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Intervista a regista e interpreti di Albakiara, il film anti-Moccia

A raccontare gli adolescenti di oggi non ci pensano solo Federico Moccia o Fausto Brizzi. Anche l’esordiente Stefano Salvati ha deciso di ritrarli, in film estremo intitolato Albakiara. Lui stesso ce ne ha parlato insieme agli attori Raz Degan, Laura Gigante, Davide Rossi.

Intervista a regista e interpreti di Albakiara, il film anti-Moccia

Intervista a regista e interpreti di Albakiara - il film

Stefano Salvati è prima di tutto un autore di video musicali. In 18 anni, ha lavorato con Renato Zero, Laura Pausini, Zucchero, Sting, Toquinho e gli Aerosmith. La sua collaborazione più proficua è stata però con Vasco Rossi, con cui ha realizzato, nel 2005, il lungometraggio È solo un Rock’n’roll show, primo esempio al mondo di “movieclip”. Altro e più importante prodotto del sodalizio fra il regista e il rocker è il film Albakiara, storia di una “generazione di sconvolti che non ha più santi né eroi” di cui sono protagonisti Raz Degan, Davide Rossi (figlio di Vasco) e Laura Gigante.

Albakiara” – ci ha detto Stefano Salvati – “nasce da 3 anni di interviste ad adolescenti di tutta Italia, studenti delle medie e del liceo che mi hanno raccontato episodi terribili … un bidello che spacciava, gente che a dodici anni sniffava cocaina … tutto questo è diventato una sceneggiatura”. Vita vera, insomma, cronaca che leggiamo ogni giorno sui giornali e che Salvati ha portato sullo schermo senza filtri, muovendosi fa il documento e l’esagerazione “pulp” e puntando sulla denuncia e sulla dissacrazione di falsi miti. “Volevo fare un film che fosse una provocazione e ho scritto una favola cattiva da contrapporre alla rappresentazione che Moccia e i due Notte prima degli esami restituiscono degli adolescenti”.

Obiettivo raggiunto, perché i vari Step, Babi, Luca Molinari e Azzurra non hanno nulla in comune con queste piccole pesti che somigliano ai manga giapponesi e che vengono punite per le loro trasgressioni. A proposito di Chiara, la protagonista della storia, una ragazzina ignorante e senza scrupoli, il regista ci ha spiegato che è l’antitesi del personaggio raccontato da Vasco Rossi nella canzone Albachiara. “La ragazzina di Vasco era brava, secchiona, sognatrice … la mia Albakiara con la ‘k’ è esattamente il contrario, anche se conserva un po’ di romanticismo”. Generazione “k” dunque, che non solo si stordisce con alcool, cocaina e pasticche, ma che fa sesso davanti a un telecamera per poi vendersi su Internet.

Nel racconto di Salvati si mescola anche alla malavita, man mano che il film abbandona il filone adolescenziale e sconfina nell’horror. “Mantenendo come costante la velocità che caratterizza la vita dei giovani, ho fatto un minestrone di generi. Il thriller e l’horror mi hanno aiutato a rendere ancora più nera la mia rappresentazione”. In Albakiara, Chiara e i suoi terribili amici si ritrovano per le mani 200 chili di cocaina sfuggiti a una banda di criminali capeggiati da un poliziotto corrotto. Quest’ultimo è interpretato da Raz Degan. “Per costruire il mio ispettore di polizia non mi sono ispirato a nessuno, non ho rivisto vecchi thriller” – ci ha detto. “Sono partito dall’esterno: come trascorre le sue giornate, dove mangia, come si veste … poi mi sono concentrato sulle sue paranoie, sulle sue fobie … è stato un lavoro ad incastri”.

Albakiaraè il primo film di Laura Gigante, che si è presentata un po’ per caso ai provini. Scelta quasi subito da Stefano Salvati per la sua verve e le movenze da fumetto, è stata sottoposta a una lunga preparazione: un anno di corsi di recitazione con insegnanti dell’Actor’s Studio. La vera palestra, però, la giovane attrice l’ha fatta nelle discoteche frequentate nei mesi precedenti il primo ciak. “Per un anno sono stata Chiara, ho vissuto le sue stesse esperienze e ho capito che viviamo in mondo terribile. Pensavo di essere una persona trasgressiva, ma Chiara mi batte”.

Davide Rossi, che nel film è il dj Nico, il fidanzato di Chiara, pensa che i personaggi di Albakiara non siano completamente cattivi. “Nico vende la cocaina, ma in un certo senso è un eroe perché non tradirebbe mai i suoi amici”. Appassionato di cinema e di musica, e innamorato delle canzoni di suo padre, prima fra tutte Brava, Davide Rossi si sente lontano dai protagonisti del film: “Ho 22 anni, non ho con Internet il rapporto stretto che hanno gli adolescenti”. Davide fa il dj anche nella realtà, ma non si sballa e non filma la sua intimità. “La droga c’è sempre stata” – dice – “quello che manca adesso sono gli interessi, qualcosa in cui credere”.

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