Interviste Cinema

Jeff Kinney e la schiappa che c'è in noi

Abbiamo incontrato a Roma l'autore della popolare serie di libri per ragazzi Diario di una schiappa, in previsione dell'uscita italiana quest'estate dei due film tratti dalla simpatica saga.

Jeff Kinney e la schiappa che c'è in noi

Jeff Kinney e la schiappa che c'è in noi


Abbiamo incontrato a Roma l'autore della popolare serie di libri per ragazzi Diario di una schiappa, in previsione dell'uscita italiana quest'estate dei due film tratti dalla simpatica saga.

Il Time Magazine lo ha nominato tra le 100 persone più importanti del mondo, ma chissà se Jeff Kinney avrebbe mai pensato che le sue aspirazioni di cartoonist all'università lo avrebbero mai portato così lontano. Nato nel 1971, nel 2007 ha partorito la creazione che lo ha proiettato nell'olimpo degli scrittori più letti al mondo, la stessa cerchia che comprende pesi massimi come Dan Brown e J.K. Rowling. Diary of a Wimpy Kid, in Italia edito da Il Castoro con il titolo Diario di una schiappa, vanta quattro seguiti, un libro di attività per i bambini e un diario della lavorazione del film tratto dalla saga, per un totale di 42 milioni di copie vendute nel mondo. Cifre da capogiro per un fenomeno che vive di semplicità: i libri costituiscono il diario immaginario di Greg Heffley, ragazzino che si affaccia sulla scuola media e se la vede con bulli, amici imbranati e disperati tentativi di farsi notare dal mondo. Il tutto raccontato con una prosa semplice, gran gusto della battuta e i disegni dello stesso Kinney, il cui stile, come ci conferma l'interessato, è stato creato con lo scopo di rendere il massimo dell'incisività con la massima essenzialità grafica.
Adulato da molti critici per la capacità che ha avuto di avvicinare i più piccoli alla lettura, così come ha fatto con un genere diverso J. K. Rowling, Kinney svela il suo non-segreto: scrive e crea i libri sempre pensando a un pubblico adulto. Ambientati in un'epoca non univocamente definibile, le avventure di Greg non sono autobiografiche, o meglio sono la trasposizione delle esperienze dell'autore "in un'altra dimensione". Una dimensione nostalgica (e non priva di un sottotesto satirico) che garantisce il divertimento agli adulti trattando però i più piccoli come veri lettori: nessuna costruzione forzatamente edificante nelle imprese del fallace protagonista, nessun tentativo di annacquare le trappole tragicomiche dell'esistenza agli occhi dei piccoli lettori, forse innocenti ma non stupidi.
Questo corpus, ricco di comprimari tratteggiati con quella rapidità garantita dall'amore dell'autore per le classiche strip, è stato trasposto al cinema dalla Fox in due film. Entrambi, ispirati ai primi due libri del ciclo, arriveranno nelle sale italiane il 27 luglio e il 5 agosto, con i titoli di Diario di una schiappa e Diario di una schiappa 2, forti di un successo di pubblico negli Stati Uniti che ha garantito la prossima lavorazione di un terzo atto. Amorevole nei riguardi della sua creatura, Kinney ha supervisionato i progetti cinematografici in qualità di executive producer: anche ammettendo che forse il grande schermo rende il prodotto più dichiaratamente infantile rispetto al libro, Kinney è contento di avere impresso una sua originalità alle trasposizioni, specie nell'inserimento di pregevoli siparietti animati basati direttamente sulle sue vignette. La difficoltà più grande dell'adattamento è stata nel partorire una vicenda sensata a partire dalla struttura dei libri, composti essenzialmente da sequenze di gag e situazioni.
Difficile evitare l'argomento del bullismo: sullo schermo le disavventure di Greg (ben interpretato da Zachary Gordon) acquistano una fisicità che rende spontaneo l'approfondimento della questione. A parere di Kinney, forse oggi le giovani generazioni si sentono più sicure nel contesto sociale reale della scuola, rispetto a quanto accadeva alla sua generazione, ma individua anche nei moderni social network, supportati dalle tecnologie della rete, il terreno fertile per un nuovo bullismo sottotraccia ma non meno dannoso.
Non c'è però moralismo nella serenità di uno scrittore che si affida a un fresco humour fulminante per costruire i suoi spassosi romanzi di formazione.





  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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