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James Wan presenta Insidious

Dopo il grande successo di Saw, proseguito con svariati sequel, e i meno acclamati Dead Silence e Death Sentence, James Wan presenta al Festival di Roma 2011 l'horror Insidious

James Wan presenta Insidious

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Festival di Roma 2011- James Wan presenta Insidious


Classe 1977, il regista di horror James Wan ha una carriera che fa invidia ai più assatanati filmmaker stranieri e nostrani. Dopo il grande successo di Saw, proseguito con svariati sequel, e i meno acclamati Dead Silence e Death Sentence, il giovane autore presenta al Festival di Roma l'horror Insidious, prodotto coalizzandosi con l'Oren Peli creatore di Paranormal Activity.
Insidious inizia come un classico horror sulle case stregate, per poi diventare qualcosa di diverso e, come sottolinea Wan, originale: è una missione sua e del suo sceneggiatore-attore di fiducia, Leigh Whannell, è ciò che il pubblico da loro si aspetta. Si pensa al di fuori degli schemi per prendere in contropiede lo spettatore, messo di fronte a una metamorfosi del genere di appartenenza durante la stessa visione. Il loro personale punto di vista sul genere delle case stregate.
Un'aura mitologica avvolge le produzioni di Wan, realizzate sempre con budget ultra-ridotti (Insidious è costato 1.500.000 di dollari!). Qual è il suo segreto? James aggira gli aspetti tecnici nella sua risposta, limitandosi a dire che l'elemento più costoso di un film possono essere gli attori, ma non è impensabile convincerli a lavorare per poco. In fin dei conti, "non a tutti gli attori interessa lavorare perché sono pagati bene, ci sono anche quelli che mirano alla soddisfazione artistica". L'importante è essere sicuri, sapere come persuaderli con la propria convinzione creativa. Inoltre, un budget ridotto è anche indispensabile per mantenere una libertà d'invenzione: crescono i costi, subentrano le major e crescono i paletti.
L'unione con l'Oren Peli di Paranormal Activity ci porta a chiedere a Wan se a suo parere quel film non abbia cambiato il modo in cui il pubblico si rapporta al genere orrorifico: Wan non vede rivoluzioni epocali, ma più che altro tendenze che riflettono magari anche le epoche in cui le pellicole sono prodotte. In un genere come l'horror, che vive spesso di una clonazione dei più grandi successi (com'è capitato al suo Saw), la creazione di nuovi stampi è un passaggio che fa parte del gioco. E lo spirito ludico del cinema è più che ben rappresentato dall'entusiasmo scherzoso di James.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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