Interviste Cinema

Jean-Jacques Annaud ci racconta L'ultimo lupo

48

Il regista francese presenta il suo film basato sul romanzo cinese Il totem del lupo

Jean-Jacques Annaud ci racconta L'ultimo lupo

Abbiamo incontrato a Roma il regista Jean-Jacques Annaud, arrivato per promuovere l'uscita di L'ultimo lupo, da oggi in sala. Tratto dal romanzo più venduto in Cina, "Il totem del lupo", è la storia di un ragazzo che nella Cina degli anni Sessanta viene mandato da Pechino in Mongolia per erudire i pastori nomadi: qui viene incantato dai lupi, al punto da allevarne uno, contro le opinioni di chi lo circonda.

L'ultimo lupo dev'essere stato un progetto molto impegnativo per lei. Perché ha sentito la necessità di raccontare questa storia e di affrontare un impegno così massiccio?

Ho avuto la stessa sensazione che ebbi quando lessi Il nome della rosa, era un libro affascinante. Con tanti livelli di lettura, tante storie: per prima cosa, scene bellissime per il cinema, per il grande schermo. Cose mai viste come un inseguimento tra una muta di lupi e un branco di 250 cavalli, durante una tempesta, di notte, in Mongolia! E' entusiasmante avere questo tipo di materiale. Io scelgo i film che voglio condividere con un pubblico, quello che rende felice me, perché non sono molto diverso da nessun altro. Se mi fa sentire bene, farà sentir bene anche lei, e quindi voglio condividerlo. Sapevo che sarebbe stato molto difficile, ma preferisco fare un film molto difficile ogni tre-quattro anni, piuttosto che cinque film facili che nessuno ricorderà!

Quanto della storia di Chen Zen assomiglia all'esperienza dell'intera troupe? Dopotutto, eravate stranieri in questo mondo nuovo, così come lui.

Sì, devo dire che la sua storia assomiglia alla mia storia quando avevo la sua età. Io non fui mandato in Mongolia, ma in Africa, in Camerun. Non fui mandato per insegnare il francese ai camerunensi, ma il cinema. Così quando ho letto questo libro ho detto: questo ragazzo, questo studente, sono io! Lei ha assolutamente ragione, quando stavamo girando eravamo in mezzo al nulla, eravamo nel villaggio alla massima altitudine in Cina, e il primo aereoporto era a quattrocento chilometri.  

Si può ormai dire che lei ami lavorare con gli animali -

Ah, ma mi piace lavorare con ogni tipo di animali! Esseri umani, donne, anche belle donne...

Certo! Ma ha realizzato L'orso e Due fratelli. E a mio parere ha un talento raro nell'inquadrare i paesaggi più belli. Eppure non ha mai lavorato su documentari naturali puri. Come mai?

No, perché non sono un documentarista, io lavoro con la fiction. Mi piace raccontare storie, con i documentari vai in un luogo, giri quello che vedi e poi lo monti. Certo, selezioni ciò che mostri, ma il mio approccio è del tutto diverso. Immagino storie, personaggi, mi devo identificare con un ragazzo o con un lupo, o come nel Nome della rosa con tutti i monaci.

L'ultimo lupo è una coproduzione francocinese, come ha lavorato con la metà cinese della troupe? Che impressione le ha fatto la loro idea di cinema, il loro approccio creativo?

Sono venuti loro da me, assomigliano molto a quello che era Hollywood negli anni Venti. Vogliono migliorare, vogliono cambiare, diventare più internazionali, è per questo che mi hanno lasciato tanta libertà. Sono consapevoli di fare tante commedie romantiche, imitazioni di blockbuster americani. Ma sono anche consapevoli di aver bisogno di qualcos'altro, di un'altra dimensione, di un altro approccio.

Il 3D del film funziona molto bene nei primi piani e negli spazi ristretti. Conferma quest'impressione?

Il 3D funziona benissimo negli spazi ristretti, per i paesaggi il 3D non serve. Nella vita non vedi mai un paesaggio in tre dimensioni, magari puoi vedere in 3D i fiori più vicini, o delle pecore a metà strada, ma sulle lunghe distanze i nostri occhi sono troppo vicini per cogliere una prospettiva diversa su un albero lontano, quindi il 3D è uguale al 2D quando si parla di paesaggi.

Quanto tempo ha richiesto girare le scene coi lupi?

Di solito un giorno, per girare una sola inquadratura. Ti devi preparare tutto il giorno, aspettare che l'animale si rilassi e poi metti l'animale nella circostanza corretta. Per esempio, se voglio che l'animale si sorprenda, imposto per mezz'ora un'atmosfera molto tranquilla, per far rilassare il lupo. A quel punto se produco un nuovo rumore, qualcosa che non si è sentito prima, lui scatta e ottengo la ripresa che mi serve! Ma hai bisogno di diverse camere con diversi punti di vista, devi essere molto paziente, come quando giri con i bambini, una cosa che ho imparato quando facevo pubblicità, anni fa, decine di anni fa, diciamo pure un secolo fa!



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming