.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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