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Italians - parlano il regista e gli attori protagonisti

È stato presentato a Roma Italians, il nuovo film prodotto e distribuito dalla Filmauro di Aurelio De Laurentiis e diretto da Giovanni Veronesi. Diviso in due episodi, uno ambientato negli Emirati Arabi, l’altro in Russia, si affida al talento di due coppie comiche: la prima formata da Sergio Castellitto e Riccardo Scamarcio, la second...

Italians - parlano il regista e gli attori protagonisti

Italians - parlano il regista e gli attori protagonisti

Per Carlo Verdone dirigere e nello stesso tempo interpretare un film è bello, ma impegnativo e psicologicamente stressante. Per questo il comico accetta volentieri di essere solamente diretto. Giovanni Veronesi ha già lavorato con lui per Manuale d’amore e Manuale d’amore 2: Capitoli successivi e adesso, nella commedia Italians, ha voluto fargli interpretare un dentista romano che durante un viaggio di lavoro a San Pietroburgo si lascia condurre da un magnaccia siciliano nel mondo della prostituzione locale. Parlando delle incresciose situazioni in cui il suo personaggio finisce per cacciarsi, l’attore ci ha svelato un segreto: “Quando mi sento in imbarazzo, do il meglio di me. Quando mi sono rivisto nella scena in cui una prostituta russa mi massaggia la schiena, mi sono sentito veramente ridicolo, ma almeno facevo ridere”. Carlo Verdone, che di italiani ne ha interpretati tanti - dal cafone romano al professore luciferino - ha trovato più di una somiglianza fra il nostro paese e la Russia. “I russi hanno la nostra stessa ironia e malinconia. Perfino San Pietroburgo mi è sembrata una delle nostre città, un’altra Venezia, o Torino, solo molto più grande”.

Xenia Rappoport, che nel film è l’interprete del personaggio di Verdone, è dello stesso avviso: “Anche noi russi, quando andiamo all’estero, combiniamo sempre un sacco di guai. Per esempio, non ci ricordiamo che la chiave elettronica garantisce anche l’illuminazione di una stanza d’albergo, e così ci capita di trascorrere intere vacanze al buio”. Sugli italiani all’estero, Carlo Verdone dice che si comportano meglio che in patria. “Che siano pizzaioli o ricercatori, gli italiani mettono sempre un po’ di genialità nel loro lavoro. Quando vanno in un paese in cui ci sono delle regole, le rispettano, è solo da noi che si comportano come vogliono”.

Riccardo Scamarcio, che interpreta il secondo autista di un camion che trasporta illegalmente Ferrari dall’Italia agli Emirati Arabi, aggiunge: “Anche se noi italiani manchiamo completamente di senso civico, abbiamo comunque un’umanità che riesce sempre a venire fuori. Guardate i poliziotti italiani: quelli americani sembrano molto più cattivi. In Italia, non sento mai la presenza di uno stato cattivo, che punisce”. Scamarcio, insomma, non potrebbe vivere in nessun altro paese, così come Sergio Castellitto, che è stato molto contento di tornare a fare la commedia: “Sono stato battezzato alla commedia da Carlo Verdone. Il film era Stasera a casa di Alice. Anche con Veronesi ho fatto una commedia (Silenzio... si nasce, 1996), che però non ha avuto molta fortuna. Giovanni è un ottimo regista di attori, e nonostante sia anch’io un regista, da attore mi metto completamente al servizio del mondo poetico di chi mi dirige”.

Giovanni Veronesi ci ha raccontato che è stato Aurelio De Laurentiis ad avere l’idea di un film sugli italiani all’estero. Il produttore avrebbe voluto parlare di uomini di successo, ma Veronesi ha preferito gente comune, persone normali, poveri diavoli. “Nei film di una volta” – ha spiegato il regista – “gli italiani all’estero cercavano fortuna. Oggi cercano se stessi oppure affari convenienti, perché è cambiato il ceto sociale di chi parte”. E sulla frase che si legge sulla locandina del film “Ci facciamo sempre riconoscere” ammette che è un luogo comune, ma è convinto che si tratti di una nostra qualità. “È vero: gli italiani sono caciaroni, truffatori, ma lasciano il segno per il loro eroismo e la loro generosità. Io sono abituato a criticare l’Italia, ma viaggiando mi sono reso conto che siamo un popolo con un’enorme capacità di adattamento e che ha una fortissima identità nazionale”. Veronesi, che si rammarica per la fuga dei nostri cervelli all’estero, ha sottolineato infine che si sente orgoglioso di aver fatto un omaggio cinematografico all’Italia in un’epoca di crisi. “Mi piacerebbe che questo lato sentimentale venisse fuori” - ha detto, mentre Sergio Castellitto si augura che Italians piaccia soprattutto al pubblico più giovane, a cominciare da suo figlio più grande, che ha 17 anni.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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