Interviste Cinema

Intervista ad Adrien Brody per Il treno per il Darjeeling

Dei tre attori protagonisti de Il treno per il Darjeeling, Adrien Brody è l’unico newcomer nell’allegra brigata di Wes Anderson e soci. Il premio Oscar per Il pianista non sembra però averne affatto risentito, e di essersi inserito alla perfezione in un gruppo affiatato ma non esclusivo o escludente. Nel corso della nostra intervista ...

Intervista ad Adrien Brody per Il treno per il Darjeeling

Dei tre attori protagonisti de Il treno per il Darjeeling, Adrien Brody è l’unico newcomer nell’allegra brigata di Wes Anderson e soci. Ma il premio Oscar per Il pianista non sembra però averne affatto risentito, dimostrando di essersi invece inserito alla perfezione in un gruppo affiatato ma non esclusivo o escludente.
Nel corso della nostra intervista Brody – conciato ed atteggiato più come un modello (quale pure è) che come un attore – ci ha parlato delle sue impressioni sui temi del film e di come il lavoro svolto sul set di Polanski lo abbia aiutato per questo film…

F.G.: I tre fratelli protagonisti de Il treno per il Darjeeling sembra quasi rappresentino alcune delle cose che tutti amiamo e che contemporaneamente odiamo dei membri delle nostre famiglie. Cosa ne pensa? E’ d’accordo? E cosa pensa che rappresenti il suo personaggio rispetto ai tipici membri di una famiglia?

A.B.: E’ una questione interessante... Non so, penso che sarebbe meglio rivolgere questa domanda a Jason Schwartzmann, che è stato coinvolto nella sceneggiatura del film... Io sono solo un attore che interpreta quello che mi viene fornito. Credo che, nel modo in cui l’ho interpretato io, più che un membro di una famiglia, ogni fratello sia un frammento di un essere umano completo. Tutti noi siamo frammenti di esseri umani completi in un certo senso, alcune persone sono migliori in una cosa, altre in ambiti differenti. Penso che l’aspetto interessante è che, se riesci a trovare delle persone che ti completano, che allargano il tuo punto di vista o il tuo modo di vedere il mondo ad un’altra prospettiva a cui prima eri cieco, diventi più completo. Questa è una parte importante delle dinamiche dei tre fratelli. Tutti loro stanno soffrendo e una parte del processo di sofferenza è imparare a lasciarsi andare, questo è un elemento importante. Abbandonare a livello concreto i bagagli che abbiamo e anche a livello metaforico.

F.G.: Questo processo che ha appena descritto sembra essere un modo per dire che, per pensare alla famiglia attualmente, bisogna mantenere alcuni elementi, delle fondamenta, e perché qualcosa di nuovo possa esservi costruito sopra, dobbiamo liberarci di altri elementi per costruire qualcosa di nuovo. Lei è d’accordo?

A.B.: Penso che ci siano delle cose che abbiamo appreso dai nostri genitori che magari non vogliamo passare alla generazione futura. Credo che sia fondamentale che la famiglia sia presente, ma purtroppo nelle case moderne non c’è una solida unità familiare. Io mi sento fortunato, perché i miei genitori stanno ancora insieme e sono cresciuto in una casa ricca di amore. I miei amici che sono stati meno fortunati avevano tanti problemi da superare fin dall’inizio delle loro vite ed è una cosa molto comune. Penso che per prima cosa sia fondamentale essere presenti e non necessariamente analizzare le cose del passato o pensare a quelle da superare, che ci saranno sempre. Si tratta almeno di avere dei genitori su cui poter contare, questo è fondamentale.

F.G.: Dei tre fratelli del film, il suo personaggio è probabilmente il più silenzioso o comunque quello che deve sfruttare maggiormente il linguaggio del corpo rispetto agli altri. Come ha lavorato su questo aspetto?

A.B.: Ho una grande esperienza in questo campo grazie a Il pianista, dove ho svolto sei settimane di riprese - e mi è capitato di realizzare interi film in un periodo più breve - senza lavorare con nessun altro attore. E’ stata una grande sfida, ed è stato anche molto eccitante. Spesso, se i dialoghi sono magnifici, rappresentano un vantaggio, ma talvolta devi fornire un senso di verità a delle parole che non sono credibili e che non puoi cambiare. Quindi, credo che sia un dono quando ti viene fornita l’opportunità di esprimere i tuoi sentimenti e le emozioni senza dover utilizzare le parole. Penso che sia piuttosto comune nella vita reale sapere quali sono le intenzioni di una persona senza che lui dica niente o anche quando a parole esprime il contrario. E' un'aspetto della recitazione che mi piace. Penso che l’elemento fondamentale risieda nel non sentire la pressione di dover dire qualcosa in più, nel rimanere sottili, senza avvertire il fardello di dover esprimere qualcosa non avendo le parole per farlo, ma fidandosi di sé stessi e della verità del momento per poi esprimerla. E’ un modo interessante di lavorare. Come ho detto, Roman Polanski mi ha fornito una lezione importante: senza quell'esperienza non avrei potuto imparare così bene.

Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming